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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 824
MODICA - 26/08/2010
Politica - Modica: l’amministratore replica a muso duro alle critiche

L´assessore Sammito rilancia sul bilancio: "Quanti bei professorini"...

"Nessuno ha chiesto agli uomini della precedente Amministrazione di starsene zitti per due anni sulla questione finanziaria"
Foto CorrierediRagusa.it

«La città si sta portando sulle spalle il gravoso peso del più alto debito d’Italia». In attesa della seduta del consiglio comunale, prosegue il dibattito sul bilancio. Dopo gli interventi del consigliere d’opposizione Paolo Nigro, del’ex sindaco Piero Torchi e del segretario cittadino dell’Udc Gino Veneziano, arriva a stretto giro di posta la replica dell’assessore al ramo Giuseppe Sammito (nella foto).

Se Torchi aveva deciso di mantenere in profilo basso nell’ottica «Della liturgia della politica e della dignità per la quale c’è un tempo per ogni cosa», adesso l’assessore Sammito ritiene utile precisare che «Nessuno ha chiesto agli uomini della precedente Amministrazione di starsene zitti per due anni sulla questione finanziaria. Anzi – scrive Sammito nella sua nota – sarebbe stato carino se non avessero lasciato sola l’attuale giunta a fare i conti con quella che, in maniera eufemistica, viene definita come «la difficile situazione debitoria che accomuna Modica alla gran parte dei comuni italiani».

Ritengo – continua Sammito – che Modica sia invece alle prese con il più alto debito in Italia, e se i signori della precedente giunta avessero avuto qualcosa da dire, a giustificazione di questo stato di cose, avrebbero dovuto farlo molto tempo prima, unitamente a sempre graditi suggerimenti per la sua risoluzione della problematica. La precedente giunta – aggiunge l’assessore – detiene il primato del disavanzo comunale, visto che, al termine del precedente mandato amministrativo, Modica risultava di gran lunga prima in Italia per l’entità del suo debito. La gravità di questo disavanzo – conclude Sammito – produce effetti permanenti, anche se l’attuale amministrazione sta facendo di tutto per limarli».

L´INTERVENTO DELL´EX SINDACO PIERO TORCHI
Piero Torchi non intende entrare, almeno per il momento, nel dibattito politico sul bilancio. «Interverrò – dice l’ex sindaco - più compiutamente nei prossimi giorni, da cittadino ed attento osservatore, con l’esperienza e l’orgoglio di chi è stato primo, ma con l’umiltà e la consapevolezza di chi oggi è fra gli ultimi, e da li riparte. Lo farò personalmente e direttamente, senza ombrelli o protezioni, ma, come sempre, mettendoci la faccia, l’esperienza e la memoria acquisita in 5 anni di opposizione e ben 7 di governo, che mi hanno dato la possibilità di conoscere benissimo uomini e cose; quelli di prima e quelli di oggi, accorgendomi, purtroppo, che troppo spesso non sono diversi.

Sono stato a lungo in disparte non perché sia stato disinteressato, ma perché credo nella liturgia della politica e nella dignità per la quale c’è un tempo per ogni cosa, nonché perché ho sempre rifiutato e rifuggito la logica degli ex». Piero Torchi sembra dunque prefigurare un suo ritorno ala battaglia politica ma per il momento gli basta mettere alcuni puntini sugli i a proposito di numeri e di bilancio.

«Rifuggo – dice Torchi - da una visione ragionieristica della politica, che divide il buon governo da quello cattivo solo tramite i saldi economici e non i saldi sociali e produttivi che rappresentano la vera cifra della crescita di qualsiasi comunità. Mi stupisce di come nessuno, o quasi, tra gli amministratori di questa città legga le pagine dei quotidiani nazionali, che hanno dedicato lunghe pagine in queste settimane alla difficile situazione debitoria della gran parte dei comuni italiani, e di come nessuno rifletta rispetto alla scelta deleteria di sviluppare il dibattito politico fossilizzandolo solo sulla situazione economica da oltre due anni, e non indirizzandolo invece sul progetto di sviluppo della Città, sulle prospettive di crescita e sulle grandi scelte cui Modica sarà chiamata da qui a breve in ambito infrastrutturale, come richiesto, a gran voce, dalle organizzazioni produttive".

Per Piero Torchi bisogna dunque andare oltre, pensare in grande, programmare il futuro e non lasciarsi prendere da una congiuntura che, seppur difficile, deve essere superata da un visione più ampia.