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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 813
MODICA - 11/10/2010
Politica - Modica: stamane la presentazione ufficiale

Drago con il Pid. Incerto il futuro di parlamentare

L’ex leader ibleo dell’Udc riparte da zero, riconoscendo alcune sue "mancanze" Foto Corrierediragusa.it

Giuseppe Drago (nella foto) si rimette in discussione, riconoscendo alcuni suoi errori politici. L’ex leader ibleo dell’Udc riparte da zero, aderendo al nuovo partito dei Popolari per l’Italia di domani, dopo un anno e mezzo di lontananza dalla politica attiva, dettata da vicende personali legate a filo doppio al procedimento penale che si tiene in udienza preliminare al tribunale di Modica, e all’incerto esito del suo futuro da parlamentare.

IL FUTURO DI PARLAMENTARE
Dopo il pronunciamento favorevole della Camera alla sua decadenza, Drago si è rivolto allo stesso presidente Fini affinché sia velocizzato l’iter, tenendo però presente che l’interdizione dai pubblici uffici che ha colpito Drago scadrà nell’agosto 2012. Il parlamentare spera in un esito positivo della vicenda, ma non si fa troppe illusioni.

LA "COERENZA POLITICA" E LA COLLABORAZIONE CON LA LEGA
Presentando ufficialmente la sua adesione al Pid, Drago, al di la del ruolo che ricoprirà in futuro, ha parlato di coerenza politica, nell’ottica dell’originaria visione, ormai distorta, dell’Udc. «Sotto la guida di Casini ha detto Drago – il partito scudocrociato sta andando sempre più alla deriva del centro sinistra, perdendo di vista gli ideali fondanti». In ambito regionale, Drago ha parlato di «Ribaltone indegno, mai verificatosi in ambito politico nell’Isola a memoria d’uomo». Anche alla luce di ciò la coerenza, nella visione complessiva di Drago, prevale sull’eventuale convenienza personale dei singoli politici. Drago preferisce non prestare il fianco a strumentalizzazioni che egli stesso definisce «forzate» in riferimento alla sua persona, perché «Noi continuiamo a stare al centro, nell’ambito della coalizione di centro destra», ha ribadito Drago, che ha bocciato senza remore il sistema bipolare, definito «malato». Il deputato nazionale non disdegnerebbe invece una collaborazione con la Lega, per risolvere assieme i problemi di Nord e Sud, sul modello del federalismo tanto caro a Bossi.

DRAGO SU ANTOCI E RAGUSA
Sempre in tema di coerenza, a proposito della scelta del presidente della provincia Franco Antoci di restare fedele a Casini, il parlamentare non si è detto affatto sorpreso, «perché Antoci – ha ribadito Drago – è sempre stato un uomo di centro sinistra». In riferimento all’indecisione del deputato regionale Orazio Ragusa se fuoriuscire o meno dall’Udc, Drago ribadisce che le porte del Pid sono aperte a tutti e ciascuno si regolerà come meglio crede: «Non posso essere io a decidere per Ragusa, che mi sembra sia abbastanza adulto per organizzarsi da sé».

I PRESUPPOSTI DEL NUOVO PID
Se Drago è quindi animato da un sano entusiasmo e dalla determinazione di rimettersi i gioco «Con dignità e determinazione», i presupposti non sono incoraggianti, almeno al momento, visto che alla presentazione ufficiale di Popolari per l’Italia di domani erano presenti solo il consigliere comunale Paolo Nigro e l’ex segretario cittadino Udc Gino Veneziano. Assente il vice sindaco di Ragusa Giovanni Cosentini, che ha comunque aderito al Pid. Per quanto riguarda altri nomi, Drago non ne ha fatti, limitandosi ad accennare in maniera generica a dirigenti interessati al progetto e che si erano allontanati dalla politica attiva, proprio come aveva fatto lo stesso Drago.

DRAGO: "MI SONO ASSENTATO PER UN ANNO E MEZZO, ORA SONO TORNATO
«Mi assumo la mia dose di responsabilità per quanto accaduto in ambito provinciale e locale durante la mia assenza dalla scena politica. Ho sbagliato a fare affidamento su quanti non sono stati in grado di dettare una leadership». In effetti era Piero Torchi ad essersi messo in mostra, in maniera piuttosto brillante, ai tempi d’oro dell’Udc. Ma, come lo stesso Torchi ha tenuto a precisare di recente, «Qualcuno tarpò le ali ad una classe dirigente che stava per spiccare il volo, e di cui io ero al vertice». Da questo lato, Drago non ci sente: «Ritengo – ha aggiunto il parlamentare – di aver dato fiducia a chi se la meritava, concedendo più di una chance a quanti potevano avere i numeri per emergere. Se poi non ce l’hanno fatta – ha concluso – io non ho colpe».