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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:02 - Lettori online 1090
MODICA - 17/05/2013
Politica - Il decreto 35 prevede l’accreditamento in due tranche della somma. La prima sarà di 20 milioni

A Modica 40 milioni per pagare i creditori

L’amministrazione ha presentato un conto certificato di 64 milioni ed ha avuto concessa una somma pari al 62,50 della richiesta ovvero 40 milioni 290 mila 392 euro per essere precisi Foto Corrierediragusa.it

Se non è aria di festa poco ci manca. Antonello Buscema, Santino Amoroso, Carmelo Scarso ed il dirigente di ragioneria, Angelo Sammito, sono stanchi ma soddisfatti(nella foto da sin). A palazzo S. Domenico saranno accreditati 40 milioni e passa per far fronte ai debiti accumulati, e non ancora pagati, verso creditori istituzionali e non. E’ l’effetto del decreto 35 che dispone sovvenzioni ai comuni per il riequilibrio finanziario. Modica ha presentato un conto certificato di 64 milioni ed ha avuto concessa una somma pari al 62,50 della richiesta ovvero 40 milioni 290 mila 392 euro per essere precisi. La somma sarà erogata in due tranche da 20 milioni 145 mila euro ciascuno.

La prima entro dieci giorni dalla firma del contratto, peraltro già sottoscritto dall’amministrazione, e la seconda entro il 2014. Con i quaranta milioni a disposizione sarà possibile pagare in ordine strettamente cronologico tutte le imprese che hanno presentato fattura, ancora inevasa, a palazzo S. Domenico. Tra i creditori da saldare ci sono quelli istituzionali e poi tutte le piccole e medie imprese e gli artigiani che nel corso degli anni hanno fornito servizi al l’ente ed ancora attendono ed hanno rischiato anzi di finire sul lastrico.

Una vera e propria boccata di ossigeno che fa dire all’assessore al Bilancio Santino Amoroso: «I conti sono ora in ordine ed in sicurezza. Abbiamo fatto il nostro dovere anche se è costato una grande fatica e tanti bocconi amari». Con i gradi creditori, Enel per 18 milioni, Scicli, 6 milioni, Università di Catania per 4 milioni, Ato per 7 milioni, l’amministrazione conta ora di addivenire ad una transazione ed alla definizione di un piano di pagamenti perché non tutta la somma che sarà accreditata sia fagocitata ma permetta anche di dare sollievo al tessuto economico e sociale. La concessione delle somme per i debiti scaduti porta benefici anche per il piano di riequilibrio finanziario che è attualmente all’esame della commissione istituita presso l’ufficio Enti locali del Ministero dell’Interno, che ha peraltro richiesto chiarimenti su 17 punti del documento finanziario. Il piano finanziario infatti dovrà essere rimodulato alla luce dell’azzeramento di quaranta milioni di debiti che erano già stati previsti. Un ristoro di grande rilevanza che obbligherà a rifare i conti e per il quale si dovrà pronunziare al più presto il consiglio comunale.

Santino Amoroso ha messo l’accento sul lavoro svolto dall´ente da tre anni a questa parte: «Abbiamo messo a regime le entrate a; un flusso disciplinato dall’ordine che è stato messo nell’anagrafe tributaria con scadenze certe e razionalizzando i ruoli».

Antonello Buscema ha invece voluto fare una valutazione politica per un passaggio così decisivo per il futuro della città: «Eravamo partiti all’inizio di questa legislatura con dover scegliere tra dichiarare il dissesto o meno. Abbiamo optato per un’opzione più complicata e faticosa, quella cioè di andare avanti e salvare l’ente con il nostro modo di governare la Città. L’ente afflitto da una situazione interna difficile che è costata tagli e sofferenze da parte di tutti ma che alla fine il lavoro svolto ha dato i suoi frutti con lo Stato che è venuto in soccorso di quei comuni in grande difficoltà che avevano intrapreso la strada del risanamento con i due provvedimenti cioè il piano pluriennale e il decreto legge 35 sui pagamento dei debiti. Questo certifica, al di là delle opinioni, che abbiamo creduto nella causa e abbiamo lavorato bene nell’interesse esclusivo della collettività. Oggi si apre una nuova fase ed è auspicabile che sia quella della ripresa e della rinascita in linea con le legittime aspirazioni della città».