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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 481
MODICA - 07/08/2014
Politica - Tutti i nodi dovranno prima o poi venire al pettine

A Modica c´è un sindaco troppo "sordo"

Come diceva Andreotti « A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca…» Foto Corrierediragusa.it

L’interrogazione del consigliere Vito D’Antona e la levata di scudi generale in città, rispetto alla delibera firmata dal sindaco Ignazio Abbate che impegna 68mila euro per la nomina di due esperti si presta ad alcune riflessioni che definiremmo quasi ineluttabili. La prima, come peraltro ben sottolineato da D’Antona, di ordine tecnico: la delibera presenta profili di dubbia legittimità per svariati motivi tecnico-amministrativi: il Comune di Modica è in regime di pre dissesto e dunque normativamente impedito ad assumere spese straordinarie e non giustificate da esigenze oggettive(ma qui ci sarebbe da aprire una lunga parentesi legata al clima da «panem et circenses» che impera a Palazzo San Domenico), esiste un esplicito divieto di legge rispetto alla possibilità di attingere all’esterno per i Comuni per professionalità già presenti in organico (ed il Comune di Modica non solo ha un ufficio stampa con tanto di titolare e di relativa posizione funzionale, ma ha al suo interno almeno altri 6 giornalisti regolarmente iscritti all’ordine), solo per restare ai principali.

Ma questa sarà materia di contenzioso politico e forse anche di attenzione da parte degli organismi di controllo contabile sia interni che esterni all’Ente, perdurando il letargo di sindacati, revisori e di gran parte della silente opposizione. Lo sforzo da fare è leggere che storia racconta questa delibera, partendo da qui per ricostruire questo primo anno di amministrazione. Abbate è assurto alla poltrona di primo cittadino con il minore consenso in valore assoluto da quando esiste l’elezione diretta del sindaco. Sia perché è stato eletto solo al ballottaggio, e sia perché al ballottaggio del 2012 andò a votare un numero di cittadini nettamente più basso rispetto a quelli che avevano visto trionfare Ruta su Colombo prima e Frasca poi, ed anche rispetto alla vittoria di Buscema su Scucces. Il risultato finale è che Abbate diventa sindaco dopo essere stato votato da un modicano su 5, con poco più del 20% dei consensi.

Quindi un sindaco di minoranza, figlio di una particolare fase storica nella vita della città e di un’alleanza spuria che ha visto l’insoddisfatta Udc sfilarsi quasi da subito, per interpretare la parte dell’ala critica della maggioranza. Attorno al sindaco restano un manipolo di fedelissimi, peraltro molti neofiti della politica, e la benevolenza di molti che fanno finta di fare opposizione ma che in realtà al momento opportuno si volatilizzano.

Tornando alla contestata delibera, la nomina di uno degli "esperti", quella in comunicazione, di fatto quasi esautora lo storico addetto stampa, Marco Sammito, tra l’altro titolare di un apposito ufficio, con tanto di mansioni ed indennità, e gli altri giornalisti in forza al comune. Senza timore, peraltro, di cadere nel ridicolo, come accaduto qualche giorno fa, quando dallo stesso ufficio del sindaco sono partiti due comunicati di diversi responsabili della comunicazione con lo stesso oggetto: uno a firma della portavoce del sindaco, ovvero l´esperta di fresca nomina, ed uno a firma del suo segretario particolare, Giovanni Cannizzaro, peraltro anch’egli giornalista, non rispetto ad una vicenda dai contorni epici per la storia dell’ente ma solo per comunicare che ci sarebbe stata, da li a poco, una interruzione nell´erogazione idrica a Marina di Modica!

Quindi il sindaco sfiora il ridicolo pur di onorare presunti impegni presi magari in campagna elettorale visto che, è bene ricordarlo, sia la neo "esperta" in comunicazione che l´altrettanto "esperto" in marketing facevano parte integrante dello staff dell´attuale primo cittadino.

Epperò un ulteriore profilo strano questa delibera ce l’ha e potrebbe annunciare risvolti clamorosi, a cominciare dall´imbarazzante silenzio dello stesso primo cittadino, che, prima o poi, dovrà comunque dare conto e ragione, alla luce dell´ingente somma stanziata che non poteva di certo passare inosservata e che garantisce uno stipendio di tutto rispetto di mille 500 euro al mese per la portavoce e addirittura di 2mila 500 euro mensili per il "guru" del marketing ed "esperto" di turismo.

Come diceva Andreotti « A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca…». Nella consapevolezza che il vero scandalo modicano di questa amministrazione e di quella che l’ha preceduta resta sempre lo stesso: «l’affaire spazzatura». Lo stesso che sta consigliando a chi dovrebbe intervenire, dal sindacato in giù, o in su, di interpretare il ruolo delle tre scimmiette dell´immaginario collettivo: "Non vedo, non sento, non parlo".