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MODICA - 04/02/2012
Politica - Le verità di Mpa sulle dimissioni dei tre assessori autonomisti in giunta

Crisi a Modica innescata dalla gestione dei servizi sociali?

Lo si evince dal documento diramato dagli autonomisti
Foto CorrierediRagusa.it

Potrebbe essere la gestione del settore dei sevizi sociali la miccia che ha innescato la crisi politica a Modica tra Pd e Mpa. Lo si evince dal documento diramato in queste ore dagli stessi autonomisti secondo cui, si legge testualmente «Mpa ritiene opportuno rendere partecipe l’opinione pubblica della pressante richiesta formulata dal sindaco Buscema (foto) in merito alla rivisitazione delle deleghe al fine di avocare a sé quella dei servizi sociali».

Una frase che non lascerebbe adito a dubbi. Inoltre sempre Mpa avrebbe fatto chiarezza nella nota sui cinque milioni giunti a fine anno: non si tratterebbe di un anticipo dei tributi non riscossi della Serit, come aveva sostenuto l’amministrazione Buscema, quanto piuttosto di una seconda anticipazione della Regione che dovrà essere restituita con gli interessi proprio come accadde con la prima tranche di circa sei milioni di euro concessa dalla Regione qualche mese fa.

Scrivono difatti gli autonomisti che «Mpa per ben due volte in meno di un anno è intervenuto sul governo regionale ottenendo dal presidente Lombardo interventi straordinari di natura economico finanziaria pari a 10 milioni di euro. In tutte queste dichiarazioni in cui la coalizione Pd – Mpa che governa la città appare tanto traballante quanto contraddittoria, non si capisce bene quale futuro si prospetta per i modicani in questo periodo di crisi nera.

Mpa: "Niente giochetti"
Il sindaco lascia una porta aperta ad Mpa ma il patto legislativo con gli autonomisti scricchiola. Antonello Buscema ha lasciato libera una casella nella composizione della sua nuova giunta dopo le dimissioni di Enzo Scarso, Paolo Garofalo e Santino Amoroso. Solo due dei tre infatti sono stati sostituiti ed in giunta sono stati cooptati Giancarlo Poidomani e Giorgio Zaccaria, entrambi consiglieri comunali Pd. Il segnale di buona volontà è stato lanciato agli alleati ma il coordinamento cittadino del Pd si è mostrato più deciso del sindaco a mostrare i muscoli ad Mpa.

Le dimissioni dei tre assessori sono state bollate come «provocatorie» ed il coordinamento ha chiesto agli alleati di venir fuori allo scoperto. Dice il Pd: «La frequenza con cui i malesseri Mpa emergono rischiano di ripercuotersi negativamente sull´Amministrazione, nonostante la pazienza e il senso di responsabilità con cui il sindaco e il Pd li hanno gestiti, necessita a questo punto di essere affrontata in modo definitivo e di risolversi in un´indicazione univoca sulla conferma o meno del patto che tiene unita la maggioranza. Trattandosi di un patto di natura programmatica, il Pd è dell´idea che ogni accordo sulla composizione della squadra assessoriale, dovrà essere cercato nell´interesse esclusivo della città, prima che di quello di singole forze politiche».

Niente personalismi dunque, niente giochi a scavalco, per mantenere il senso dell’alleanza ed il rinnovamento del patto sottoscritto quattro anni fa. Il Pd guarda anzi alla prossima legislatura e si interroga sugli scenari futuri. Chi invece chiama il Pd a rompere l’alleanza e la Federazione della sinistra. Le dimissioni degli assessori autonomisti vengono considerate un giochetto ormai stantio che non stupisce nessuno se non il Pd stesso ed il sindaco.

Dice Orazio Maggio, portavoce di Fed: «Sarebbe bene prendere atto del fallimento della politica e del programma dell’asse MPA – Pd e che quest’ultimo decidesse di lavorare per la costruzione di un vero centro sinistra di alternativa. Riteniamo che il Pd modicano così come quello regionale non possa più tergiversare e debba decidere una volta per tutte se appiattirsi alle logiche ed agli interessi più o meno sostenibili, legittimi o leciti del MPA o cominciare ad essere riferimento per il cittadino onesto e per il bene comune come dovrebbe avvenire per una forza realmente portatrice dei valori di impegno ed onestà propri della cultura della sinistra italiana a meno che il PD voglia definitivamente rinunciare all’eredità di tali valori».

