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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 884
ISPICA - 05/11/2008
Politica - Ispica - Fase cruciale per l’adozione dello strumento urbanistico

Il Piano regolatore generale ritorna stasera in aula a Ispica

I 9 consiglieri comunali compatibili potrebbero pronunciarsi
Foto CorrierediRagusa.it

Il Piano regolatore generale approda stasera in aula. I nove consiglieri comunali finora compatibili potrebbero pronunciarsi sulle prime fasi inerenti all’adozione dello strumento urbanistico.

Si tratta di Anna Maria Gregni (nella foto)(Mpa), Mario Santoro (Sviluppo e Solidarietà), Giuseppe Roccuzzo (Pd), Salvuccio Rustico (Indipendente), Carmelo Pisana (Udc), Giuseppe Bellisario (Udc), Toni Cuscusa (Fi), Salvatore Milana (Fi), Donato Bruno (Fi). I primi quattro consiglieri rappresentano l’opposizione, mentre i secondi cinque fanno parte della maggioranza. La posizione di questi ultimi sottolinea la sempre smentita frattura nel centrodestra in consiglio comunale. E, in modo probabile, avvalora quella ipotesi sulla volontà di alcuni politici che vorrebbero il Prg adottato da un commissario straordinario inviato dalla Regione.

I consiglieri che si sono dichiarati incompatibili risultano quasi tutti di maggioranza. Sono in tutto dieci. Si tratta di Serafino Arena (Fi), Massimo Dibenedetto (Fi), Titta Genovese (Rustico Sindaco), Salvatore Monaca (An), Anna Infanti (Fi), Tonino Spadaro (Fi), Giuseppe Carbonaro (Fi), Carmelo Spadaro (Fi). Si sommano a questi otto Tommaso Oddo (Rosa nel Pugno) e Salvatore Garofalo (Mpa), consiglieri di minoranza.

Le polemiche sul Prg non accennano quindi a diminuire. Il Partito democratico ha spiegato i motivi che alimentano le perplessità sullo strumento urbanistico. In un documento si chiedono infatti «il motivo per cui il primo atto effettuato dal sindaco e dall’amministrazione sia stato la nomina di un progettista esterno incaricato di procedere sulla revisione parziale del Prg sperperando denaro pubblico e allungando i tempi d’adozione».

Secondo il Pd, inoltre, «la proposta di piano che sarà presentata in consiglio annulla nei fatti la zona di espansione. L’area nei pressi di via Sulla, ad esempio, è stata espropriata dal Comune per finalità pubblica d’edilizia economica e popolare ed è stata pagata circa 7 miliardi di vecchie lire. Invece d’essere immessa sul mercato, determinando un introito di almeno di 3,5 milioni di euro e la riduzione dei prezzi dei lotti».

Infine, per il Pd, risulta impossibile giustificare «l’aumento sproporzionato della zona storica, che rende impossibile modificare le abitazioni che non hanno valore storico, rendendo necessario l’intervento della Soprintendenza».