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ISPICA - 04/12/2008
Politica - Ispica - Il punto di vista del presidente del consiglio comunale

Ispica: Dibenedetto sul Prg

La Regione sollecitata ad inviare un ispettore Foto Corrierediragusa.it

Il presidente del consiglio comunale Massimo Dibenedetto (nella foto), in un documento, sollecita alla Regione l’invio di un ispettore o di un funzionario che collabori con i consiglieri comunali nella giusta redazione piano regolatore generale e non commissario straordinario che adotti il Prg al posto dell’assemblea.

Pur essendo un consigliere incompatibile, sempre nella nota, polemizza sul fatto che «quella presentata in consiglio sia solo una bozza di progetto di Prg e, quindi, suscettibile a tutte le variazioni, integrazioni e modifiche che l’organo deliberante intenderà fare». Quasi a voler sottolineare l’inutilità del lavoro svolto dai consiglieri in aula.

Oltre questo, si dilunga su considerazioni che mettono anche in discussione la legittimità del lavoro dei consiglieri, riaprendo la querelle sulla compatibilità o meno dei suoi colleghi nell’adozione del Prg.

Questo atteggiamento assunto da Dibenedetto ha suscitato le reazioni dei consiglieri dell’Udc, il vice presidente dell’assise Carmelo Pisana e Giuseppe Bellisario, impegnati in aula nell’adozione del prg.

Pisana considera «una constatazione elementare, da parte di Dibenedetto, asserire che la proposta di Piano redatta dal tecnico progettista, Giuseppe Gangemi, sia una «bozza di progetto di Prg», in quanto diversamente il consiglio comunale sarebbe inutile».

Il consigliere Bellisario è invece colui che utilizza toni più duri. «Dopo le «considerazioni» – scrive in una nota - espresse da Dibenedetto, corre l’obbligo puntualizzare che la compatibilità o meno di un consigliere è un atto che attiene ad una attenta riflessione ed alla sfera privata. Il «voto frazionato» – spiega – è un atto legittimo: conferisce la possibilità di potersi astenere su parti, senza pregiudicare la validità del Prg nella sua globalità. L’iter del «voto frazionato» fu anche adottato nel consiglio comunale del 2004.

Ci sono di conforto – conclude – gli incoraggiamenti dei cittadini, dei tecnici progettisti che in un documento sottoscritto da circa 40 professionisti hanno criticato la bozza di Gangemi, le sentenze del Tar che confermano le scelte del Consiglio, i pareri di illustri legali e professionisti della pubblica amministrazione che hanno trovato le procedure adottate finora corrette e lineari».