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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 778
MODICA - 24/07/2012
Politica - La prima sortita pubblica del triumvirato "scontento" del centrosinistra scioglie i dubbi

D´Antona candidato a sindaco Modica per i "dissidenti"

I 3 partiti non perdonano al partito del sindaco in carica Antonello Buscema "Quella sorta di vassallaggio politico nei confronti di Mpa"
Foto CorrierediRagusa.it

La prima sortita ufficiale di Italia dei Valori, Sinistra ecologia e libertà e Federazione della sinistra, dopo l’oramai confutato «strappo» con il Pd, suona come una sorta di «incoronazione» in pectore di Vito D’Antona a sindaco. Il diretto interessato, incalzato sulla circostanza, ha preferito glissare con la sua solita e pacata flemma.

Tuttavia, con garbato sorriso, D’Antona ha lasciato intendere che l’idea è tutt’altro che peregrina: «Ma noi – ha detto tra le righe – siamo abituati a lavorare alla vecchia maniera: nessuno scatto in avanti e nessuna autocandidatura. Saranno i partiti, collegialmente, a decidere».

Ma pare proprio che la scelta sia già stata presa: D’Antona presenta tutte le carte in regola per assurgere ad autorevole e credibile candidato di una coalizione di centrosinistra che si sente lontana anni luce da quel Partito Democratico, definito senza mezzi termini «l’ombra distorta dei tempi che furono».

Fed, Idv e Sel non perdonano al partito del sindaco in carica Antonello Buscema «Quella sorta di vassallaggio politico nei confronti di Mpa, che non ha davvero nulla a che spartire con i nostri partiti e con gli ideali che caratterizzano il centrosinistra – ha detto Orazio Maggio di Fed – e che hanno finito con lo scaraventare Modica in un baratro senza fondo dal quale, tuttavia, non sarebbe ancora del tutto impossibile venirne fuori con danni sopportabili».

Vito D’Antona spiega ancora una volta i motivi per i quali questa coalizione che caratterizza la giunta «bicefala» Pd – Mpa non è più credibile, semmai lo sia stata: «L’approssimazione con la quale si va avanti con il bilancio dice tutto su una carenza di programmazione innegabile – sostiene D’Antona – e che si palesa con il bilancio consuntivo portato per ben quattro volte, invano, all’attenzione del consiglio comunale, a causa della mancanza ricorrente del numero legale in seno alla civica assise tra gli stessi alleati della coalizione del sindaco».

Per D’Antona «E’ la prima volta che una circostanza del genere, del tutto biasimevole, si verifica nella storia politica di Modica». Per il capogruppo consiliare di Sel il risanamento finanziario, sbandierato come fiore all’occhiello dalla giunta Buscema, è tale solo sulla carta, dal momento che la realtà sarebbe ben diversa.

«Sono state previste – prosegue D’Antona – entrate per 7 milioni di euro tra Ici e Tarsu, ma, a distanza di un anno, di soldi provenienti dalle tasse ne sono entrati nelle casse comunali solo 850mila. Ottimisticamente parlando – ha proseguito il consigliere comunale – bisognerebbe attendere almeno altri sei anni per arrivare ai famosi 7 milioni introitati, mentre nel frattempo il comune si indebiterà ulteriormente con prestiti bancari e interessi su interessi che si andranno ad accumulare».

D’Antona ritiene poi «Decisamente improbabile che i cittadini, tra cui dipendenti comunali e operai vari non pagati da mesi, riescano a trovare i soldi per pagare quelle tasse dalle quali dovrebbero derivare gli introiti tanto agognati dall’ente di palazzo San Domenico». Per il già citato Maggio «Ci si trova quindi dinanzi ad entrate aleatorie, proprio come accadeva con la precedente giunta. E pensare – ha aggiunto ironicamente Maggio – che certi «luminari» della finanza giunti appositamente da Palermo avrebbero dovuto aggiustare tutto in pochi mesi».

Bacchettata finale poi, alla quale si è associato Ignazio Giunta, portavoce di Idv, per le spese, ritenute eccessive, destinate agli eventi culturali dalla giunta Buscema, «Che sta operando su un bilancio in dodicesimi costruito sullo strumento finanziario 2011 e sul quale pende la spada di Damocle della carenza di risorse, tenuto conto anche dell’aggravio delle spese per gli uffici giudiziari (4 milioni) che non vengono del tutto rimborsate dallo Stato». D’Antona avrebbe suggerito l’approvazione di un bilancio preventivo a giugno, per verificare gli effettivi introiti, procedendo poi con una variazione ad agosto». Ma queste sembrano oramai, più che dei consigli, le idee chiare di un sempre più probabile candidato a sindaco.

Nella foto sopra da sx Orazio Maggio, Vito D´Antona e Ignazio Giunta