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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 685
MODICA - 15/11/2012
Politica - Ennesimo documento nel batti e ribatti tra l’ex sindaco e l’amministrazione Buscema

Torchi: "Antonello non fuggire, confrontati con me"!

"Lo aspetto da semplice cittadino, con la serenità e la pazienza di chi è forte delle sue ragioni»

Infuriano le polemiche sulle cause del dissesto finanziario a palazzo S. Domenico. Tra Antonello Buscema ed il suo predecessore, Piero Torchi, è ormai battaglia a suon di comunicati ed è proprio l’ex sindaco a tornare sull’argomento dopo una settimana di botta e risposta.

Per Piero Torchi le risposte fornite dal sindaco Buscema ai rilievi che Torchi ha elencato in un dettagliato documento sono solo «sintesi di arroganza e scarsa conoscenza del bilancio. Confutati addirittura i dati forniti in precedenza al Consiglio. "Non capisco - dice Torchi - perché si sfugge al confronto. Le risposte dell’amministrazioni sono invece sintomo evidente di impreparazione, confusione e, soprattutto, di un astio latente nei confronti di chi li ha preceduti, che riesce persino a far ottenebrare gli ultimi sprazzi di lucidità».

L’ex sindaco entra poi nel merito tecnico delle questioni, confutandole una per una, e ribatte sulla sua proposta di vendere e riqualificare l’ex palazzo delle Poste. Dice Torchi:» L’amministrazione mi accusa di aver voluto l’acquisto del PalaPoste. Verissimo e ne sono orgoglioso, visto che fu votato all’unanimità, anche da loro. Quello che invece dovrebbe spiegarmi è perché non porta in aula il cambio di destinazione d’uso, non avvia la vendita dell’immobile e, soprattutto, come mai il sindaco ha consentito una cosi evidente violazione della volontà del consiglio comunale, insediandovi uffici, in contrasto con l’allora delibera del civico consesso».

E per chiarire questo ed altri punti l’ex sindaco chiede un confronto pubblico dove potere dire la sua e confutare le tesi dell’attuale amministrazione. «Invece di scappare, e farsi difendere da altri, ora partiti, ora collaboratori, revisori o assessori. Io resto qua e lo aspetto da semplice cittadino, con la serenità e la pazienza di chi è forte delle sue ragioni».