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MODICA - 28/12/2012
Politica - Si va avanti stentatamente sul filo del rasoio in un clima teso

Altro rinvio in aula per bilancio e piano di riequilibrio

Il presidente del Consiglio, Carmelo Scarso, ha mandato tutti a casa, dando appuntamento per oggi e per domenica 30, ultimo giorno per l’approvazione dei due strumenti finanziari
Foto CorrierediRagusa.it

Sul filo del rasoio. L’approvazione del bilancio 2012 ed il Piano di riequilibrio finanziario sono stati ancora una volta rinviati per la mancanza del parere dei Revisori dei conti. Il presidente del Consiglio, Carmelo Scarso, ha mandato tutti a casa, dando appuntamento per oggi e per domenica 30, ultimo giorno per l’approvazione dei due strumenti finanziari, nella speranza che tutto vada bene e non ci siano intoppi. Non è stata una dimostrazione di grande efficienza da parte dell’amministrazione Buscema che, nonostante sia ricorsa agli straordinari, lavorando anche per Natale e S. Stefano, non è riuscita ancora a mettere il Consiglio nelle condizioni di affrontare la discussione su due argomenti vitali per il futuro della città.

La «distrazione» degli ultimi giorni, causata dalla candidatura del sindaco alle primarie del Pd, ha di certo sviato la concentrazione di un iter comunque già complesso e soprattutto gravemente attardato sui tempi a causa di incontri, confronti con le forze sociali ed aggiornamento continuo dello strumento finanziario. Vito D’Antona (Sel), a questo proposito, ha messo le mani avanti: «Nessuno si illuda che il senso di responsabilità dimostrato fino ad oggi ci debba costringere all’ultimo minuto utile di accogliere acriticamente un qualsiasi piano, magari costellato di tagli indiscriminati e irrazionali.

Il riequilibrio finanziario, dovrà essere caratterizzato da un rigore nella indicazione delle misure finalizzate al rientro dal debito accumulato, accompagnato da quella necessaria elasticità che, con tutte le variabili ipotizzabili nel medio e lungo periodo, eviti di scaricare gli effetti più negativi, sia sui cittadini che sul personale diretto e indiretto del Comune, nei primi anni del Piano».

Anche il Pdl con Nino Gerratana ha criticato apertamente il sindaco Antonello Buscema: «Ancora oggi i consiglieri comunali non sono in possesso nè del bilancio preventivo 2012 né del piano di riequilibrio, approvato in piena confusione a Natale dopo 55 giorni di inerzia occupati solo dalla scelta della migliore via di fuga per il sindaco».

Anche la Cgil in un documento si dice preoccupata per le scelte operate dall’amministrazione e ha invece dato delle indicazioni per ammorbidire il peso della manovra sui cittadini. Il sindacato raccomanda un aumento equilibrato dei tributi ed una manovra sul personale che tenga conto che dal 2013 al 2022 ben 119 dipendenti andranno in pensione garantendo un’economia sui conti di oltre sei milioni di euro.

In questo arco di tempo i dipendenti passeranno da 537 a 338. Il Piano prevede inoltre un taglio da un milione di euro nei Servizi Sociali con un aumento del 36 per cento dei costi a carico degli utenti. Cgil preoccupata anche per il costo esorbitante dell’Enel. Da comune moroso l’Enel infatti ricarica con il 47 per cento in più i servizi e solo nel 2010 palazzo S. Domenico ha pagato un milione 700mila euro in più di sola penalità. Le preoccupazioni riguardano anche il personale della Servizi per Modica che l’amministrazione vuole tagliare di almeno il 50 per cento ed il costo degli ex contrattisti il cui monte ore sarà ridotto di sei ore.

CORSA CONTRO IL TEMPO IN CONSIGLIO COMUNALE
Manca il parere dei Revisori del conti e la seduta è ancora una volta rinviata. Il piano di riequilibrio finanziario, che segnerà il risanamento di palazzo S. Domenico nei prossimi dieci anni, sarà esaminato, ed eventualmente approvato, solo in extremis. Il presidente del consiglio, Carmelo Scarso, ha convocato per domani e domenica 30 le due sedute che dovrebbero essere quelle decisive. Stamane molto nervosismo in aula, amministrazione ancora costretta allo stop visto che i Revisori dei conti non hanno fatto in tempo ad esaminare il delicato documento finanziario.

Denuncia Nino Gerratana (Pdl): «Ancora oggi i consiglieri comunali non sono in possesso ne del bilancio preventivo 2012 nè del piano di riequilibrio, approvato in piena confusione a Natale dopo 55 giorni di inerzia occupati solo dalla scelta della migliore via di fuga per il Sindaco».

Le opposizioni inoltre, come ha scritto in un documento Vito D’Antona, hanno fatto sapere che il loro assenso non è scontato visto il ritardo con cui si arriva ad affrontare uno strumento fondamentale per la vita futura della città almeno nei prossimi dieci anni. Sullo sfondo ci sono anche le dimissioni del sindaco Antonello Buscema che dovrà dimettersi entro sabato se vorrà candidarsi, come nei fatti ha già fatto alle primarie Pd di domenica.

LA GIUNTA APPROVA BILANCIO E PIANO DI RIEQUILIBRIO
L’ultimo Natale da sindaco Antonello Buscema l’ha passato insieme agli otto assessori della sua giunta a palazzo S. Domenico (foto) per approvare il piano di riequilibrio finanziario che dovrà essere portato all’attenzione del consiglio giovedì. Tra una mattinata cominciata tardi, impegni di famiglia e la messa gli assessori sono arrivati alla spicciolata a palazzo S. Domenico e hanno lasciato il comune poco dopo le 13 insieme al segretario generale ed al dirigente di ragioneria.

