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MODICA - 09/06/2008
Politica - Modica - Il comizio del leader ibleo dell’Udc è un "mea culpa"

Peppe Drago dal palco chiede scusa ai modicani

"Torchi non si doveva dimettere. E’ stato un errore che egli stesso ha riconosciuto. L’inchiesta? C’è la magistratura" Foto Corrierediragusa.it

« Ho sbagliato, abbiamo sbagliato, chiediamo scusa alla città». Esordisce così Peppe Drago davanti ad un piazza fredda ma gremita per raccontare gli ultimi dodici mesi della vita amministrativa in città.

La verità di Drago non è fatta solo di errori ma anche di riconoscimenti ma il punto di partenza è l’abbandono di Piero Torchi. Drago fa autocritica sul palco sul quale lo affiancano Giancarlo Floriddia, Gino Veneziano ed Enzo Cavallo mentre lo stato maggiore del Pdl, Giovanni Scucces in testa, sta dall’altra parte della banchina a sorseggiare un aperitivo.

« Le dimissioni di Piero sono state un errore; lo ha riconosciuto lui, lo riconosco io e mi scuso con la città. Non avrei dovuto consentirlo ed oggi restano solo le scuse». Chiuso il capitolo Torchi, Drago alza i toni a parte all’attacco di Raffaele Lombardo, Enzo Scarso e Riccardo Minardo. Mpa è l’obiettivo di Drago che paventa, grazie a Lombardo, l’invasione e l’occupazione dei catanesi in provincia di Ragusa. Al candidato a sindaco di Mpa il leader Udc ricorda di essere stato per ben sei anni alla guida del consiglio comunale e di avere partecipato a scelte ed indirizzi che oggi rinnega.

Il leader Udc non evita la questione giudiziaria e si affida alla magistratura non senza ricordare che le indagini si basano solo su lettere anonime. L’ultima parte dell’intervento è sulla questione finanziaria e Drago dà i numeri. Il debito del comune è di 23 milioni e 500 mila euro cui si sommano i sette milioni per la discarica di Scicli. « Gli ottanta, i sessanta milioni di euro sono una favola ? dice Drago ? Modica soffre come tutte le altre città del sud».

Otto milioni per i precari, sette per l’università, quattro per il mancato fitto del tribunale, quattro per il costo crescente dei servizi sociali, Drago dà anche i dettagli ed invita ad avere fiducia perché la città è cresciuta, è viva, è andata avanti e la scelta politica dell’Udc per queste amministrative è dettata dalla volontà di proseguire su questo percorso. Drago chiude con qualche timido applauso ed un paio di bandiere scudocrociate che sventolano incerte sotto il palco.

La serata dei comizi si chiude con Antonello Buscema che contesta innanzitutto i numeri di Drago sul deficit. « Drago dimentica tutto il contenzioso ed i decreti ingiuntivi da sommare ai trenta milioni che lui steso riconosce. Il debito è cresciuto negli ultimi sei anni di amministrazione Torchi» dice il candidato del Pd che addebita alla classe dirigente del centro destra il fallimento sul bilancio, sul Prg e sul commissariamento di Palazzo S. Domenico con la traumatica conclusione della legislatura a causa delle dimissioni di Piero Torchi.

(Nella foto in alto da sx Peppe Drago e Giancarlo Floriddia)