In Mpa Riccardo Minardo ha chiesto la linea dura. Chiarimento fino in fondo con gli alleati, definizione del nuovo organigramma e nessuna concessione al Pd che insiste per mantenere i quattro assessorati. E soprattutto nessun cedimento sulla delega ai Servizi sociali, detenuta da sempre da Mpa, e reclamata invece dal partito del sindaco. Altro punto irrinunciabile la presidenza della Servizi per Modica, la società in house del comune per la quale è stato richiesto un avvicendamento. Riccardo Miniardo deve inoltre risolvere il «caso» di Enzo Scarso, visto che il vicesindaco è sempre più intenzionato a mollare avendo già preso le distanze dal partito e dall’amministrazione negli ultimi mesi.

La posizione di Antonello Buscema

Il sindaco va avanti solo con il Pd ma dall’opposizione si chiedono le dimissioni ed un governo di salute pubblica. Le dimissioni di Enzo Scarso, Santino Amoroso e Paolo Garofalo hanno innescato un processo a catena a palazzo S. Domenico ed Antonello Buscema ha deciso di non farsi stritolare dal meccanismo. Subito dopo aver ricevuto la comunicazione ha nominato i sostituti dei dimissionari; si tratta del coordinatore cittadino del Pd, Giancarlo Poidomani e del consigliere Giorgio Zaccaria.

Buscema ha anche richiamato in giunta Santino Amoroso in qualità di tecnico ma l’ex assessore al Bilancio ha declinato fermamente l’invito. «Ringrazio per la fiducia accordatami - ha scritto Amoroso – ma non posso accettare. Sono venuto a Modica da tecnico su richiesta esplicita e personale di un esponente Mpa (ndr. Riccardo Minardo), cui mi lega un sentimento di profonda stima e viscerale amicizia. Da ciò consegue che se il sindaco mi vorrà come assessore tecnico in giunta ciò non potrà avvenire in assenza di Mpa».

Antonello Buscema è dunque alla ricerca di un ottavo nome per completare la rosa ed è intenzionato a non andare dietro a quello che ha definito il «balletto delle dimissioni». Il sindaco si è detto «rammaricato per la scelta di Mpa verso cui la lealtà in questi anni è stata sempre fuori discussione. Ed anche per questo la coalizione ha resistito a ogni attacco, da destra e da sinistra, anche nei momenti particolarmente difficili e sotto il peso di circostanze impreviste, quando ragioni di mero opportunismo politico ci avrebbero suggerito una presa di distanza. La decisione dell´Mpa, più che un tentativo per accelerare il rimpasto in corso, rischia invece di apparire di fronte alla città come uno strumento indebito per condizionare gli alleati e le scelte di un Sindaco che invece ha sempre dimostrato profondo rispetto per gli uomini e per le giuste rivendicazioni di ogni partito della coalizione, cercando quotidianamente le soluzioni di maggiore equilibrio».

Il braccio di ferro tra Pd ed Mpa potrebbe dunque portare ad una rottura definitiva perché il Pd non è intenzionato a cedere un assessorato ed anzi avanza pretese sulla guida della SpM e sulla delega ai servizi sociali mentre Mpa chiede un riequilibrio a suo favore dei posti in giunta. Alla luce di quanto successo il Pdl ha invocato le dimissioni del sindaco per il suo palese fallimento politico. Dice il Pdl: «Prendiamo atto che, seppure in ritardo, l’Mpa si è resa conto che quella con il Pd non era e non poteva essere un’alternativa credibile. Noi siamo pronti ad assumere le nostre responsabilità, ed a guidare un processo di rilancio e riscatto; per queste ragioni lavoreremo, sin da subito, affinché si costruisca un percorso condiviso con gli alleati storici e con quanti, movimenti e liste civiche, desiderano costruire l’alternativa al fallimento di Buscema e del suo progetto».

Anche in casa Fli si parla di «fine ingloriosa per l’amministrazione Buscema e di matrimonio improprio tra Pd ed Mpa». Il coordinatore cittadino, Giorgio Zocco, dice: «Pronti ad assumerci le nostre responsabilità ma eliminiamo ogni equivoco. Vogliamo chiarezza». Fli dice no ad un’alleanza politica che veda ancora Mpa coinvolto seppur in uno schieramento di centro destra.