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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 869
MODICA - 10/06/2015
Politica - Messe a tacere in via definitiva le voci di uno "sposalizio" politico

"L´ingresso del sindaco di Modica nel Pd non è gradito"

Il segretario cittadino Giovani Spadaro e il capogruppo Carmelo Cerruto fanno chiarezza sulla vicenda Foto Corrierediragusa.it

"L´ingresso di Ignazio Abbate nel Pd non è opportuno". La segreteria cittadina chiude la porta in faccia al sindaco e mette così a tacere i "rumours" di queste ultime settimane che vogliono come imminente l´adesione al partito da parte del primo cittadino su iniziativa di quest´ultimo che avrebbe "premuto" tramite la senatrice sciclitana Venerina Padua. Il segretario cittadino Giovani Spadaro ne spiega le ragioni: "Il sindaco è stato nel ballottaggio avversario del nostro candidato, Giovanni Giurdanella: questo significa che ci divide un progetto e una battaglia politica che i cittadini hanno vissuto e su cui hanno scelto. Le sue scelte sono opposte a quelle del Pd, una politica della spesa irresponsabile che sta vanificando gli sforzi compiuti dall’amministrazione del Pd. I nostri elettori quindi non capirebbero un accordo con chi è agli antipodi della politica del Pd. A noi non interessano i voti raccogliticci di candidati qualunquisti e trasformisti, ma il consenso convinto di chi approva una politica ed è anche disposto a contribuire alla sua definizione che è alternativa alla politica disastrosa di chi ci ha sostituito". Il Pd ha voluto dunque fare chiarezza subito dopo l´assemblea cittadina promossa dalla Cgil che aveva dato la stura a critiche sul ruolo dell´opposizione a palazzo S. Domenico.

Il capogruppo Carmelo Cerruto ci tiene a chiarire: "Vogliamo distinguere tra opposizione e critica. La prima è un fatto politico, la seconda una posizione che a volte può essere anche personale e, spesso, legata a particolari aspetti della vita amministrativa che ai cittadini non interessano granché. La nuova classe dirigente del partito non intende più perseguire i vecchi metodi, cari alla vecchia scuola politica di sinistra, della demonizzazione ad ogni costo dell’avversario politico con l’ottica del tanto peggio tanto meglio purché il nemico cada. Questo metodo deve essere trattato come un impolverato reperto del museo di storia della politica perché oggi l’impegno che i cittadini chiedono a una moderna forza politica è il privilegiare gli interessi della comunità. Per esempio siamo molto critici con la politica finanziaria dell´amministrazione.

Non possiamo consentire che il risanamento avviato dal sindaco Antonello Buscema , forse misconosciuto ma che ha letteralmente salvato la città, vada perduto e il comune si trovi nuovamente davanti al baratro del dissesto. Per questo abbiamo monitorato la spesa rilevando l’eccesso di spese facoltative e voluttuarie, e soprattutto il ricorso all’indebitamento con la Banca Tesoriere per una somma devastante di 23 milioni di euro. Come rientrare, se si pensa che il trasferimento dello Stato quest’anno sarà di 4 milioni di euro e quello della regione, con gli arretrati, sarà di circa 7 milioni? Dove reperire le somme mancanti? Dalle tasse, dicono gli amici del sindaco. Ma è proprio questo ricorso all’aumento delle tasse, assieme allo spropositato indebitamento, che ci preoccupa.

La nostra preoccupazione è stata ed è che possa non essere approvato il piano di riequilibrio, gettando la città nell’impossibilità di far fronte a una montagna di debiti. Qualcuno potrebbe goderne, il Pd invece si preoccupa perché a pagarne le conseguenze, come al solito, non sarebbero i responsabili ma gli incolpevoli cittadini". Il Pd pone sul tappeto altri tre grandi questioni come il Piano regolatore sul cui iter chiede massima chiarezza, i servizi ai cittadini a cominciare dalla sicurezza del centro storico sulla quale l´amministrazione è in ritardo e la politica della spesa facile perseguita dal sindaco che è stato invece assente sulle grandi questioni come la soppressione del tribunale e del carcere.

Nella foto da sx Cerruto, Abbate e Spadaro