Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 696
MODICA - 17/04/2013
Politica - Seconda seduta consecutiva del consiglio comunale sciolta peer mancanza del numero legale

No aumenti Imu e Irpef, Piano riequilibrio in pericolo?

Il sindaco Antonello Buscema: "Così perdiamo credibilità davanti alla Corte dei conti"

Il consiglio scherza col fuoco. Non c’è condivisione sull’innalzamento delle aliquote Imu per le seconde case ed Irpef aumentate di un punto percentuale per recuperare tre milioni di euro. La misura era stata prevista e concordata al momento della redazione del Piano di riequilibrio finanziario decennale che è stato inviato alla Corte dei conti ed al dipartimento Enti locali del Ministero dell’interno che a breve dovrebbe approvare il documento facendo così uscire l’ente dal pericolo del dissesto. Si tratta dunque di un atto conseguente che aveva solo bisogno dell’approvazione del consiglio da parte degli stessi consiglieri che lo avevano licenziato a dicembre ma per la seconda volta consecutiva la seduta è saltata.

Stringato il commento del sindaco Antonello Buscema: «La mancanza di queste delibere potrebbe minare gravemente l´attendibilità del Piano nel suo complesso. Mi auguro che di questo si terrà maggior conto nella prossima seduta e che possa essere risolutiva». Paolo Nigro, Giorgio Stracquadanio, Silvio Iabichella e Salvatore Cannata hanno ritenuto abbandonare l’aula facendo mancare il numero legale. Diversificate le motivazioni di fondo addotte dai consiglieri ma fondamentalmente sono stati chiesti approfondimenti e pareri ulteriori prima di votare e da qui la richiesta di un rinvio che è stato bocciato.

La risposta dei quattro consiglieri a questo punto è stata l’abbandono dell’aula facendo così mancare il numero legale. A nulla sono valsi gli inviti dei consiglieri di maggioranza e degli stessi amministratori a votare l’atto per non mettere a repentaglio il Piano di risanamento dell’ente.