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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 735
MODICA - 12/01/2012
Politica - Per Vito D’Antona il sindaco deve presentare subito una manovra correttiva

Le opposizioni: "Sul bilancio fallimento Buscema", il sindaco è tranquillo

Lo strumento finanziario 2011 criticato severamente dalla Corte dei conti. Scrive il presidente Ignazio Faso: "Si riscontrano gravi irregolarità contabili nella gestione finanziaria dell’ente"
Foto CorrierediRagusa.it

«Risponderò punto per punto ai rilievi della Corte dei conti e dimostrerò che non sforeremo di un euro il nostro bilancio». Antonello Buscema è sicuro di avere intrapreso la strada del risanamento finanziario e rivendica la giustezza delle scelte dell’amministrazione rispetto ai tanti rilievi che la Corte dei conti ha notificato a sindaco e presidente del consiglio sul bilancio 2011. Dice il sindaco: «Chiederò una audizione al più presto affinché siano chiare le decisioni specifiche e la direzione di marcia della politica di bilancio dell’ente».

Il sindaco tuttavia non spiega come mai l’amministrazione non ha ritenuto di doversi presentare alla convocazione dei magistrati contabili e preferisce rassicurare i cittadini: «Continueremo a ridurre il disavanzo ereditato fino ad azzerarlo e a fare ridiventare il nostro Comune una cosa seria agli occhi dei cittadini e di tutti quelli che esercitano i doverosi controlli pubblici.
Dopo molti anni in cui si costruivano milioni e milioni di euro di disavanzo e di debiti fuori bilancio, è chiaro che la Corte dei Conti chieda spiegazioni sulla via in cui questo si possa ridurre».

Rispetto alla vendita degli immobili che appare molto aleatoria perché nessuno di questi è stato venduto e per i quali, nonostante tutto, è stata iscritta una somma cospicua in bilancio il sindaco risponde: «Certo, teoricamente la via più breve è quella della vendita degli immobili, ma non ci troviamo in una situazione economica tanto florida da far sì che tali immobili si possano vendere con facilità. Ciò nonostante, il disavanzo del nostro comune che era di 22 milioni nel 2008 adesso è stato ridotto a 9 milioni. Con buona pace di chi, a vario titolo, è stato responsabile della sua formazione e adesso fa finta di non capire quello che è successo e cosa si sta facendo di serio e di importante».

La reprimenda, se non bocciatura, della Corte dei Conti è diventata naturalmente un fatto politico e sull’argomento sono intervenuti quanti già in sede di approvazione di bilancio 2011 avevano sollevato quegli stessi rilievi arrivati da Palermo. Dice Vito D’Antona (Sel): «Questa maggioranza si sta pericolosamente allontanando da una politica, avviata all’inizio del suo mandato, di risanamento, mentre, per la delicatezza della questione e per il senso di responsabilità che avvertiamo verso la città invito il sindaco a presentare proposte correttive alla manovra finanziaria in consiglio».

Tutti i partiti di opposizione, Pdl, Fli, Territorio,Pid, Popolari, Grande Sud, Idea di Centro parlano di fallimento pieno dell’operato del sindaco, certificato dalla relazione della Corte dei conti. L’opposizione parla dello smascheramento di disinformazione e bugie propinate in quattro anni di amministrazione Buscema e colgono l’occasione per aprire agli «amici di Mpa perchè ritrovino l’orgoglio della loro storia recente capendo il «bluff» che ha rappresentato e nel quale li ha, loro malgrado, coinvolti il sindaco e si decidano a staccare la spina».

Le opposizioni rivendicano la correttezza della loro azione nel momento in cui hanno proposto emendamenti e correzioni al bilancio rendendosi conto della errata impostazione della politica finanziaria dell’amministrazione anche se tutti gli appelli sono rimasti inascoltati. Otto domande sono state poste al sindaco perché risponda alla città; dalla utopica vendita degli immobili alla disastrosa riscossione di Ici e Tarsu. La domanda che si pone ora è cosa farà il sindaco per rettificare l’andamento e rispondere ai rilievi. Dice il coordinatore Pdl, Michele D’Urso: «non sappiamo cosa farà ora il sindaco, ad esercizio è concluso; ci sembra una giunta dalla "marcia indietro", che passa più tempo a correggere i propri errori che ad amministrare, con i risultati che tutti vediamo».

