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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 726
MODICA - 12/01/2013
Politica - Carmelo Scarso, dimessosi una settimana fa, invitato a restare, ottiene 12 voti e rifiuta

"Pantomima" per elezione presidente

Silvio Iabichella ha lasciato il Pds e si è dichiararato indipendente. Tato Cavallino: "Io resto dove sono per lavorare" Foto Corrierediragusa.it

Una pantomima di cui nessuno sentiva il bisogno. E’ andata in scena in consiglio comunale per l’elezione del presidente del Consiglio. Carmelo Scarso (nella foto), appena una settimana fa, si era dimesso giustificando il suo gesto con l’approvazione del Piano di riequilibrio finanziario. «Ho portato a termine il mio mandato – dichiarava Carmelo Scarso- resterò senza compensi in Consiglio». Dovendo eleggere un nuovo presidente del Consiglio il Pd, alcuni esponenti Mps, e lo stesso sindaco hanno chiesto a Carmelo Scarso di restare al proprio posto trovando, nonostante gli annunci di qualche giorno fa, il suo consenso.

La prima votazione ha visto solo 12 consensi per Scarso. Alla seconda votazione indetta dal vicepresidente Salvador Avola nulla è cambiato e Carmelo Scarso è stato rieletto ancora con 12 voti, sufficienti in quanto maggioranza assoluta. A questo punto Carmelo Scarso, applaudito dall’aula, ha annunciato di rinunciare alla carica ed ha invece colto l’occasione per una reprimenda del consiglio reo di non avere capito il senso del suo gesto. Consiglio sciolto e tutto da rifare dunque ma a nessuno è piaciuto il tira e molla di Carmelo Scarso tanto da essere bocciato. Altre dimissioni sono venute da Silvio Iabichella, capogruppo Mpa, già assessore e presidente della Modica Multiservizi. Iabichella si è dichiarato indipendente ed ha spiegato che non ha condiviso scelte, tempi e modi dell’amministrazione per l’approvazione del Piano di riequilibrio finanziario.

Ha detto Iabichella: «Il piano è stato presentato in consiglio all’ultimo momento, con una proposta corredata dal parere negativo del dirigente e del parere favorevole con riserva da parte dei revisori. Anche le scelte politiche regionali , ad esempio piano paesistico, hanno avuto ricadute negative a livello provinciale e locale . Tutto ciò ha provocato l’allontanamento dal partito di dirigenti, nonché consiglieri comunali come Piero Covato e Diego Mandolfo».

Per uno che va un altro che resta. E’ l’assessore Tato cavallino che ha confermato di restare in Mpa smentendo il suo passaggio a Territorio. Dice Cavallino: «Mi assumo tutte le responsabilità attribuitemi dal ruolo che ricopro, a differenza di altri, con la netta convinzione di dare il mio contributo per portare a temine l’impegno che ho preso nei confronti della città condividendo e attuando con l’amministrazione anche alcune scelte difficili ma necessarie. Non mi sono mai posto il problema della mia appartenenza partitica anche perché sono certo che questo poco importa alla città». Tra passaggi di casacca, dimissioni, elezioni in arrivo il Consiglio comunale sembra ormai in preda ad uno sbandamento totale anche se da qui a metà maggio bisognerà assumere importanti decisioni e soprattutto governare il Piano di riequilibrio, ammesso, sarà bene on dimenticarlo, che la Corte dei Conti lo approvi.


Bocciatura ?
13/01/2013 | 0.03.54
carmelo scarso

Non ho accettato la rielezione, senza alcun tira e molla. Tutto qui. Nessuna bocciatura. Semmai io avrei bocciato ..... Carmelo Scarso