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Venerdì 2 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:28 - Lettori online 1167
MODICA - 12/12/2012
Politica - Antonello Buscema ha chiuso il giro di consultazioni con assessori e dirigenti

A Modica già pronto il "Piano tagli"

Da oggi il via alle consultazioni con sindacati, categorie, cittadini. Poi consiglio comunale

Da oggi si discute nel concreto di tagli e riorganizzazione dell’ente. L’amministrazione ha messo a punto il piano di riequilibrio finanziario che dovrà essere presentato entro il 28 del mese alla Corte dei conti. Il piano si sviluppa nell’arco di dieci anni, mentre in un primo momento l’arco di tempo assegnato era di cinque anni, e dovrà puntare a riportare alla normalità la situazione finanziaria. Le scorse settimane sono state utilizzate dagli amministratori e dai dirigenti per capire dove e come tagliare, trovare risorse, razionalizzare le spese. I dati, tenuti gelosamente segreti, saranno presentati oggi nel corso del primo incontro che il sindaco avrà con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, con i componenti la commissione Bilancio e la conferenza dei capigruppo. Il secondo appuntamento sarà invece con il consiglio comunale nella seduta appositamente convocata per discutere dell’argomento.

La prossima settimana invece sono in programma incontri con le categorie, le professioni, le associazioni, i soggetti rappresentativi della società civile e tutti i cittadini interessati ad informarsi e a contribuire con le loro idee. A questo proposito il sindaco invita tutti alla moderazione: «La vera sfida di questo Piano consisterà infatti nella possibilità di riuscire a garantire o addirittura accrescere, nel contesto di un bilancio stabilmente riequilibrato, l’efficienza nel funzionamento della macchina comunale e nei servizi.
Chiediamo a tutti i nostri interlocutori - e non solo ai soggetti politici – di aiutarci a mantenere il dibattito sul Piano entro questi criteri, guardando esclusivamente al bene della città.

Per questo sarà necessario per tutti, come lo è stato innanzitutto per noi, predisporsi ad un atteggiamento aperto e disponibile a mettere in discussione le singole posizioni, le abitudini, le certezze. E invitiamo tutti a ragionare non solo sui limiti e i vincoli che derivano da questo Piano, ma soprattutto sulle opportunità che si aprono per la definitiva normalizzazione della vita dell’ente».