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ISPICA - 09/04/2010
Politica - Ispica: mancano 51 giorni alle amministrative

Ispica: il piano regolatore generale non sarà adottato

Per l’ennesima volta è venuto meno il numero legale nell’ultima riunione del consiglio comunale

Il Piano regolatore generale (prg) non sarà adottato. Mancano 51 giorni al 30 maggio e, quindi, alle elezioni amministrative. E, per l’ennesima volta, è venuto meno il numero legale nell’ultima riunione del consiglio comunale, decretando lo scioglimento dell’assemblea e rimandando al 14 aprile i lavori sul prg. La matematica non è un’opinione: manca il tempo materiale per esitare tutti i passaggi utili alla definitiva approvazione dello strumento urbanistico.

Il Comune ha speso 200 mila euro dei contribuenti per pagare l’architetto Giuseppe Gangemi, che ha progettato il prg, adottato, in un primo momento, da un commissario straordinario inviato dalla Regione, nonostante la massima assemblea cittadina si riunisse già per approvare lo strumento urbanistico. A quel punto, i consiglieri Anna Maria Gregni, Toni Cuscusa, Salvatore Milana, Carmelo Pisana e Salvuccio Rustico, affidandosi ad un legale e pagando di tasca propria tre mila euro, hanno presentato un ricorso e inviato tutti gli atti in Procura, ritenendo illegittima l’adozione. Nel frattempo, in auto tutela, la Regione annulla l’atto prodotto dal commissario straordinario, revocando il suo stesso incarico. Il prg ritorna quindi in aula, all’esclusivo vaglio dei consiglieri comunali. Sembrava tutto procedesse senza particolari problemi, ma, da un mese a questa parte, i consiglieri Giuseppe Bellisario, Donato Bruno, Carmelo Pisana e Mario Santoro «deliberatamente rallentano i lavori», secondo quanto denuncia il consigliere Giuseppe Roccuzzo. E, secondo non confermate indiscrezioni, Santoro non si presenterà più in aula per i lavori sul prg.

Bruno, Pisana e Santoro sembrava avessero trovato un’intesa con gli altri consiglieri sullo strumento urbanistico, dopo l’abbandono dell’aula dei tre nella penultima riunione del consiglio. A sorpresa, invece, è saltata anche l’ultima assemblea, in quanto, ancora una volta, è mancato il numero legale. Questa volta, però, il consigliere Bruno è risultato assente, sono stati Bellisario Santoro a lasciare l’aula, decretando, di fatto, lo scioglimento del consiglio.

Il 29 marzo si è quindi riunito il consiglio comunale. Durante la seduta, dal dibattito è emersa la volontà dei consiglieri, di procedere repentinamente all’adozione dello strumento urbanistico, ma qualcosa è andato storto. «Le due riunioni della commissione consiliare – fornisce la sua versione dei fatti Roccuzzo – dove il prg è stato rimandato con l’obiettivo di trovare una posizione comune fra tutti i consiglieri, sembravano aver dato dei frutti positivi. Ma, in consiglio comunale, abbiamo dovuto registrare l’assenza di Bruno e l’abbandono dell’aula di Santoro e Bellisario, proprio mentre si dovevano votare gli emendamenti da loro stessi presentati. È mancato quindi il numero legale. Mi viene spontaneo domandarmi cosa sia successo dal 24 marzo, data dell’ultima riunione della commissione consiliare, all’ultima seduta consiliare.

Un dato è certo – spiega il consigliere – la disponibilità dell’opposizione a votare gli emendamenti e soprattutto il prg nell’esclusivo interesse dei cittadini ha fatto suonare il campanello d’allarme nella maggioranza e nel Popolo della libertà tanto che i consiglieri in questione sono stati richiamati all’ordine e hanno dovuto impedire che lo strumento urbanistico andasse avanti, anche a costo di doversi rimangiare la parola. Tale comportamento assunto da questi consiglieri comunali irresponsabili rende oramai pubblica e manifesta la volontà di ostruire il percorso dell’iter sul prg proprio nella fase in cui lo stesso potrebbe realmente arrivare a conclusione grazie al lavoro dei consiglieri comunali.

In ogni caso – conclude – Bruno, Santoro, Pisana e Bellisario, facendo mancare il numero legale hanno dimostrato totale disinteresse nei confronti della città e assoggettamento alle logiche politiche del sindaco Piero Rustico e del centrodestra».