Per il sindaco sarà l’ultimo atto del suo mandato perché sabato dovrà dimettersi per candidarsi alle primarie. Una decisione che ha lasciato perplessi molti dei suoi stessi amici, perché inattesa, e gettato scompiglio tra le forze politiche in città. Le dimissioni di Buscema aprono la strada al commissariamento di palazzo S. Domenico per quattro mesi, visto che si voterà a metà maggio, ma c’è da scommettere che la campagna elettorale in città per l’individuazione di un nuovo sindaco comincerà molto presto. Buscema ha deciso di rischiare in proprio scommettendo sulla sua «nomination» alle primarie ma rischia di arrivare buon secondo dopo Gianni Battaglia e di ritrovarsi senza la poltrona di sindaco per ripartire, ammesso che lo voglia, da buon ex alle prossime amministrative.

Il Pd modicano si sta compattando attorno alla candidatura Buscema alle primarie ed è già sceso in campo. Sicuro il «ticket» con Venerina Padua e con l’ex parlamentare Roberto Ammatuna a Pozzallo. Buscema vuole essere il candidato di tutto il comprensorio modicano e riportare in auge il Pd cittadino in sede di segreteria provinciale, ma sulla sua strada ha in Gianni Battaglia l’ostacolo più duro da superare.

BUSCEMA SI DIMETTE SABATO PROSSIMO DA SINDACO DI MODICA
Il sindaco di Modica Antonello Buscema si dimette dalla carica sabato prossimo dopo che la direzione provinciale del Pd ha dato il via libera alle candidature per le parlamentarie di domenica prossima. Fondamentale, alla base di questa scelta, l´approvazione del piano di riequilibrio, che costituirà, per i prossimi dieci anni, una pietra miliare di questa amministrazione.

Pubblichiamo di seguito ed in maniera integrale il documento inviato dal sindaco di Modica Antonello Buscema con le motivazioni che lo hanno indotto a dimettersi:

La chiusura anticipata della legislatura, con le dimissioni del Presidente Monti e lo scioglimento delle Camere, ha creato in modo assolutamente inatteso le condizioni per un’opportunità – quella della candidatura al Parlamento nazionale – che diversamente mi sarebbe stata preclusa e che ora ho inteso valutare per poter portare l’esperienza di questi anni ad un livello istituzionale più alto, quello da cui può effettivamente venire un aiuto al nostro e agli altri Comuni.

Non c‘è dubbio che la mia azione amministrativa sia stata incentrata prevalentemente sul percorso del risanamento finanziario. Un percorso che, dopo cinque anni di difficoltà straordinarie sempre crescenti e dopo avere nonostante tutto già coperto circa 30 milioni di buco finanziario, giunge ora al suo momento cruciale con il Piano di riequilibrio attualmente all’esame del Consiglio comunale.

Il raggiungimento di questo risultato amministrativo resta per me indiscutibilmente prioritario: il Piano infatti consentirà di completare il risanamento del Comune di Modica, vincolando le politiche finanziarie dei prossimi anni ad un solido strumento normativo e ponendole sotto un più forte controllo della Corte dei Conti.

Se anche il Consiglio comunale si assumerà la responsabilità di approvarlo, potremo essere certi di aver portato a compimento la più importante tra le responsabilità che ci siamo assunti al momento della nostra elezione: mettere definitivamente al sicuro i conti del Comune e riportarli ad una gestione normale, sana e trasparente.

È dunque partendo da questa premessa che – quando è ormai prossima la scadenza del mandato - ho deciso di partecipare alla competizione delle Primarie per i Parlamentari del Partito Democratico. Avverto peraltro la necessità di portare l’argomento della centralità degli enti locali, delle loro esigenze e del loro ruolo nella vita e nella crescita del Paese all’attenzione del Parlamento nazionale: quel Parlamento che avrà la responsabilità di prendere le decisioni cruciali per il futuro della gente di cui da sindaco, come tutti gli altri sindaci italiani, mi prendo cura ogni giorno.

Penso che proprio chi ha svolto questo ruolo in un contesto così difficoltoso, toccando ogni giorno con mano la realtà delle famiglie e dei giovani, delle imprese e dei lavoratori, possa dare un grande contributo.

E penso che questo possa essere ancora più vero nel rappresentare un Partito, come quello Democratico, che intende porsi nei confronti degli italiani come un punto di riferimento caratterizzato da altrettanta responsabilità, serietà, concretezza, sensibilità sociale, vicinanza ai cittadini.

Il Pd nazionale con queste nuove Primarie ha intrapreso una strada coraggiosa, che ha il merito riparare al grave danno che il tarlo dell’attuale sistema elettorale arreca alla qualità democratica del nostro Paese, ampliando le possibilità di partecipazione diretta degli elettori, anziché restringerle. È auspicabile che questa occasione serva a realizzare una «rigenerazione», più che un semplice rinnovamento, della classe dirigente nazionale del nostro Partito. «Rigenerare» vuol dire dare ossigeno, nutrimento e vigore, attraverso l’apporto di idee, esperienze, professionalità, competenze.

Ed è auspicabile che anche in Provincia di Ragusa, dove il PD esprime molte e autorevoli candidature, la nostra base di riferimento confermi questa volontà e sostenga questo processo, consentendoci di abbandonare definitivamente vecchi metodi e vecchie logiche che ancora permangono e di guardare con questo stile a tutte le prossime competizioni.

Antonello Buscema


27/12/2012 | 9.58.46
luc

votate Roccuzzo se volete veramente che queste primarie siano vere e di rinnovamento. Il pd di modica ha tanti giovani perchè non li candidava invece di fare abbandonare la città ad un sindaco nel momento peggiore per l´economia.