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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 992
MODICA - 17/06/2013
Politica - Il candidato sindaco vuole correre da solo al ballottaggio, ma gli "adulatori" sono insistenti!

Te la do (una mano)? Abbate dice "No"

Abbate non vuole "parenti serpenti" e paventa denunce contro chi ingenera confusione Foto Corrierediragusa.it

Te la diamo, ma noi non la vogliamo. In politica, e che avevate capito? Si parla, difatti, in tempi di elezioni, della disponibilità a votare per un candidato piuttosto che un altro. Si può dunque sintetizzare così lo scontro a distanza tra Ignazio Abbate (foto) e la lista Megafono. Una campagna elettorale normale si caratterizza per la corsa all’accaparramento dei voti e del consenso, ma Modica va contro corrente. Perché Megafono suggerisce ai suoi elettori di votare per il candidato di Modica 2013 al ballottaggio ma Ignazio Abbate declina l’offerta, e, dinanzi alle stucchevoli "orecchie da mercante" dei suoi "adulatori" è costretto addirittura a paventare una denuncia alla Procura. Il voto si così fa paradosso. Il tutto con una fitta serie di comunicati che lasciano il tempo che trovano ed anzi risultano stucchevoli soprattutto per quanti hanno ancora voglia di andare a votare. Il balletto tra Megafono ed Abbate comincia quando Megafono, che nella prima tornata era schierato con Mommo Carpentieri, non ha inteso fare proprie le posizioni, più o meno convintamente, del candidato di Adesso Modica che aveva indicato in Ignazio Abbate il nome da votare ai suoi sostenitori.

Megafono tuttavia è poi insipiegabilmente (?) ritornato sui suoi passi poche ore dopo ed ha chiarito che la posizione assunta da Carpentieri era condivisa. A questo punto è intervenuto Ignazio Abbate ed ha smentito che tra le sue liste e Megafono ci sia un accordo. Dice Abbate: «Hanno creato solo confusione. Megafono manca di coerenza perché prima ha sconfessato Carpentieri e poi sono intervenuti dichiarando il loro appoggio per me. Un appoggio, tengo a precisare, che non ho richiesto né ho voluto. Io vado avanti solo con le mie tre liste, Modica 2013, Fare Modica e Udc». L’ultima puntata, almeno finora è ancora di Megafono, che sostiene di essere stato solo frainteso e dice: «Non abbiamo detto di aver raggiunto accordi con Ignazio Abbate, né di avere posti riservati nella sua giunta. Abbiamo detto di aver fatto un percorso interno decidendo di votare per la sua candidatura, dovendo fare una scelta al ballottaggio perché non ci piace quando i partiti dicono ai propri elettori di andare a mare, in quanto siamo convinti della necessità di partecipazione alla vita politica».

APPARENTAMENTI SI´, APPARENTAMENTI NO
Marisa Giunta va con Giovanni Giurdanella. L’apparentamento del già candidato sindaco di ConteaModica con il Pd ed è stato presentato ieri nel corso di una conferenza stampa alla presenza dei candidati delle quattro liste che sostengono Giovanni Giurdanella. Marisa Giunta è il vicesindaco designato e porta in dotazione poco più di tre mila voti al candidato del Pd. Giurdanella e Giunta hanno spiegato le ragioni della loro convergenza innanzitutto con un programma che è stato scritto all’insegna della concretezza. Giurdanella ha ribadito i nomi degli assessori designati; si tratta di Giancarlo Poidomani, di Viviana Pitino, Antonio Ruta che erano stati già indicati in prima battuta. A loro si aggiungono Marisa Giunta, Tato Cavallino e Marcella Di Giorgio.

Dal canto suo Ignazio Abbate non ha proceduto ad apparentamenti di sorta, come già aveva annunciato, ed esclude accordi di ogni tipo prima della elezione. Abbate ha invece proceduto alla designazione del sesto assessore della sua giunta; si tratta del commercialista Enzo Giannone, che avrà la delega al bilancio. La competizione per l’elezione del nuovo sindaco si profila così molto equilibrata perché l’apparentamento tra Marisa Giunta e Giovanni Giurdanella fa quasi recuperare la distanza al Pd con Ignazio Abbate. C’è tuttavia da prevedere che l’astensionismo, già al 60 per cento, salirà, perché molti candidati a consigliere comunale ed i loro elettori non direttamente coinvolti nell’elezione del sindaco non avranno molte motivazioni per recarsi alle urne.