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ISPICA - 12/11/2008
Politica - Ispica - Ancora nulla da fare per lo strumento urbanistico

Prg: ennesima fumata nera
del consiglio comunale

Per l’adozione se ne riparlerà nella seduta del 24 novembre
Foto CorrierediRagusa.it

S’allungano i tempi d’adozione del Piano regolatore generale. La riunione del consiglio comunale (nella foto) si è infatti risolta in un nulla di fatto. La seduta è stata aggiornata al prossimo 24 novembre.

Il Consiglio è stato però caratterizzato da colpi di scena che potrebbero non escludere risvolti giudiziari nell’ormai «querelle» che avvolge il Prg. I dieci consiglieri comunali presenti in aula, all’unanimità, hanno votato per far in modo che il segretario generale Antonino Di Blasi invii alla Procura della Repubblica i verbali del consiglio comunale sullo strumento urbanistico. E, ad essi allegato, un documento cautelativo rispetto alle accuse a loro mosse dall’architetto Giuseppe Gangemi, il tecnico – progettista incaricato dal Comune della rielaborazione parziale della revisione del Prg.

L’architetto Gangemi, in sostanza, ha disertato la riunione di ieri, non accogliendo l’invito portogli dai consiglieri. Questi ultimi avrebbero gradito la presenza in aula del tecnico – progettista per ricevere lumi su Prg. Egli ha invece inviato un documento dai contenuti duri, letto durante l’assise, spiegando le ragioni della sua assenza.

Gangemi, sull’adozione del Prg, considera infatti «distorta l’interpretazione che i consiglieri forniscono sulle procedure di votazione, spezzettandola in più parti senza alcun criterio visibile, tranne quello palese d’evadere le norme sull’incompatibilità».

Insomma, sembra che l’architetto Gangemi non abbia compreso la ragione dell’invito, spostando l’attenzione su questioni giuridiche che ad egli forse non competono. Perlomeno, è questo che sostengono i consiglieri, offesi ad un punto tale da rivolgersi all’autorità giudiziaria.

Nel documento da allegare ai verbali, scrivono infatti che la lettera inviata da Gangemi «presenta contenuti che turbano la capacità di libera autodeterminazione dei consiglieri e che non possiede nessun titolo per intervenire sulle questioni che egli ha posto».

I consiglieri hanno deciso di «interpellare l’autorità giudiziaria in modo tale essa possa valutare l’eventuale ricorrenza di fatti costituenti reato nella lettera firmata dal professor Gangemi».

In decine di cittadini cresce però un inquietante dubbio: esiste quel presunto «burattinaio» che preferirebbe forse far adottare il Prg da un commissario straordinario inviato dalla Regione?; ai posteri l’ardua sentenza.