La relazione della Corte dei conti

Nel bilancio 2011 proposto dall’amministrazione Buscema e votato a maggioranza dal consiglio comunale e ci sono «numerosi e gravi profili di criticità». Sono stati riscontrati inoltre «disfunzioni che incidono negativamente sugli equilibri di bilancio».

Non poteva essere più esplicita la deliberazione n° 4 della Corte dei Conti che ha preso in esame i documenti finanziari approvati a palazzo S. Domenico. I magistrati contabili hanno chiesto dunque necessarie misure correttive al presidente del Consiglio comunale, Carmelo Scarso, cui la relazione è stata indirizzata anche se il documento suona comune un’autentica, dura, reprimenda per la politica finanziaria dell’amministrazione Buscema almeno relativamente all’impostazione dell’ultimo bilancio. La Corte dei Conti tuttavia ha presentato la sua relazione in un guanto di velluto visto che scrive in premessa che il documento vuole essere «collaborativo» e non interdittivo e mira a far emergere «le anomalie».

Non manca tuttavia una bella tirata di orecchi per sindaco e presidente del consiglio visto che l’ente non ha ritenuto di presentarsi all’audizione fissata a Palermo per discutere della questione né ha ritenuto di presentare una memoria o una deduzione rispetto ad un documento contabile rispetto al quale i magistrati contabili ritengono che «ci sono fondati e seri motivi di temere per la salvaguardia presente e futura degli equilibri di bilancio». Su cosa si appuntano nello specifico i rilievi della Corte dei Conti? I punti elencati sono essenzialmente quattro e riguardano innanzitutto una previsione di entrata dalla vendita degli immobili fissata in nove milioni 870 mila euro; la somma è del tutto «inattendibile» per cui l’alienazione dei beni comunali è «sovrastimata, se non abnorme» alla luce dei riscontri delle gare effettuate negli anni passati. »Alla data dell’11 novembre 2011 la previsione fatta nel 2010 non ha trovato riscontro in una effettiva realizzazione delle vendite».

Il secondo punto riguarda le entrate dal recupero dall’evasione dei tributi. Nel bilancio 2011 il recupero è stato fissato in sei milioni di euro ma il trend degli accertamenti, specifica la Corte dei Conti, è sovrastimato. Si fa riferimento infatti ai 500 mila euro introitati nel 2008 ed i 1.500 del 2010 per cui è fantasioso pensare che si possa arrivare a ben sei milioni di euro. Altro rilievo della relazione è l’incremento della spesa per il personale che invece di diminuire cresce facendo legittimamente pensare ad un superamento dei limiti previsti dalla norma.

Alla luce di tutti questi rilievi il presidente della sezione di controllo per la Regione Sicilia, Ignazio Faso, ritiene che ci siano delle «gravi irregolarità contabili e profili di criticità nella gestione finanziaria dell’ente»» per cui sono state chieste misure correttive per rimettere la gestione dell’ente sul piano della sana amministrazione. Quando il presidente del Consiglio Carmelo Scarso ha letto con accento grave la relazione della Corte dei Conti nell’aula di palazzo S. Domenico, e soprattutto tra i banchi della maggioranza, è sceso il gelo anche perché il documento non era atteso e la questione finanziaria, anche alla luce delle assicurazioni fornite dal sindaco e dall’assessore, sembrava ormai avviata verso una via d’uscita. La fiducia di sindaco ed assessore non sembra avere alla luce di quanto scritto dai magistrati solide basi e per l’amministrazione la relazione è un vero e proprio pungo allo stomaco.

(nella foto: l´aula consiliare di Palazzo S. Domenico)