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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 679
MODICA - 30/08/2015
Politica - Una dura nota in cui si elencano tutte le cose che non vanno

Pd: "Dissesto finanziario e scioglimento consiglio Modica"

Per il Pd "E’ stato disperso quanto di buono aveva fatto l’amministrazione Buscema" Foto Corrierediragusa.it

Paventa un autunno nero per le sorti del comune di Modica il Partito democratico, che, in una nota, illustra una situazione a tinte fosche che non fa dormire sonno tranquilli. "Le notizie che provengono da palazzo S. Domenico non sono per niente rassicuranti - si legge nella nota del Pd - perchè da un lato, a fronte del termine del 31 agosto per la risposta ai rilievi della Corte dei Conti, la conferenza dei capigruppo convocata per incardinare un minimo di discussione sulla situazione gravissima in cui versa il Comune è stata posticipata da venerdì scorso al tre settembre quando ormai i margini di manovra per i consiglieri saranno del tutto svaniti e dall’altro, il bilancio consuntivo, redatto per la seconda volta dalla Giunta e per il quale è già a Modica un commissario ad acta, è del tutto inaccettabile dal collegio dei revisori dei conti e quindi ben lontano dall’essere approvato dal consiglio comunale".

L’amministrazione Abbate - prosegue il Pd - si assume quindi tutte le responsabilità politiche di ciò che ormai molto probabilmente accadrà in autunno circa la dichiarazione dello stato di dissesto da un lato e scioglimento del consiglio comunale per mancata approvazione del bilancio consuntivo 2014 dall’altro. Quell’«Ignazio è uno» che fu il leit motiv della campagna elettorale del sindaco continua a risuonare ancora nella sicumera che l’amministrazione ostenta a fronte di una situazione finanziaria già sfuggita di mano, ma ormai infonde la stessa serenità che l’orchestra del Titanic diffondeva negli ultimi istanti di navigazione.

Del resto - prosegue il Pd - questa giunta ha distrutto quanto era stato faticosamente e con molti sacrifici costruito dalla precedente amministrazione Buscema, smantellando l’ufficio finanziario tant’è che adesso non sono in condizione di redigere un bilancio consuntivo a norma di legge. Lo stesso dicasi per l’ufficio tributi perché la lotta all’evasione e all’elusione e la tempestività raggiunta da Buscema nel riscuotere i tributi sono andate disperse e oggi la capacità di riscossione del comune è tornata ai livelli di sei sette anni fa con gravi ripercussioni per il piano di riequilibrio come fortemente evidenziato dalla Corte dei Conti.

Quest’amministrazione ha abbandonato la sicura guida del piano di riequilibrio approvato dalla giunta Buscema per un velleitario «voltare pagina» che si è tradotto nel lasciare il sentiero virtuoso del risanamento finanziario per avventurarsi nel disastroso affondamento finanziario dopo due anni appena di navigazione e nonostante il viatico di sessantaquattro milioni ottenuti da Buscema per il risanamento dei conti. Non poteva che finire così perché ai sacrifici e ai tagli delle spese superflue così come all’azzeramento dei costi della politica si sono contrapposti un immediato ripristino delle indennità degli amministratori e gettoni per i consiglieri e infiniti rivoli di spese e contributi a pioggia per acquisire consenso spicciolo abbandonando allo stesso tempo ogni attenzione al rafforzamento della capacità di riscossione del comune.

Ci permettiamo di suggerire all’attuale sindaco - conclude il Pd - di potenziare immediatamente gli uffici di ragioneria e dei tributi per tentare di riprendere il bandolo della matassa e riportare ordine nei conti per cercare quantomeno di salvare il salvabile".

ECCO COME E PERCHE´ I CONTI NON TORNANO
La situazione finanziaria del comune è molto delicata. I rilievi contenuti nelle 38 pagine trasmesse dalla Corte dei conti all´amministrazione con le quali si chiedono chiarimenti specifici sulle spese, sulle entrate e sull´estinzione dei debiti pesano come un macigno perchè entro la fine del mese, termine perentorio, l´amministrazione deve dare una risposta convincente e soprattutto indicare come vuole uscire fuori da una situazione finanziaria precaria. All´assessorato al bilancio di palazzo San Domenico non si nascondono le difficoltà e sindacati e consiglieri comunali sono giustamente perplessi. Bisogna innanzitutto spiegare come sono stati impiegati i 64 milioni concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti, grazie al Piano di riequilibrio finanziario dell´ente, per sanare i debiti pregressi, di cui alcuni debiti fuori bilancio. E´ emerso che una parte di queste somme sono state utilizzate per coprire la scopertura bancaria che è salita da 12 a 16 milioni e alcuni debiti non sono stati ancora saldati. Pare che nelle ultime ore sia stato raggiunto un accordo per i 7 milioni da versare al comune di Scicli per l´utilizzo della discarica di S. Biagio e due milioni per l´Ato rifiuti.

Ci sono tuttavia ancora debiti in giro e la Corte dei conti vuole sapere se il comune intende pagare perchè in caso contrario è prevista la restituzione della somma non utilizzata dall´ente. Parte delle somme introitate sono state invece utilizzate per la scopertura bancaria i cui fondi, a loro volta, sono stati impegnati per le varie spese che l´amministrazione in questo ultimo anno ha affrontato con una certa "leggerezza", ad essere eufemistici, nonostante i ripetuti appelli alla moderazione giunti da più fronti. Dovendo rientrare dalla scopertura bisognerà coprire dunque quel che è stato utilizzato in modo improprio o comunque non in linea con quanto previsto per un comune in fase di pre dissesto.

Come fare? L´amministrazione dovrà rendicontare, numeri alla mano, e dovrà attenersi ad un piano preciso perchè altrimenti il dissesto sarà dietro l´angolo. Se l´attenzione massima è dunque sulla data del 31 agosto preme anche il parere dei Revisori dei conti sul conto consuntivo perchè questo possa essere esaminato dalla commissione competente e dal consiglio comunale. I Revisori, impegnati sul Piano di riequilibrio, hanno fatto sapere che non se ne parlerà prima di metà del prossimo mese. Ritardi su ritardi e la barca rischia di affondare.

Nella foto palazza San Domenico, sede del comune di Modica