Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedμ 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 954
MODICA - 28/08/2010
Politica - Modica: slitta il tanto atteso dibattito sul bilancio

La giunta di Modica: "Siamo troppo lenti a causa della crisi"

La condizione di ente strutturalmente deficitario dell’ente condiziona in maniera negativa la macchina burocratica, rendendola inefficiente

La condizione di ente strutturalmente deficitario dell’ente condiziona in maniera negativa la macchina burocratica, rendendola lenta e inefficiente. Sindaco, giunta e consiglio comunale hanno scoperto l’acqua calda. La considerazione è stata analizzata venerdi mattina, dopo quattro ore di dibattito nell’aula consiliare.

Meglio tardi che mai. Il fatto che questa «ammissione» sia stata pubblicamente resa mota a distanza di «appena» una un anno e mezzo dall’insediamento di questa giunta, la dice lunga sulla «prontezza di riflessi» di un’amministrazione che ha finora lasciato parecchio a desiderare. Emblematica in questo senso la discussione, in pieno agosto, del consto consuntivo, circostanza mai verificatasi prima d’ora nella lunga storia del’ente. Ci voleva la giunta Buscema per fissare questo poco edificante primato, della cui gravità le stesse parti in causa si stanno solo adesso rendendo conto, dopo che il dibattito con l’opposizione ha caratterizzato questi giorni di canicola agostana.

Ma quanto occorrerà adesso per porre rimedio a questo stato di cose? Se ne è discusso nell’articolato dibattito di venerdi mattina, culminato nell’esigenza di rinviare a giovedì prossimo la seduta del civico consesso, stante la necessità di integrare il piano di valorizzazione e di alienazione del patrimonio del Comune, sulla scorta di una precedente delibera votata dai consiglieri. Alcuni immobili inseriti nell’elenco, secondo l’amministrazione, vanno tolti perché non alienabili, come nel caso dell’edificio di via Vittorio Veneto che ospita il plesso Santa Marta, oggetto di un aspro dibattito in aula. Il parere sul bilancio, espresso ieri mattina, necessita inoltre di un ampio approfondimento da parte dei capigruppo consiliari. Da qui la scelta di procedere al rinvio di una settimana della prossima seduta del consiglio comunale. E´ slittato quindi l´atteso dibattito in aula sul bilancio, e il Pdl ha rimarcato come, ancora una volta, questa amministrazione viene meno agli appuntamenti importanti per sciogliere i nodi cruciali.

L’assessore al bilancio Giuseppe Sammito resta intanto della sua idea, difendendo la bontà del suo operato, che, stando alla sua opinione, sta lentamente sanando la situazione critica dell’ente. «Per quanto riguarda il conto consuntivo 2009 – ha detto Sammito in aula – dai dati del collegio dei revisori l’ente presentava nel tre anni fa 21 milioni di disavanzo, nel 2008 in aumento di 500 mila euro.

A fine 2009 il disavanzo ammontava a 18 milioni e 200 mila euro. Già nel 2008 – ha proseguito Sammito – il trend di recupero del disavanzo era evidente, e oggi si registra un calo di 3 milioni di euro. Questo – secondo Sammito – è il segnale di un’inversione di tendenza». Per l’assessore «Hanno contribuito a questi risultato spese effettuate dall’ente per riconoscimento di debiti fuori bilancio, nell’ordine di 4 milioni di euro. Il conto consuntivo presenta oggi un pareggio finanziario. Se non ci fosse stata la necessità di coprire i debiti fuori bilancio, lo strumento finanziario avrebbe registrato un avanzo di 4 milioni di euro, che sarebbero serviti a diminuire il disavanzo per altri 4 milioni, oppure a procedere con investimenti essenziali per la città».

Secondo Sammito «Il problema serio rimane il disavanzo di amministrazione. Sono stati rimodulati i residui attivi che hanno portato via alcuni milioni di euro che erano insussistenti, procurando un risultato negativo nel bilanciamento con i residui passivi e assicurando un recupero di 3 milioni di euro sul disavanzo. Nel 2009 non si è creato disavanzo ma, tuttavia, il comune è strutturalmente deficitario perché c’è un disavanzo di amministrazione dovuto ai residui passivi che – ha concluso Sammito – sono più dei residui attivi, costituendo ad oggi la differenza di un «delta negativo» di 18 milioni di euro».

