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ISPICA - 25/11/2008
Politica - Ispica - Dopo 4 riunioni a vuoto, finalmente si discute di Prg

Caos in Consiglio sul dibattito relativo al Piano regolatore

Ridimensionata la zona "A". I lavori rinviati a lunedì prossimo. Foto Corrierediragusa.it

Il consiglio comunale (nella foto) ha ridimensionato la zona «A», l’area corrispondente al centro storico cittadino. L’emendamento che ne prevede la riduzione è stato approvato all’unanimità poiché aderente alle indicazioni della Commissione regionale urbanistica (Cru) e della Commissione edilizia comunale. L’atto ha registrato il parere sfavorevole dell’ingegnere Vicenzo Arangio, responsabile dell’ufficio tecnico comunale, ma non inficia quanto è stato votato dall’assemblea.

Dopo quattro riunioni risoltesi in un nulla di fatto, lunedì, l’assise è finalmente entrata nel merito del Piano regolatore generale, essendosi riunita per l’adozione della rielaborazione della parziale revisione dello strumento urbanistico.

L’adunanza ha aggiornato la seduta al prossimo lunedì. I lavori sono stati sospesi a causa della difformità delle tavole che raffigurano il Prg presentate agli atti del consiglio comunale da quelle di cui disponevano i singoli consiglieri comunali. All’errore si correrà ai ripari oggi stesso.

Il Consiglio ha ridimensionato la zona «A», indicando un nuovo perimetro nel centro storico che «tenga conto dell’antico tessuto viario compreso fra le vie Santa Lucia, Meli, XX Settembre, Vittorio Veneto, gli edifici prospicienti alla via Fratelli Bandiera. Nonché delle aree dei primi del Novecento che comprendono edifici e prospetti di interesse architettonico e monumentale del Liberty ispicese, delimitati fra le vie Duca degli Abruzzi, Rapisardi, Vittorio Veneto e XX Settembre».

Anche per la riunione di lunedì, l’architetto Giuseppe Gangemi, tecnico progettista del Prg, ha disertato l’assemblea cittadina. Quindi, per l’ennesima volta, ha rifiutato l’invito dei consiglieri comunali a presenziare per ricevere lumi sul Piano.

Gangemi, piuttosto, ha inviato un’altra missiva dove esprime tutto il proprio dissenso su quel che sta accadendo. L’architetto precisa che «declina ancora una volta l’invito a presenziare poiché non intende avallare con la sua presenza una conduzione dei lavori che non condivide sotto il profilo urbanistico e sotto quello della legalità».