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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 248
MODICA - 02/12/2013
Politica - L’opposizione non ci sta e paventa il rischio risanamento ente

Bilancio: Modica sulla strada sbagliata

Per i consiglieri Cerruto, Spadaro e D’Antona i toni trionfalistici del sindaco sono fuori luogo
Foto CorrierediRagusa.it

L´amministrazione ha imboccato la strada sbagliata e mette a rischio il risanamento del´ente. Per i consiglieri Carmelo Cerruto e Giovanni Spadaro (Pd) e Vito D´Antona (Sel) (da sx nella foto) i toni trionfalisti del sindaco Ignazio Abbate nel presentare i dati del bilancio 2013 sono del tutto fuori luogo ed il sindaco mette in forte pericolo l´approvazione del Piano finanziario di risanamento. Nel corso di una conferenza stampa dedicata alla votazione del documento finanziario dal consiglio comunale i tre consiglieri dell´opposizione si sono detti preoccupati per la situazione finanziaria dell´ente. Vito D´Antona in particolare ha ricordato che il Piano di riequilibrio finanziario adottato dall´ente ed inviato alla Corte dei conti ed alla competente sezione del Ministerpo dell´Interno non ha ancora avuto l´approvazione, anzi sono stati chiesti due volte chiarimenti in merito "Non vorremmo - ha detto D´Antona- che la disinvoltura con la quale sono stati iscritte in Bilancio alcune entrate ed alcune spese mettesse a rischio l´approvazione del Piano.

L´espansione della spesa con impegni per manifestazioni, sostegno ad imprese, alle famiglie, con la reintroduzione delle indennità per gli amministratori potrebbe indurre i funzionari del Ministero a riconsiderare l´efficacia del Piano che è stato basato invece sulle spese strettamente necessarie e che ha adottato la filosofia delle entrate assolutamente certe ed il contenimento della spesa". Carmelo Cerruto e Giovanni Sapdaro hanno puntato la loro attenzione anche sul capitolo entrate visto che, come nel caso del recupero dell´Ici e dell´Umu , emergono somme sovrastimate. Nel caso dell´Imu, per esempio, sono stati previsti 12 milioni, 370 mila euro di entrate a fronte di un dato reale che parla di 800 mila euro riscossi dall´ente su una previsione di 5 milioni nei primi dieci mesi dell´anno. D´Antona, Cerruto e Spadaro sono convinti che la riduzione dell´evasione ha i suoi tempi, in modo particolare in un momento di grave crisi economica che interessa sempre più famiglie e imprese impossibilitate a pagare. "Ecco perchè - hanno detto - ci appare sovradimensionata la previsione dell’Imu, la cui stima è passata sorprendentemente in appena dodici ore da sette milioni 800 mila a dodici milioni 370 mila".