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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 717
MODICA - 17/12/2015
Politica - Tassazione alle stelle anche per il prossimo anno

D´Antona: "Pressione fiscale da record a Modica"

I numeri svelati dal consigliere comunale di Sel Vito D’Antona Foto Corrierediragusa.it

Il pressing fiscale dell’amministrazione comunale a Modica in danno dei contribuenti non lascia scampo al parti di quello esercitato in una partita di calcio dall’imbattibile Barcellona sui malcapitati avversari. Lo si evince dai numeri evidenziati dal consigliere comunale di Sinistra ecologia e libertà Vito D’Antona. E sotto Natale la già insostenibile situazione addirittura peggiora, visto che «I cittadini sono stati costretti a pagare le rate di saldo della Tasi e dell’Imu – scrive D’Antona – nella misura spropositata che il sindaco e la sua maggioranza hanno riservato a tutti i contribuenti, facendo di Modica una tra le città a più alta tassazione. L’amministrazione comunale di Modica difatti ha confermato che i cittadini dovranno pagare, come l’anno scorso, la Tasi , la quale sarà dell’1,85 per mille, che, assieme all’Imu, anch’essa confermata, porta la tassazione complessiva in modo spropositato al 10,45 per mille, vicinissima al limite massimo che per legge nessun ente può superare, ovvero il 10,60 per mille. Anche quest’anno – prosegue D’Antona – l’amministrazione e la sua maggioranza hanno deciso, diversamente da come fanno moltissimi comuni, di non mitigare l’impatto su famiglie e imprese, attraverso riduzioni ed esenzioni collegate al reddito, al carico familiare o alla rendita catastale, stante il fatto che la Tasi si paga anche sull’abitazione principale e che la devono pagare anche gli inquilini.

E poi c’è la Tari, tra le tasse più alte degli ultimi anni. Inoltre nel 2015 non è stata restituita ai cittadini quella somma richiesta in più nel 2014 e palesemente eccedente rispetto al costo del servizio. Ai cittadini – dichiara il consigliere – viene presentato il conto dell’improvvisazione dell’attuale amministrazione nella gestione finanziaria del comune: l’eccessiva tassazione, la mancanza, a metà dicembre, del bilancio di previsione 2015, il conto consuntivo 2014, predisposto per ben tre volte dalla giunta, la spesa fuori controllo, lo smantellamento dell’ufficio ragioneria, le ferree prescrizioni della Corte dei Conti, la discutibile nomina di un esperto finanziario, il tentativo di esternalizzazione del servizio di riscossione tributi con costi a carico dei cittadini. Il tutto – conclude D’Antona – sotto la spada di Damocle del dissesto finanziario pendente e sotto la lente d’ingrandimento della corte dei conti». Che altro aggiungere? Auguri!