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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:02 - Lettori online 1135
MODICA - 13/12/2012
Politica - Iniziato il giro di consultazioni con i rappresentanti sindacali ed i capigruppo

Debito da estinguere in 10 anni a Modica

Il piano di riequilibrio finanziario deve essere formalizzato davanti alla Corte dei conti entro la fine del mese

E’ iniziato il confronto sul piano di riequilibrio finanziario dell’ente. Entro la fine del mese il sindaco dovrà presentare il piano alla Corte dei conti per avviare il cammino virtuoso verso il risanamento dell’ente. Già stasera in consiglio comunale si delineerà la prima bozza del piano così come proposto dall’amministrazione che nelle scorse settimane ha approfondito le varie tematiche con i dirigenti dei vari settori. Ieri il primo confronto con i rappresentanti sindacali di categoria e territoriali.

La delegazione sindacale si è detta alla fine «moderatamente soddisfatta» dall’esito dell’incontro con il sindaco Antonello Buscema anche perché alcune delle proposte avanzate dallo stesso sindacato in tema di risparmio sono state accolte. Il giudizio finale tuttavia resta sospeso perché l’amministrazione non è ancora scesa nei dettagli dei tagli da effettuare ma si è limitata a tracciare una linea generale di azione. I due dati più significativi finora emersi sono tre. Innanzitutto la quantificazione del disavanzo che, secondo gli ultimi dati raccolti, oscillano tra i 30 ed i 33 milioni di euro. Questa somma dovrà essere azzerata nell’arco di dieci anni visto che il piano di riequilibrio ha previsto un allungamento dei tempi dai cinque anni iniziali a dieci. E’ un margine di tempo agevole, nel giudizio di tutti, perché consente di operare tagli che si aggirano sui tre milioni l’anno e quindi di evitare stravolgimenti nei servizi. Altro dato è quello relativo al debito nei confronti dell’Ato, che si aggira sui sette milioni. La somma sarà garantita dal governo regionale con un mutuo ventennale al tasso minimo del 2 per cento.

Per rientrare dunque nel novero dei comuni virtuosi e non dissestati l’amministrazione deve comunque tagliare le spese ed aumentare gli introiti. Scontato l’aumento dell’IMU e dell’Irpef comunale; sarà riorganizzato il personale con una diminuzione dei dirigenti, lo stop agli straordinari. Sul piano dei servizi sociali la somma da risparmiare è di un milione di euro l’anno e l’amministrazione è intenzionata a non avvalersi delle varie cooperative sociali. I risparmi dovranno anche venire da un controllo più attento delle spese di forniture, dal conto dell’energia elettrica ed a questo proposito è stata ben accolta la proposta dei sindacati per un più diffuso uso del fotovoltaico ed una revisione globale dei contatori in uso.