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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:06 - Lettori online 1127
MODICA - 11/10/2011
Politica - Disavanzo più che dimezzato e molti debiti onorati? Forse...

La ricetta dell´assessore Amoroso non convince D´Antona

Sel sollecita il sindaco a ritornare ad un percorso più virtuoso

Le cifre di Santino Amoroso non convincono Sel e Vito D’Antona sollecita il sindaco a ritornare ad un percorso più virtuoso. Sel conferma infatti l’impressione che la maggioranza si stia allontanando dalla via del risanamento e con il bilancio 2011 abbia ecceduto nella previsione delle entrate. Vito D’Antona non è infatti convinto che l’amministrazione possa contare su sei milioni di euro di entrate in tempi brevi per effetto della riscossione di tributi arretrati.

Dice il consigliere Sel: «Esprimo pubblicamente la preoccupazione sulle scelte effettuate perchè le riteniamo dannose per la città. Confermo la critica alla velleità che i risultati possano essere, nella misura di oltre sei milioni di euro, in questo bilancio. Mi chiedo come pensa l’amministrazione di recuperare in un solo colpo, entro la fine dell’anno, un milione seicentomila euro di Ici anni pregressi, un milione duecentocinquantamila euro di Ici aree edificabili e tremilioni duecentocinquantamila euro di Tarsu anni arretrati, quando le procedure di accertamento e la stessa individuazione dei destinatari dei provvedimenti non sono neanche state ancora avviate.

Mi preoccupo inoltre che da oltre un mese il Comune non riesce neanche a garantire l’ordinario, come fare recapitare agli interessati, in questo caso già completi di nominativo ed indirizzo, bollette di acqua per anni arretrati per circa tre milioni e mezzo, bollette giacenti da settimane in una stanza del Comune. Ed infine, non posso essere sereno se mentre l’Assessore al Bilancio, contrariamente a quanto voluto negli anni scorsi dal Consiglio Comunale, destina ad uffici tributari e spende soldi per la manutenzione del Palazzo delle Poste, scopriamo che lo stesso palazzo non è più nella disponibilità del Comune». Il Pd dal canto suo ha respinto al mittente l’auspicio del Pdl a costituire un governo di salute pubblica in un momento difficile per la città.

Dice il Pd: «Riteniamo utile e fondamentale che ci sia una distinzione dei ruoli tra maggioranza e opposizione, così come che lo hanno determinato gli elettori attraverso il loro voto. È compito e dovere della maggioranza di questa città governare in modo serio, onesto, dignitoso e proficuo. Come è altrettanto doveroso il ruolo delle opposizioni di incalzare gli amministratori con proposte serie e costruttive. Certamente ciò non può avvenire disertando le aule e i dibattiti consiliari».

LA RICETTA "AMOROSA"
Manca la liquidità ma i conti sono a posto. In questa apparente contraddizione sta tutto il senso del risanamento finanziario avviato dall’amministrazione Buscema.

Santino Amoroso, che da un anno a questa parte, si è assunto l’onere di raddrizzare i conti, non nega la contraddizione e difende il suo operato: «Lavoriamo in modo serio ed abbiamo messo in moto un meccanismo virtuoso con entrate certe e spese certificate. Quanto alla mancanza di liquidità non nego che abbiamo difficoltà, che accusiamo ritardi nel pagamento degli stipendi ma questo è legato proprio al fatto che stiamo risanando; se non avessimo versato una prima rata di 750 mila euro all’Università di Catania per estinguere il debito staremmo meglio, ma in prospettiva la transazione vuol dire mettere i conti a posto ed azzerare il debito accumulato in passate gestioni». Santino Amoroso ha presentato in uno specchietto la sequenza quadriennale degli ultimi bilanci e dice:» L’opposizione può dire quello che vuole ma di fronte ai numeri non si discute. Nel 207 il comune non rispettava il patto di stabilità, dal 2008 ad oggi lo ha fatto. Nel 2007 c’erano 21 milioni di disavanzo, nel 2008 è sceso di qualche migliaio di euro, nel 2009 è andato a meno 18 milioni, e nel 2010 siamo arrivati a nove milioni 870mila euro».

Amoroso si concentra anche su un aspetto che ha causato non pochi gravami sull’ente a causa dei debiti fuori bilancio, ovvero spese fatte dall’ente ma mai onorate e di cui non si è avuta percezione fino a quando non sono arrivati i creditori con i decreti ingiuntivi a bussare alla porta del sindaco. Feste, manifestazioni, forniture, prestazioni professionali, espropri, c’è tutto nei debiti fuori bilancio che nel 2008 sono stati pagati per poco più di tre milioni di euro, nel 2009 per quattro milioni e nel 2010 per altri quattro milioni. Per non parlare dei debiti «istituzionali» con Enel ed Università. Dice Santino Amoroso: «I debiti fuori bilancio li abbiamo finanziati con fondi del nostro bilancio; soldi che avremmo potuto usare per affrontare altre spese».

Proprio per far cassa e dotarsi di liquidità l’amministrazione ha dunque messo in moto meccanismi di verifica e di tassazione che sono stati avviati per esempio per quanto riguarda l’accertamento dell’Ici dove si registra un arretrato di un milione 600mila euro. La giunta ha inoltre deliberato di tassare le aree edificabili in relazione al loro valore ed il gettito presunto è di un milione 250 mila euro. Inoltre sono pendenti 5888 provvedimenti arretrati per il pagamento dell’acqua che in questi giorni saranno notificati. Il gettito previsto è di tre milioni 644mila euro.
E per rendere più equa la tassazione della Tarsu dal prossimo anno si pagherà non più sulla superficie dichiarata dell’immobile interessato ma sul dato catastale con un’entrata supplementare di tre milioni 200 mila euro.

Sulla vendita dei beni immobiliari dell’ente l’assessore Amoroso rassicura: «Stiamo rifacendo i conti e metteremo a punto una nuova lista perché le esigenze dell’ente rispetto all’elenco originario sono cambiate. Per il palazzo delle Poste contiamo di evitare il pignoramento ed abbiamo avviato contatti con i creditori per il pagamento del milione richiesto con una transazione articolata su 24 rate. Al palazzo delle Poste vogliamo organizzare il nuovo ufficio delle entrate. E’ pronto e fruibile ma dobbiamo evitare il pignoramento a tutti i costi».

Per il sindaco Antonello Buscema c’è un dato politico che non si può ignorare: «C’è una strategia di uscita dalla crisi finanziaria con bilanci veritieri, con entrate ed uscite reali, chi non lo vuole vedere, come ha fatto il Pdl, è miope e non fa gli interessi della città».