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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:03 - Lettori online 1069
MODICA - 22/09/2012
Politica - Il già presidente della Regione chiarisce: "Chi è disfattista, non mi voti"

Drago alle Regionali per Cantiere Popolare. "Pago colpe non mie"

L’ex leader ibleo dell’Udc, consapevole che c’è bisogno di volti nuovi, di forze fresche in una politica sempre meno credibile, include tra gli errori del passato anche la scelta di alcuni suoi vecchi dirigenti e collaboratori di partito
Foto CorrierediRagusa.it

Si è presentato da solo, Peppe Drago (foto). All’appuntamento convocato per rimettersi ufficialmente in gioco per la corsa alle Regionali sotto le insegne del Cantiere Popolare, il già presidente della Regione ed ex leader ibleo dell’Udc non era accompagnato da nessuno. «E’ una mia scelta – ha subito chiarito Drago – perché riparto da zero in ogni senso, a cominciare dai collaboratori, tutti nuovi, che avrò modo di presentare nei prossimi giorni».

Drago, consapevole che c’è bisogno di volti nuovi, di forze fresche in una politica sempre meno credibile, include tra gli errori del passato anche la scelta di alcuni suoi vecchi dirigenti e collaboratori di partito. «Un passato – dice Drago – di cui non rinnego nulla, perché mi ha forgiato, spingendomi ad essere più oculato nella scelta di chi mi affiancherà in questo difficile percorso». Drago è altresì conscio che la sua, di faccia, non è affatto nuova. «Capisco il senso della considerazione, ma, come accennato, sono pronto a rimettermi in gioco, tenuto conto anche e soprattutto degli errori passati, che non ricomprendono però pure l’utilizzo dei fondi riservati della Regione, per il quale sono stato condannato, pur avendo agito nel giusto e secondo la legge, come ho avuto modo di spiegare più volte.

Non ero tenuto, come anche chi prima di me, a rendicontare nulla, perché non lo prevedeva la legge. Tuttavia ho pagato per questi fatti. Mi sono dimesso da parlamentare nazionale, sono scomparso dalla scena politica, ho scontato colpe che non avevo. Adesso sono pronto per ricominciare. Chi crede ancora in me, nel ricordo anche delle cose buone che ho fatto per questo territorio, mi dia fiducia. Quanti invece pensano solo agli aspetti giudiziari, al processo «Modica bene», dal quale sono uscito comunque assolto, si rivolgano pure altrove. I candidati non mancano».

Drago, che ad inizio discorso appare quasi sulla difensiva, poi prosegue a briglia sciolta, sicuro di sé. «Per assurdo, forse di stava meglio quando si stava peggio. Non è la classica frase fatta, ma una considerazione oggettiva, innegabile. Che fine ha fatto la classe dirigente politica in un provincia sempre più colonizzata? L’aeroporto di Comiso non parte perché ciò fa comodo ai catanesi. Il porto di Pozzallo non si sviluppa perché è subordinato a quelli di Augusta e Catania. A che servono gli scioperi della fame quando si continua ad essere ignorati, se non addirittura derisi, da Roma? Il governo Monti è stata una iattura. Sono d’accordo sul rigore, ma non sul rigorismo, che è cosa ben diversa».

Sulla scorta di ciò, Drago fornisce un assaggio del suo programma elettorale. Meno deputati regionali, da 90 a 60, senza stipendi. «Chi è medico continuerà a percepire lo stipendio di medico, per i liberi professionisti si farà un conteggio di massima. La politica non dovrà più costituire una forma di sostentamento, ma un modo concreto d’impegnarsi per il territorio e per la gente.

E questo cambiamento dovrà partire dalla Sicilia, dalla provincia iblea, da Modica, scippata, tra le altre cose, del tribunale e dell’università a causa di esponenti politici inadeguati». Ma come riavvicinare gli elettori arrabbiati e disamorati ad una politica che appare ormai marcia fino al midollo? Con una punta d’immodestia, Drago punta tutto sul suo nome . «Chi ricorda gli aspetti negativi del mio passato politico, deve rammentare anche le cose buone che ho fatto, deve tornare con al mente all’epoca florida in cui la provincia era un’isola felice. Io conosco il mio territorio, e possiedo le soluzioni giuste per risollevarlo dalla crisi. E poi, che diamine, bisogna pure ricominciare a sperare, a sognare. E’ quel che offro a quanti ci credono. I disfattisti – taglia corto Drago – si rivolgano pure altrove».

Drago, insomma, punta a sua volta sulla vittoria di Nello Musumeci, nell’auspicio che sarà proprio lui il prossimo presidente della Regione. Drago si presenterà dunque a Palermo con in tasca un decreto legge di una paginetta, propedeutico ad una riforma di assetto costituzionale all’Ars, a cominciare dalla già citata riduzione del deputati regionali, senza dimenticare il taglio degli stipendi. «Tutto questo – conclude Drago – tagliando i ponti con il passato, stoppando i parassiti e i fannulloni per ricominciare daccapo, con persone che scommettono su loro stesse e su un futuro collettivo più roseo, da garantire ad un intero territorio, oggi stritolato dalla crisi».


Il vuoto che avanza...
26/09/2012 | 14.56.34
Davide Baglieri

"Per assurdo, forse di stava meglio quando si stava peggio."

Nel senso che lui stava meglio e noi stavamo peggio. Ora stiamo tutti peggio. A noi con cambia niente, è a loro che rode il c*lo...


faccia di bronzo
24/09/2012 | 14.24.05
antonio

Non riesco a capacitarmi della voracità che hanno certe persone non si stancano mai e naturalmente la colpa degli errori e degli altri. Capisco il pessimismo del Verga, siamo un popolo condannato!!


visto e rivisto
23/09/2012 | 22.30.56
bruno battaglia

sabato mattina al bar si avvicina un conoscente, e con aria spavalda mi da un santino di un politico uscente della provincia e mi dice " mi raccomando ho bisogno del tuo aiuto ...." ho accartocciato il foglio e l´ho buttato!!
forse un gesto che può sembrare ..da maleducato,ma è quello che si meritano!
Sono sempre loro, non vogliono mollare!!Facciamogli capire che questa volta non hanno scampo.


23/09/2012 | 18.40.51
cinque stelle

Una votazione tipo primarie, no. Perché non sono gli iscritti a decidere il suo rappresentante nella regione visto le troppe canditature!
Anche questa è democrazia, la maggioranza ha sempre ragione.


Non votare chi si ricandida.
23/09/2012 | 15.04.36
INS

Votate chi vi dice solo queste cose:
- Abolizione delle province
- Abolizione dei rimborsi elettorali
- Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti
- Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico
- Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica (..lei è già fuori)
- Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo
- Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato
- Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali
- Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
- Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati
- Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come già avviene per Camera e Senato
- Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action
- Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum
- Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare
- Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria
- Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini.

(citazioni copiate dal programma del M5S). Vi pare poco??