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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:02 - Lettori online 1176
MODICA - 29/12/2012
Politica - Entro domani il consiglio comunale deve varare il bilancio 2012 ed il piano di riequilibrio

Ultimo treno per approvare piano riequilibrio

Il presidente del consiglio, Carmelo Scarso, ha convocato per le 15 la seduta che si protrarrà anche domenica

Ennesimo rinvio. Sarà certamente l’ultimo perché entro domani il consiglio comunale deve varare il bilancio 2012 ed il piano di riequilibrio finanziario. E’ per questo motivo che il presidente del consiglio, Carmelo Scarso, ha convocato per le 15 la seduta che si protrarrà anche domenica. La mancanza del parere dei Revisori dei conti e della competente commissione consiliare ha impedito ai consiglieri di procedere con la discussione dei due atti. Tante le polemiche ancora una volta sui ritardi dell’amministrazione nell’affrontare un argomento così delicato e vitale per il futuro della città. I consiglieri lo dovranno fare con i minuti contati, senza potere procedere ad approfondimenti nonostante da quasi due mesi l’amministrazione abbia messo mano ai due documenti.

E’ un finale di partita che si sarebbe dovuto evitare ed il cui esito non è per niente scontato nonostante le rassicurazioni dell’assessore al Bilancio Santino Amoroso e dello stesso sindaco. L’attesa per questo atto è alta e le attenzioni si appuntano soprattutto sulle decisioni che coinvolgeranno il personale di palazzo S. Domenico. I lavoratori della Servizi per Modica, SpM, hanno voluto fare conoscere la loro visione dei fatti: «L´amministrazione ha dimostrato di aver sottovalutato la responsabilità che si è giustamente addossata avendo scelto di ricorrere alla misura del piano di riequilibrio, atto molto delicato i cui effetti condizioneranno per i prossimi dieci anni il nostro territorio.

I ritardi palesemente ingiustificati, accumulati sia per motivi attribuibili alla giunta quanto ad una evidente cattiva organizzazione amministrativa nonché scarsa stabilità strutturale, hanno prodotto delle difficoltà procedurali che oggi rischiano di aprire la strada al provvedimento più estremo, quella del dissesto che rappresenterebbe il male più grave inflitto alla nostra città». La SpM rischia il dimezzamento ed il personale è preoccupato.. I lavoratori hanno fatto presente che i pensionamenti potrebbe alleviare il peso della società sul bilancio comunale.

I dipendenti sono contro i tagli lineari e rilevano che «Il piano approntato non prevede anche l´azzeramento dei costi della politica, per almeno i primi cinque anni (indennità sindaco, assessori, presidente del consiglio e gettoni consiglieri), pari a circa mezzo milione di euro l’anno. Non bisogna colpire nel mucchio per assecondare un filone anti-dipendenti pubblici, divenuto oramai luogo comune e ritenuto esteso nell´opinione pubblica alla quale si reputa voler dare un segnale dal quale ricavare consensi».