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MODICA - 14/08/2014
Politica - Si rinfocolano le polemiche su scelte discutibili mentre dal palazzo tutto tace

Modica: per la Castello "Nomine esperti nulle per legge"

E’ stato sforato il tetto di spesa massimo stabilito proprio dalla Corte dei conti (e a maggior ragione valido per gli enti in pre dissesto) con il parere n. 19 del 2 aprile 2013 alla Regione siciliana Foto Corrierediragusa.it

«Le nomine dei due «esperti» da parte del sindaco sono a tutti gli effetti nulle ai sensi delle leggi vigenti in materia»: lo sostiene, carte alla mano con tanto di normative specifiche, il consigliere comunale Ivana Castello (foto), secondo cui «Le palesi violazioni operate dal primo cittadino rendono illegittimi i contestati incarichi alla sua portavoce Veronica Puglisi e al suo "esperto" per il marketing e turismo Daniele Cilia, che percepiscono uno stipendio mensile rispettivamente di mille 500 e di ben duemila 500 euro. «Il sindaco – dichiara il consigliere comunale – e gli organi di controllo, non hanno tenuto conto di tutta la normativa in base alla quale non avrebbero né dovuto, né potuto, spendere un centesimo in incarichi. L’amministrazione ha agito in violazione di tutte le norme di coordinamento della finanza pubblica. Pure la Corte dei conti sostiene questa interpretazione ed aggiunge, a scanso di equivoci e in linea con precedenti pronunciamenti, che anche i compensi degli esperti del sindaco debbono essere ricompresi nell´obiettivo di riduzione e nel limite massimo consentito per la tipologia di spesa. Essi costituiscono, in altri termini, delle comunissime spese per consulenza e non possono sfuggire alla disciplina generale dettata per le consulenze».

In altre parole è stato sforato il tetto di spesa massimo stabilito proprio dalla Corte dei conti (e a maggior ragione valido per gli enti in pre dissesto) con il parere n. 19 del 2 aprile 2013 alla Regione siciliana. Il consigliere Castello cita nel dettaglio le fonti normative: «Secondo il sindaco, la legge autorizzerebbe le amministrazioni come Modica, che hanno una spesa di personale superiore a 5 milioni l´anno, a sostenere eventuali oneri per incarichi di consulenza, purché siano contenuti entro l´1,4% della spesa per il personale del 2012. Ma proprio il sindaco non tiene però conto di alcuni limiti derivanti da altre disposizione del legislatore. In particolare è stata disattesa la norma per cui la spesa per consulenze può raggiungere, al massimo, nell´anno 2014, l´80% della spesa consuntivata nel 2013. La spesa che il sindaco potrebbe compiere nel corrente esercizio – aggiunge Ivana Castello – è dunque pari a zero, poiché nel 2013 non ci sono state consulenze».

Il primo cittadino, che mantiene il silenzio su queste circostanze criticate dall’universo mondo, non ha incredibilmente tenuto conto dello status di «ente strutturalmente deficitario» del comune di Modica, impegnando come se nulla fosse i 68mila euro da destinare ai due «esperti», senza tenere conto che a palazzo San Domenico vi sono già ben 4 dipendenti, compreso lo storico addetto stampa, con la qualifica di giornalisti. La città deve sapere quali sono le giustificazioni di queste determine già nulle ai termini di legge e dunque da ritirare, come invocato dall’opposizione.

Cosa ancor più grave, come evidenziato dalla Castello, «E’ obbligo della nostra amministrazione comunale (art. 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196) fissare, nel bilancio di previsione o nello strumento contabile equipollente, specifici capitoli per il conferimento di eventuali incarichi di studio e consulenza; e questi vanno distinti dai capitoli istituiti per incarichi previsti da specifiche disposizioni di legge o da specifiche norme regolamentari da articolarsi coerentemente con il piano dei conti integrato di cui al titolo II del decreto legislativo 31 maggio 2011 n. 91 (art. 1, comma 6)».

«A quanto pare – dice il consigliere comunale – questa ultima norma il sindaco la conoscerebbe e, per aggirare il divieto, avrebbe ritenuto di caricare gli oneri delle consulenze sul capitolo 40 intitolato «retribuzione staff del sindaco». Questi comportamenti da «furbetti del quartierino» – conclude la Castello – hanno causato la rovina di mezza Italia, con danni incalcolabili patiti dai cittadini, sopratutto quelli più indigenti». Che altro aggiungere? Noi nulla, ma altri dovrebbero. E dovranno.