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MODICA - 25/11/2013
Politica - Il sindaco esclude avvicendamenti nella squadra assessoriale e ribadisce la sua leadership

No rimpasto in giunta a Modica. Abbate: "Decido solo io"

Sulle spese pazze il primo cittadino precisa che "Tutti gli atti che decido con delibera di giunta passano al vaglio della segreteria generale che ha l’ultima parola". Intanto il Pd si ribella
Foto CorrierediRagusa.it

«Sulla gestione delle spese non devo rispondere né ai revisori dei conti e né tantomeno all’opposizione, ma solo ai cittadini: decido io, perché un’amministrazione priva di decisionismo equivale a non amministrare». Non le manda a dire il sindaco Ignazio Abbate (foto) dopo le polemiche sulle cosiddette «spese pazze» a palazzo San Domenico. Per Abbate «Qualcuno ha interesse a gettare fango sul sottoscritto e su una giunta che lavora 12 ore al giorno senza emolumenti, almeno fino alla fine dell’anno. Sono stanco – prosegue il sindaco – di chi chiacchiera senza sapere di cosa sta parlando e annuncio fin da ora querele per porre fine a questo bailamme di menzogne. Il collegio dei revisori dei conti votato dal precedente consiglio comunale in regime di prorogatio, ha avallato ogni scelta finanziaria della precedente gestione, compreso lo sforamento del patto di stabilità. Tutto questo è a disposizione della Corte dei conti in un faldone.

Sono consapevole – prosegue il primo cittadino – che dovremo muoverci solo nell’ambito del piano di riequilibrio della precedente amministrazione approvato dal consiglio comunale lo scorso dicembre e proposto dall’allora giunta Buscema, unica responsabile del già citato sforamento con cinque milioni di spesa corrente e altri due milioni in conto capitale». Abbate precisa di voler a tutti i costi terminare il suo mandato, restando a palazzo San Domenico per i cinque anni previsti per legge, sgombrando il campo da un suo paventato «salto» alla Regione. Il sindaco stronca sul nascere anche ipotesi di rimpasto in giunta: «La mia squadra – dice – resta immutata perché è composta da persone di mia fiducia e con le quali sono quasi in simbiosi».

Tornando alle spese, il primo cittadino precisa che «Tutti gli atti che decido con delibera di giunta passano al vaglio della segreteria generale che ha l’ultima parola, fermo restando che gli atti di spesa sono di competenza dell’amministrazione e non del consiglio comunale, che si occupa degli atti d’indirizzo. Sono consapevole d’essere sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei conti e difatti ho la coscienza tranquilla sulla circostanza cristallina d’essere a posto sotto ogni profilo. Le somme vincolate non sono state toccate per altri fini e non potrebbe essere altrimenti, chi sostiene il contrario senza atti alla mano sarà querelato.

Per quanto riguarda il finanziamento alla banda musicale che tanto scalpore ha destato, ebbene ho stipulato una convenzione triennale (perché è di mia competenza, e non del consiglio) per 90mila euro presi da trasferimenti statali e regionali, non di certo da somme vincolate, risparmiando mille euro ad evento (e sono ben 40 spalmati su un anno) rispetto al passato, quando la banda veniva pagata per singola manifestazione fino a mille 800 euro». Abbate precisa che si doterà a breve di un nucleo di valutazione per controllare in maniera costante la macchina burocratico amministrativa, già depauperata da 18 costosi dirigenti «per fare ben presto di Modica un bolide da Formula 1 perché la città – conclude il sindaco – non è ancora morta e anzi risorgerà dalle ceneri di questa forzata austerity».

IL PD SI RIBELLA AL SINDACO "SCERIFFO"
Il Pd "bacchetta" il sindaco. In una nota si contesta che "Il Sindaco di Modica ha avocato a sé ogni potere decisionale riguardo la gestione economica del Comune ritenendo che i propri interlocutori al riguardo siano solo e soltanto i cittadini per rispetto dei quali rivendica la necessità di amministrare con «decisionismo».

"Noi del partito democratico, quelli dallo sparuto numero di consiglieri (come ha avuto modo di sottolineare l’attuale sindaco) - prosegue la nota - rimaniamo refrattari a simili evoluzioni di modelli di amministrazione e preferiamo rimanere della ferma opinione che Modica più che di un novello decisionista necessiti sempre di un Sindaco vecchia maniera ossia di un soggetto che certamente deve prendere decisioni assumendosene la responsabilità ma che sappia rispettare il ruolo del Consiglio comunale ove siedono i rappresentanti dei cittadini compresi quelli che non lo hanno votato alle passate elezioni.

E riteniamo ancora che sia dovuto da tutti, Sindaco compreso, il massimo rispetto possibile agli organismi terzi quale il Collegio dei Revisori dei Conti che esercitano un compito posto a garanzia dei cittadini.
In modo sommesso - chiude la nota del Pd - ci permettiamo infine di far presente all’attuale capo dell’amministrazione comunale che prescindere dalle norme e dai vincoli di bilancio, dal parere dei revisori dei conti e dalle osservazioni dei consiglieri dell’opposizione ed anzi assumere un atteggiamento irriverente non si chiama decisionismo ma arbitrio ed è cosa ben più grave specie quando al termine il conto lo dovranno pagare i cittadini tutti".