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MODICA - 05/09/2010
Politica - Modica: la difficile situazione politica di palazzo San Domenico

Il Pd a Mpa: "Serve riassetto della giunta, non rivoluzioni"

Ed intanto i finiani lanciano la loro ricetta

Serve un riassetto della giunta ma nessuna rivoluzione. Il messaggio dello stato maggiore del Pd per l’alleato Mpa è chiaro. Antonello Buscema chiede ancora fiducia all’alleato, accetta di apportare qualche modifica alla squadra di governo ed ha fissato il programma per i prossimi due anni. «Niente proclami ad effetto, ma tanto lavoro» dice il sindaco insieme al Pd che condivide in pieno la strategia del primo cittadino.

Bilancio a parte, ma non sarà tuttavia cosa di poco conto, il sindaco punta all’approvazione del piano regolatore,all’avvio della raccolta differenziata per introdurre non solo un ciclo virtuoso ma per risparmiare almeno un milione di euro l’anno per il servizio,la liquidi dazione della Multiservizi, annunciata da un anno ma ancora nelle secche,, interventi sulla viabilità cittadina. Il sindaco punta anche ad una crescita delle entrate grazie alla riscossione puntuale dei tributi ed al contenimento della evasione.

Gli ultimi due punti del programma sono poi fondamentali; la riorganizzazione del personale a palazzo S. Domenico e l’avvio di un piano di opere pubbliche capace di stimolare l’occupazione e dare risposte ai cittadini. Programma impegnativo per il quale il sindaco si rende conto di avere bisogno di nuove energie ma anche « un incisivo riassetto della compagine amministrativa e una maggiore efficacia quantitativa e qualitativa dei lavori di ciascun assessorato e del consiglio comunale.

Non servono permanenti distinguo, c’è bisogno anzi di una comune assunzione di responsabilità rispetto agli indirizzi di fondo della amministrazione cittadina». Il riassetto della giunta è comunque rinviato al dopo bilancio; il Pd vuole verificare il comportamento dell’alleato in sede di votazione e soprattutto in quali condizioni la maggioranza uscirà dalla votazione dopo tutti i mal di pancia manifestati da Enzo Scarso e dal capogruppo Carmelo Scarso.

LA RICETTA DEI FINIANI
Modica come Salemi. I finiani del Pdl pensano ad una soluzione esterna per rilanciare la città. Non credono nelle potenzialità locali e pensano invece ad un contributo politico ma soprattutto di idee che venga dall’esterno sulla falsariga di Vittorio Sgarbi che è stato eletto sindaco di Salemi. Sebastiano Failla, che dell’ala finiana è esponente di punta, legato a doppia mandata con Carmelo Incardona, lancia la sua provocazione: «Per la città serve un’idea di sviluppo a medio e lungo termine. Chi ha avuto responsabilità di governo pesanti deve fare un passo indietro.

I finiani saranno, per tale motivo, in primissima linea su questa impostazione, non basata su rivendicazioni di potere, né su altre alleanze ibride. Pronti per offrire, piuttosto, una idea di promozione turistica e culturale della città, in linea col suo passato, affidando la responsabilità del governo a figure di prestigio nazionale, sulla linea seguita dalla città di Salemi». I finiani bocciano dunque ipotesi di alleanze ibride sia con la destra sia con la sinistra e pensano in grande.

Dice Failla « L’attuale alleanza Mpa-Pd a Modica è a fine corsa. E’ stata solo figlia dello stato di necessità di due parti politiche che singolarmente non avevano possibilità di vincere le elezioni, ma a scapito della città. Oggi serve una resurrezione che coinvolga la gente; inciuci, alternative ed alleanze sono soluzioni ereditate dalla vecchia politica. A queste soluzioni noi finiani diciamo: No, grazie». Nel centro destra tuttavia non tutti la pensano allo stesso modo visto che nel Pdl si fa strada l’idea di un coinvolgimento diretto della città. Nino MInardo ed i suoi vogliono andare al voto e chiudere questa fase amministrativa. Il direttivo Pdl convocato da Minardo è stato esplicito anche perché l’elettorato del centro destra preme perché si inverta la rotta a palazzo S. Domenico. Da questo punto di vista la votazione del bilancio sarà la cartina di tornasole delle forze in campo ed il termometro di eventuali alleanze.