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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:26 - Lettori online 888
MODICA - 04/02/2011
Politica - Modica: il consigliere Udc lascia dopo 18 anni e cinque legislature a palazzo S. Domenico

Peppe Minardo si dimette, "promossi" Cavallino e Cerruto

Le nomine hanno il sapore di un contentino politico ad entrambe le anime della maggioranza Pd-Mpa.

Giuseppe Minardo si è dimesso da consigliere comunale. E’ stato il consigliere più anziano di palazzo S. Domenico con cinque legislature alle spalle e 18 anni di presenza in consiglio.

Giuseppe Minardo è stato per due volte il consigliere più eletto tra i trenta di palazzo S. Domenico ed ha ricoperto la carica di presidente del consiglio comunale. E’ stato anche assessore ed ha militato prima nel Psi e poi nell’Udc, partito nel quale è rimasto anche dopo la scissione del Pid. Minardo ha motivato il suo abbandono per gli impegni professionali crescenti che non gli consentono di espletare al meglio le sue funzioni di consigliere.

A Giuseppe Minardo sono arrivati gli apprezzamenti di tutti i capigruppo che lo hanno sollecitato, invano, a rivedere la sua posizione. Al posto di Giuseppe Minardo subentra Giorgio Stracquadanio, già consigliere per il centro destra con Piero Torchi sindaco. Stracquadanio si insedierà nella prossima seduta del consiglio che si tiene giovedì prossimo.

Dal canto suo il sindaco ha invece ufficializzato due rapporti di collaborazione con altrettanti consiglieri che fanno parte della maggioranza. A Carmelo Cerruto (Pd) è stata affidata la collaborazione per le problematiche del risparmio energetico.

Incarico anche per Tato Cavallino, appena approdato in Mpa, dopo essere stato eletto nel Pdl, poi transitato nel gruppo degli indipendenti. Per lui il leader Riccardo Minardo ha «suggerito» il ruolo di consulente per i servizi scolastici. Il sindaco ha precisato che i due consiglieri collaboratori svolgeranno l’attività senza la loro partecipazione alla sedute della giunta, non avranno alcun potere decisionale, né alcun trattamento di missione con oneri di sorta a carico dell’ente e quindi non comportano impegni di spesa.

Le nomine hanno insomma il sapore di un contentino politico ad entrambe le anime della maggioranza Pd-Mpa.