Adesso spetta ai capigruppo consiliari ponderare su quanto esternato dall’assessore. Nel frattempo, il dibattito si è concluso con la consapevolezza che, per garantire una struttura burocratica fluida e riformata con dirigenti capaci, professionali e autonomi, occorre proseguire con un sistema di controlli adeguato, a cominciare dal collegio dei revisori dei conti che ha accertato la gestione che ha portato ai risultati elencati, svolgendo un ottimo lavoro.

Bilancio infiamma dibattito tra assessore, Torchi, Udc e Pd
Non accenna a placarsi, come previsto, l’infuocato dibattito sul bilancio. E’ ormai una sorta di botta e risposta tra l’assessore al ramo Giuseppe Sammito e l’ex sindaco Piero Torchi, nel quale s’inserisce anche il segretario cittadino dell’Udc Gino Veneziano. Torchi lancia un nuovo affondo, dopo la piccata replica di Sammito, che, secondo l’ex sindaco, «Dopo tre anni ha annoiato tutti, insieme ai suoi compagni di lamento, nella sua triste elencazione di colpe e responsabilità, ma mai di soluzioni».

Secondo Torchi, Modica non ha alcun triste primato italiano del debito, a differenza di quanto sostenuto da Sammito. «Il dato è certificato – dice Torchi – dallo studio della Corte dei conti, ripreso in un’inchiesta del Corriere della sera. Il debito medio per cittadino accumulato dai comuni italiani ammonta a mille 100 euro pro capite, a fronte dei circa 400 che grava su ogni cittadino modicano. Se i 21 milioni di disavanzo fossero reali, Modica sarebbe comunque ben al di sotto della media nazionale, e vicino ai 357 di Modena, che risulta essere la città più virtuosa in Italia.

Modica non rientra nella classifica dei primi 50 enti per indebitamento, presa in considerazione dall’inchiesta, nella quale, oltre Roma, che da sola ha un disavanzo certificato in 6,8 miliardi di euro, compaiono peraltro le città più vitali e produttive del sistema italiano dei comuni, da Alessandria a Torino, da Foggia a Catania, da Pistoia a Viareggio, da Orvieto a Potenza, da Milano a Caserta e via discorrendo. Per essere più precisi – prosegue Torchi – ogni cittadino di Torino è gravato di un debito di 5mila 564 euro rispetto al disavanzo del proprio comune, ogni cittadino di Milano per 4mila 12 euro,ogni cittadino di Genova per 2mila 735 euro, e di Ancona per 2mila 85 euro.

Città non scelte a caso – aggiunge Torchi – ma fra le più importanti ed avanzate per servizi e crescita economica in Italia, fra le più vive e vitali e fra le più indicate quale esempio di buona amministrazione, a dimostrazione che ovunque, tranne che a Modica da qualche anno a questa parte, la discriminante tra il buon governo e quello meno buono, è la qualità e la quantità dei servizi, la capacità di crescita e di occupazione, e non mere somme ragionieristiche – continua l’ex sindaco – da grigio contabile. Si risparmi alla città, ai dipendenti comunali, agli operatori ecologici, agli imprenditori, ai fornitori, certe valutazioni – conclude Torchi – visto che prima erano pagati con ritardo ma sempre rispettati, cosa che oggi non avviene come testimoniano le recenti vicende sulla gestione del personale, ed il latente grado di insoddisfazione che serpeggia in città».

Il segretario cittadino Udc Gino Veneziano ribadisce "Lo stupore per essere arrivati a settembre, per la prima volta nella storia dell’ente, senza bilancio". Anche il Pd ha diramato una lunga nota con la quale invita a rivedere la sua posizione Torchi, che, da parte sua, ha rilanciato la sua tesi.