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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 151
MODICA - 13/06/2008
Politica - Modica - Nei comizi conclusivi alta tensione tra Udc ed Mpa

Piero Torchi: "Sono tornato".
Scarso: "Passato da scordare"

L’ex sindaco: "Ho sbagliato e mi sono imposto il silenzio".
Il candidato Mpa: "La smetta con queste uscite ad orologeria"
Foto Corrierediragusa.it

A poche ore dalla chiusura della campagna elettorale si infiamma la battaglia nel centro destra. Piero Torchi (nella foto) ha scelto di fare outing e racconta ai giornalisti i suoi ultimi mesi passati in silenzio. Lo fa davanti a Peppe Drago, Enzo Cavallo e Gino Veneziano a marcare la continuità della sua presenza nel partito.

Enzo Scarso non raccoglie e parte subito all’attacco non perdonando nulla all’ex sindaco. Ora è battaglia aperta e questa è la cronaca di un pomeriggio ad alta tensione.

« Sono tornato. Voglio giocare la mia partita anche perché non mi sembra che ci siano molti Maradona in campo» - Piero Torchi parla ufficialmente a distanza di poco più di due mesi dalle sue dimissioni ed ammette « Sono state un errore. Non perché non sono stato eletto ma perché la città mi aveva dato il 65 per cento dei consensi.

Ho voluto pagare il mio errore osservando una pausa di riflessione, restando in silenzio, ma ho subito troppi attacchi personali in questi mesi anche da parte di persone che il giorno della mia elezione mi abbracciavano e dicevano « Sei il migliore di tutti noi».

Sono stati in tanti a spingermi a dire la verità, ad intervenire e la spinta maggiore è venuta dai giovani. Mi sono deciso a parlare perché non mi sembra giusto che l’immagine positiva di una città possa essere messa in gioco per calcoli politici, per qualche punto di percentuale. Non si può buttare nel fango una città solo perché è utile fare il tiro a bersaglio su Torchi. I valori sono quelli che sono e si conservano nel tempo, tutto il resto passa».

L’ex sindaco parla in modo accorato, cerca di tenersi alto rispetto al dibattito elettorale più recente, riafferma la sua adesione al partito ed al leader Peppe Drago.

« Subito dopo le regionali il presidente della Regione mi ha cercato e mi ha offerto un ruolo di primo piano in Mpa. Sono stato onorato ed ho detto no perché condivido in pieno i valori dell’Udc e voglio restare al fianco di Peppe Drago.
Sul mio ruolo futuro si vedrà; posso comunque tranquillizzare tutti. Piero Torchi non sarà in nessuna delle prossime amministrazioni. Resto a disposizione del partito quando e dove vorrà utilizzarmi».

«Smettila con questi mezzucci. I modicani sono stanchi di te e delle tue conferenze stampa ad orologeria». Enzo Scarso è più esplicito che mai e si scaglia contro il suo (ex) amico e sindaco.

Al candidato Mpa non sono andate giù le parole dette da Torchi « E’ solo un tentativo - dice Scarso di recuperare il consenso che l’Udc e la coalizione sta perdendo. Io ho solo la colpa di avere preso le distanze da Torchi e di non accodarmi.

Torchi recita oggi un ruolo che gli è stato imposto forse con qualche promessa. Pensi agli errori fatti ed alla città che ha lasciato in uno stato indecente. Abbiamo tutti ascoltato del « futuro da raccontare" di Torchi ma oggi c’è solo un passato da dimenticare».


COMIZI CONCLUSIVI AL VETRIOLO: MICCICHE´ NON HA STUPITO. RICCARDO MINARDO SPARA A ZERO SULL´UDC. BUSCEMA PACATO

Si chiude al suono della musica la campagna elettorale. Sul palco di piazza Matteotti è stato il solito uno contro tutti. Chi attendeva i colpi di Gianfranco Miccichè è andato via deluso e si è consolato di quelli più caserecci di Riccardo Minardo.

Di viabilità, di risanamento, di gestione del territorio ed in genere di programmi tutti si sono tenuti ben alla larga facendo invece appello ai buoni sentimenti e ad un generico « Bene della città». Sul palco inizia Antonello Buscema ed il suo discorso è pacato e ragionato; batte i tasti del buon governo e delle responsabilità della classe politica del centro destra. Tocca poi a Giovanni Scucces; è accorato il candidato di Pdl ed Udc quando mostra le sue « mani pulite», la sua « faccia pulita» prima di cedere la parola ad un Gianfranco Miccichè molto meno istrione del solito.

Non ci sono colpi ad effetto ma nelle parole del sottosegretario molte iniezioni di fiducia. « Berlusconi, io, vi daremo una mano per il problema finanziario. Risolveremo tutto». Di fronte a tutto lo stato maggiore di Pdl e Udc provinciale Miccichè dice che il voto a Scarso è inutile e dannoso per il centro destra; i modicani ne traggano le conseguenze. Riccardo Minardo non è naturalmente di questo parere e rinfaccia a Micchichè i suoi recenti eccessi linguistici nei confronti dei modicani.

Poi tira fuori l’asso dalla manica quando parla di Drago. Fa riferimento a società di comodo e proprietà romane con tanto di indirizzo e ragione sociale; per il parlamentare Mpa è la conferma che l’Udc ha pensato a ben altro che amministrare. Si chiude con altoparlanti a tutto spiano ed ognuno va per la sua strada. Scarso e compagni festeggiano al giardino della contea con danze e suoni nostrani. Gianfranco Miccichè, Nino Minardo e Giovanni Scucces indugiano fino a tardi in via Grimaldi con un long drink ed il jazz di Santi Ciarcià. Oh, yes!