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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 643
MODICA - 21/03/2013
Politica - Intanti il leader del Pdl Nino Minardo illustra le linee guida del partito

Amministrative Modica: candidati cercansi

Nel Pd, salvo novità che potrebbero scaturire dalla riunione in programma per venerdì, il nome dell’assessore e avvocato Giovannino Giurdanella resta l’unico «papabile» Foto Corrierediragusa.it

Candidato alle amministrative di primavera cercansi nel Pd e nel Pdl. Nessun nome è ancora saltato fuori dal cilindro. Il Pd potrebbe decidere venerdì sera, quando si riunirà il direttivo per fare il punto della situazione. In queste ore appare difatti tramontata l’ipotesi di un sostegno alla candidata Marisa Giunta, che piace a moderati e centristi. Pollice verso anche dell’Udc, che ha escluso un appoggio a Marisa Giunta.

Nel Pd, quindi, salvo novità che potrebbero scaturire dalla riunione in programma per venerdì, il nome dell’assessore e avvocato Giovannino Giurdanella resta l’unico «papabile». Sul fronte Pdl è invece il leader ibleo Nino Minardo (foto) a sgomberare il campo da supposizioni. «Nessun nome per il momento – dice il parlamentare – perché prima occorre stilare un buon programma elettorale in grado di convincere gli elettori». Nino Minardo predica «Dialogo e sintesi senza preclusioni nei confronti di nessuno e senza perdere di vista il ruolo importante della politica: ascoltare la gente, che ha bisogno di soluzioni concrete».

Per raggiungere questo obiettivo Minardo punta ad allargare gli orizzonti politici, avviando un percorso ed un programma elettorale che mettano in primo piano i cittadini ed il tessuto economico del territorio con un progetto credibile e di ampie prospettive per il tessuto economico e per quello sociale». Dalle parole di Minardo si evince che tutto può accadere, comprese alleanze al momento impensabili. Questo per evitare un ulteriore frazionamento di candidati a sindaco già fin troppo evidente. Nel Pdl, sempre per restare in tema di nomi «ufficiosi», il più «gettonato» è sempre quello dell’avvocato Michele D’Urso, che ha finora risposto con un «Nì», nel senso che si ritiene comunque a disposizione del partito, sebbene nutra parecchie perplessità sul clima politico in generale e sulla situazione difficile che sta attraversando palazzo San Domenico.