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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 1086
MODICA - 20/07/2008
Politica - Modica - Il partito è a pezzi dopo l’ultima dabacle

L´Udc passa l´estate a leccarsi le (profonde) ferite

Drago annuncia una "rivoluzione" a settembre. Sarà vero oppure la montagna partorirà il classico topolino? E Lavima sprona... Foto Corrierediragusa.it

Peppe Drago (nella foto) rimanda a dopo l’estate ma nell’Udc c’è chi preme per un chiarimento ma soprattutto per uscire da una condizione di stagnazione. Il deludente risultato elettorale del partito di Drago ha fatto seguito alla bocciatura del candidato Piero Torchi alle regionali ed al trauma delle dimissioni da sindaco.

Eventi che l’Udc,fino all’anno scorso primo partito in città, ha vissuto sulla propria pelle. Oggi si ritrova con sei consiglieri comunali, quattro Udc e due popolari, rispetto ai dieci della precedente legislatura con quasi quattromila voti in meno. «E’ il momento di aprire un dibattito serio ? dice Giuseppe Lavima, punto di riferimento del gruppo dei Popolari e già critico con il sindaco e l’amministrazione Torchi prima della vicenda delle regionali.

« Non ci siamo e lo svolgimento dei lavori del direttivo Udc non è piaciuto né a me né ad altri. Oggi c’è un partito vittima della rassegnazione, che non ha una linea politica, quasi bloccato. Abbiamo perso il dieci per cento dei consensi ma è come se niente fosse successo». Lavima individua nell’eccessivo individualismo, nelle scelte di comunicazione in campagna elettorale, nella mancata centralità del partito le ragioni del fallimento.

« Chiedo discontinuità rispetto al passato ? dice Lavima ? Sia a livello locale sia a livello provinciale dove la situazione non è certamente migliore. In provincia ci sono sezioni commissariate da tempo, il gruppo provinciale è abbandonato a se stesso con assessori fai da te. Non è possibile, cambiano strada al più presto».

La ricetta di Peppe Drago al direttivo è stata quella di annunciare l’azzeramento delle cariche per rinnovare gli organismi e ripartire con uomini nuovi ma il leader Udc ha rinviato l’operazione a dopo l’estate scontentando quanti si attendevano una seria analisi del voto ma soprattutto l’individuazione di una strategia. L’Udc di Drago vive oggi in città una crisi di identità con un Piero Torchi ormai relegato nel limbo e quasi messo da parte dal punto di vista politico.

Il gruppo consiliare vive una condizione di marginalità anche perché la scelta di Drago di andare con il Pdl e votare Scucces ha legato l’Udc al carro di Nino Minardo. Giuseppe Lavima ha evidenziato il disagio dell’Udc ma bisognerà vedere se il suo grido di allarme sarà raccolto.

Per un partito che soffre ce n’è uno che si riorganizza sull’onda del risultato elettorale. Il Pd cittadino infatti ha scelto Giancarlo Poidomani qquale coordinatore cittadino e successore di Antonello Buscema, eletto sindaco. Poidoamni ha ottenuto 45 voti su 45 all’assemblea degli iscritti ed ha avuto mandato di riorganizzare il partito in vista dei prossimi appuntamenti a cominciare dalla manifestazione «Salva L’Italia» del 25 Ottobre.

A Poidomani tocca il compito di organizzare i circoli territoriali e radicare il Pd in città. Con l’elezione di Poidomani Giovanni Giurdanella è destinato a fungere da capogruppo Pd a palazzo S. Domenico.