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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 626
MODICA - 11/03/2014
Politica - D’Antona, Castrusini, Cavallino e Migliore chiedono conto e ragione

Commissione inchiesta per Modica?

Bisogna capire, tra le altre cose, se e come sono state pagate le imprese creditrici Foto Corrierediragusa.it

Il sindaco Abbate (foto) non convince nessuno. "Venga a spiegare come stanno le cose in consiglio comunale e non con i suoi monologhi in conferenza stampa" invoca il consigliere indipendente Tato Cavallino. Insorge anche Vito D´Antona (Sel) che chiede al presidente del Consiglio comunale l´istituzione di una commissione di inchiesta, gli fa eco il Pd ed anche l´ex consigliere comunale ed ex candidato a sindaco, Giovanni Migliore, fa le pulci a quanto sostiene il sindaco che, a proposito della nota dei Revisori dei conti che chiedono "urgentemente" ragguagli e spiegazioni su due milioni di euro che mancano all´appello ha attribuito il fatto ad una "discrasia contabile che nei fatti non ha reso chiaro il quadro contabile". Dal sindaco dunque solo rassicurazioni ma sta di fatto che la comunicazione chiarificatrice richiesta dai Revisori non è stata ancora scritta ed il sindaco insieme al suo assessore al Bilancio, Enzo Giannone, sta cercando ancora di capire dove sono andati a finire i due milioni al centro dell´inghippo.

Giovanni Migliore ha una sua visione personale: "Adesso deve rendicontare e non trova le pezze giustificative dei pagamenti relative al dl.35, per cui deve sistemare la discrasia contabile, prendendo le somme che mancano e sommarle a quei 7 milioni circa che dovrebbero essere ancora, ahime’, erogati alle imprese. Tutto ciò, devo dedurre, ha significato che per tutto il 2013 l’amministrazione Abbate , non solo ha avuto la possibilità di avere 40 milioni di euro, che tra l’altro avrebbe dovuto erogare a tutte le imprese per legge entro 45 giorni dall’accredito, ma ha potuto contare anche su due milioni 200 mila euro di maggiore liquidità, che stante alla comunicazione dei revisori ora dovrebbe reintegrare". La domanda che si pongono inoltre Ezio Castrusini a nome del Pd e Vito D´Antona verte sulle ragioni per le quali un sindaco che si dice sempre attento e pronto a monitorare giorno dopo giorno i flussi di cassa non si sia accorto che mancavano, come peraltro lo stesso Abbate ammette, due milioni di euro.

Dice Catrusini: "Dell´ammanco si sono accorti i revisori contabili e non un’ amministrazione che si dice attenta ai vincoli di bilancio e si proclama salvatrice unica delle sorti finanziarie del Comune. Tenuto conto che questi «distratti" amministratori sono gli stessi che hanno redatto il nuovo piano di riequilibrio, possiamo anche cominciare a fare ampi scongiuri perché sia la Corte dei Conti che il competente Ministero non sono avvezzi a definire come discrasia contabile ciò che in realtà si chiama, usando un altro eufemismo, incapacità di amministrare".C´è poi una mancanza di trasparenza perchè non sono ancora note le modalità con cui sono stati spesi circa trenta milioni di euro a favore delle imprese ed è proprio per questo che Tato Cavallino vuole che Ignazio Abbate relazioni in consiglio invece di sfuggire alle richieste delle opposizioni per rifugiarsi in conferenze stampa di comodo. E D´Antona ci mette pure il carico con la proposta di una commissione di inchiesta per capire se e come sono state pagate le imprese creditrici.