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MODICA - 24/06/2012
Politica - Il sindaco ha annunciato che non si candiderà all’Ars, resterà a palazzo S. Domenico

Pd e Pdl d´accordo: "Crisi grave e ricette discordanti"

Per Michele D’Urso bisogna subito correre ai ripari ed il Pd: "Dica come"
Foto CorrierediRagusa.it

Situazione grave anzi, gravissima. Lo dice il Pdl con il coordinatore Michele D’Urso, ed il Pd conferma che il momento è difficile. I due maggiori partiti non divergono nell’analisi del problema di fondo ma sono su posizioni opposte per quanto riguarda i rimedi. Il Pd, sostiene il coordinamento cittadino, lavora per uscire fuori da una situazione di precarietà dove manca soprattutto la liquidità di cassa, il Pdl, dice Michele D’Urso, invita la maggioranza a prendere le dovute misure prima che sia troppo tardi.

«Non ho alcuna intenzione di muovere una speculazione politica – afferma D’Urso - nei confronti dei miei avversari politici, dai quali, però, vorrei maggiore onestà intellettuale nell´ammettere la gravità della situazione, con i sindacati sempre sul piede di guerra, con i commissari ad acta ogni giorno insediati, che ancora una volta, l´ennesima, è priva di un bilancio preventivo a fine giugno, che deve restituire oltre 11.000.000 di euro alla Regione, che paga debiti fuori bilancio senza criteri chiari e senza l´approvazione del C.C., nell´anarchia totale dei conti; una amministrazione che tiene fermo il bando sulla raccolta dei rifiuti, ferma la differenziata, riscuote una TARSU altissima senza garantire stipendi ai netturbini nè servizi alla città».

Ma il Pd non ci sta: «Il Pdl ha avuto un momento di folgorante illuminazione ed ha finalmente preso coscienza di quanto difficile sia la situazione finanziaria. Bene, ci dica il coordinatore come farebbe eventualmente lui a governare un Comune che soffre di enormi difficoltà, ereditate dal passato, ma guidato da un’Amministrazione che da quattro anni si sforza di risparmiare alla città la dichiarazione dello stato di dissesto, a cui i colleghi di partito di D’Urso stesso si sono dovuti arrendere, in comuni molto vicini al nostro». Nel Pd non hanno gradito neppure la posizione del presidente del Consiglio, Carmelo Scarso, che prima ha votato per l’adesione alla manifestazione promossa dai sindacati a Ragusa per la sottoscrizione del documento che raccomanda di appostare le somme in bilancio in via prioritaria per i dipendenti. «Scarso sostiene oggi che la materia dei bilanci sia di esclusiva competenza delle civiche assisi. Gli ricordiamo che è diritto/dovere di chi per legge è chiamato a proporre al Consiglio Comunale l´approvazione del bilancio preventivo, tenere nella massima considerazione anche le proposte provenienti dai rappresentanti delle organizzazioni perché insieme si possano trovare soluzioni efficaci per fronteggiare l’emergenza attuale. Per parte nostra, come PD Modica, quindi, non appoggiamo solo l’adesione del sindaco Buscema a questo tavolo provinciale, ma anche qualunque altra iniziativa si vorrà programmare per sostenere la rilevanza prioritaria – a livello regionale e nazionale – della crisi finanziaria degli enti locali».

La posizione del sindaco

Il sindaco si tira fuori dalla corsa all’Ars. Non ne vuole sapere ed intende continuare la sua «mission» a palazzo S. Domenico. Pur se Antonello Buscema non lo dice apertamente nella lettera aperta inviata alla città, il sindaco è invece pronto a ricandidarsi per il secondo mandato per completare un lavoro che ritiene complesso e difficile soprattutto alla luce dei tagli, dei mancati trasferimenti e di tutte le altre problematiche che assillano oggi gli enti locali.

«Ci sono due motivi per i quali non intendo, e non ho mai avuto intenzione, di candidarmi all’ Assemblea regionale» dice Buscema «Il primo è la fedeltà verso gli elettori e la volontà di non interrompere un lavoro per il quale ha avuto la fiducia della maggioranza degli elettori. E’ un lavoro non certo facile, non certo immediatamente risolutivo, che necessita di essere sviluppato in un certo tempo con costanza e continuità e che sarà sottoposto nuovamente alla valutazione degli elettori quando si arriverà alla conclusione naturale del ciclo amministrativo».

Lo slogan della campagna elettorale di Antonello Buscema è stato «In mani sicure» ed il sindaco vuole dimostrare che quelle parole sono ancora di estrema attualità: «E’ mio dovere dimostrare ogni giorno che ci credo.
Per me questo non vuol dire solo garantire un’amministrazione sana e responsabile della città, pur nella costrizione di grandi limiti e nella fatica di enormi difficoltà: vuol dire anche rendere sempre chiaro che il sindaco non ha altre preoccupazioni che questa, e non si lascia distrarre né da partite politiche né tantomeno da eventuali ambizioni personali». Implicito il riferimento alla scelta di Piero Torchi, che poi si dimostrò traumatica, di abbandonare palazzo S. Domenico per candidarsi all’Ars ad un anno dalla conclusione del suo mandato.

«La seconda ragione per cui non mi candiderò all’Ars è proprio questa: ritengo che il ruolo di sindaco non possa essere sfruttato come trampolino di lancio della propria carriera politica.
Il rapporto privilegiato che, nel bene o nel male, si instaura tra un sindaco e i propri concittadini, è un rapporto che esige lealtà.

Tutto questo vale ancor più nella situazione attuale, in cui le gravissime difficoltà che stanno mettendo in ginocchio tutti i Comuni, impongono a qualunque sindaco di non scappare ma anzi di restare a proteggere non solo la situazione finanziaria del proprio ente, ma anche l’equilibrio sociale che vi è connesso. E tutto questo vale ancor più nel caso di Modica, che ha già subito nel recente passato molteplici traumi e ha bisogno di avere come riferimento una classe dirigente affidabile». Una stoccata chiara al suo predecessore ed un cavallo di battaglia di Buscema nella campagna elettorale del 2008.

Antonello Buscema guarda tuttavia avanti ed oltre la sua persona perché nello stesso tempo chiama a scelte chiare il suo partito per quanto riguarda le candidature alle regionali. «Invito il Pd ad essere credibile, libero e concreto, a cominciare dai criteri della scelta dei candidati, secondo la loro capacità di interpretare l´identità di un partito rinnovato, capace di stare al passo veloce dei tempi e di essere allo stesso tempo autorevole e rappresentativo» dice Antonello Buscema.