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MODICA - 17/06/2015
Politica - Tutto ritorna come prima dopo la sentenza di merito

Trasparenza sulle partecipate: la Castello vince al Tar

Inoltre il comune è stato condannato a rifondere le spese legali Foto Corrierediragusa.it

Per accedere agli atti delle società partecipate (la Spm servizi per Modica in primis) da parte dei consiglieri comunali 30 giorni sono troppi, si deve tornare all’originario tempo massimo di 3 giorni. E’ il sunto della decisione del Tar che ha accolto il ricorso presentato dal consigliere comunale del Pd Ivana Castello (foto). Con apposita sentenza il Tar ha quindi annullato la modifica sui tempi previsti dal regolamento sui controlli interni delle partecipate proposta dall´amministrazione e votata dalla maggioranza nella seduta dello scorso 6 febbraio del consiglio comunale. In quell’occasione tutta l’opposizione gridò allo scandalo, parlando senza mezzi termini di un «Vero attentato alla democrazia» per i tempi biblici che potevano creare problemi in merito alla trasparenza degli atti. Ora il Tar ha ristabilito il vecchio stato di cose annullando la delibera con cui il regolamento venne approvato, suscitando un fiume di polemiche. La maggioranza, nel bocciare categoricamente l´emendamento all’articolo 13, quarto comma, proposto dal Pd e in particolare dal consigliere Ivana Castello per riportare a tre giorni i tempi dell´accesso agli atti, come sancito da cinque anni dall’apposito regolamento comunale sui procedimenti amministrativi, lasciò basiti i consiglieri di opposizione. Si parlò di «Una mancanza di consapevolezza rispetto al ruolo del consiglio comunale e di ogni singolo consigliere», come recitò una nota comune.

La Castello inoltrò quindi ricorso al Tar di Catania, che ora lo ha accolto annullando la delibera voluta dall’amministrazione con sentenza di merito. Gli effetti immediati della sentenza del Tar sono i seguenti: il regolamento che fu approvato è stato annullato e di fatto non esiste più. La proposta di emendamento della Castello fu di conseguenza bocciata per errore e il Tar ha ora annullato pure la votazione. Il regolamento potrà essere riproposto, rivisitando e correggendo l´articolo 13, quarto comma. Il termine di 30 giorni fissato in regolamento per l´accesso agli atti da parte dei consiglieri è stato dichiarato incompatibile col concreto esercizio del mandato elettorale.

Inoltre il comune è stato condannato a rifondere le spese legali sostenute dal consigliere Ivana Castello mentre la segretaria generale è stata estromessa dal giudizio per carenza di legittimazione passiva. Tutto questo perchè, secondo il Tar, il consigliere comunale ha il diritto-dovere di controllare l’operato di giunta e sindaco nell´attività di governo della città. Nell´esercizio del suo mandato il consigliere non ha alcun obbligo di motivare le proprie richieste e, in quanto rappresentante del popolo che lo ha legittimato col voto, ha diritto di accedere a tutti gli uffici, comunali e paracomunali. Per cui, in definitiva, l’accesso ai documenti deve avvenire entro tempi celeri compatibili col concreto espletamento del mandato.