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Venerdì 27 Aprile 2018 - Aggiornato alle 1:13
MODICA - 11/11/2012
Politica - L’ex sindaco fa risalire al 1982 con il raddoppio della pianta organica l’origine del deficit

Torchi: "I conti di Modica? Un flop"

Illustrate in conferenza stampa tre proposte da realizzare subito per incassare 15 milioni
Foto CorrierediRagusa.it

«Stiano tutti tranquilli, non mi candido a nulla ma non mi dimetto da cittadino». Piero Torchi (nella foto) vuole essere ad un tempo propositivo per il futuro della città riguardo soprattutto alla soluzione del grave debito accumulato a palazzo S. Domenico ma ha intenso non far passare sotto silenzio giudizi e valutazioni sul suo passato di ex sindaco riguardanti in particolare la formazione dell’attuale disavanzo che l’amministrazione ha quantificato oggi in 28 milioni.

L’ex sindaco non ha voluto ridurre tutto ad un dato meramente ragioneristico ed ha ricordato anche il decadimento dell’immagine della città e la mancanza assoluta di progetti. Torchi ha poi inquadrato le cause della sofferenza delle casse in una dimensione «storica» facendo riferimento all’abnorme crescita dei dipendenti comunali nel 1982 dai 500 previsti in pianta organica a 1036. Troppi perché negli anni i costi non determinassero il deficit che oggi viene lamentato. Torchi fa riferimento poi ai rilievi fatti dalla Corte dei Conti nella relazione di quest’anno nella quale i magistrati contabili individuano nella mancata vendita di immobili comunali e nelle difficoltà nella riscossione delle somme per il recupero dell’evasione criticità ed regolarità contabili.

«Sono rilievi che hanno riguardato la gestione presente e non quella passata – rileva Piero Torchi – Nel 2011 su una entrata accertata di 54 milioni, sono stati riscossi 24 milioni e mezzo, di cui 14 milioni di trasferimenti e solo 10 di tributi sui trenta previsti. La gestione Buscema ha visto un aumento della spesa del 25 per cento, da 42 milioni a 50 milioni a fronte delle diminuzione delle entrate, dovute anche ai tagli nei trasferimenti».

Piero Torchi ha voluto essere anche propositivo, si è detto disponibile a collaborare con un contributo di idee ed ha lanciato tre proposte per aumentare la liquidità dell’ente che potrebbe incassare circa 15 milioni. Il tutto grazie alla vendita dell’ex palazzo delle Poste che diventerebbe appetibile grazie al cambio di destinazione d’uso in edificio commerciale e la cui vendita potrebbe generare quattro milioni. La vendita del plesso scolastico S. Marta che consentirebbe di avere una scuola nuova in permuta ed un’area risanata nel centro della città. La vendita del polisportivo della Caitina destinandolo a zona B e la costruzione di un nuovo campo sportivo a Catanzarello realizzando almeno altri dieci milioni.