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Sabato 25 Marzo 2017 - Aggiornato alle 19:47 - Lettori online 849
ISPICA - 17/03/2016
Politica - A maggioranza da 12 consiglieri comunali

Approvato (in ritardo) bilancio di previsione a Ispica

L’atto consentirà all’ente d’essere in linea con gli adempimenti relativi agli strumenti finanziari Foto Corrierediragusa.it

Ammonta a 27 milioni di euro il bilancio di previsione 2015 approvato dai dodici consiglieri di maggioranza lunedì sera nel corso della civica assise. L´atto consentirà all’ente «d’essere in linea con gli adempimenti relativi agli strumenti finanziari e, quindi,nella condizione di regolarità e di rispetto delle prescrizioni legislative in materia di bilanci degli enti locali», spiega il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Roccuzzo. «L’adozione del bilancio di previsione 2015 – aggiunge il sindaco Pierenzo Muraglie – rappresenta il superamento di uno scoglio importante, che condurrà speditamente verso l’elaborazione degli strumenti finanziari per l’anno 2016».«Abbiamo evitato il commissariamento – precisa invece il capogruppo consiliare del Pd, Gianni Stornello – e non è stato facile prendere in mano una situazione finanziariamente grave. Nonostante ciò le spese sono ridotte di 2 milioni di euro e le entrate preventivate sono quelle effettivamente maturate (non c’è finanza creativa). Viene inoltre rigidamente rispettato il vincolo di destinazione delle risorse. Si terrà poi conto dell’imposta di soggiorno e dei fondi accantonati a seguito dell’abolizione dei gettoni di presenza per riunioni consiliari e commissioni (risorse importanti da destinare a favore del turismo e dell’assistenza sociale). Sarà infine possibile devolvere al Comune il 5 per mille, già, dalla prossima dichiarazione dei redditi e le agevolazioni previste per la Cosap diventano strutturali, dopo che la Regione le ha riconosciute e condivise. Il tutto con un dato politico importante: l’obiettivo è il risanamento».

Si tratta di un bilancio di previsione che, però, si riferisce al 2015. «Siamo in ritardo – spiega infatti l’assessore al Bilancio Pippo Barone (foto) – mi sembra corretto evidenziarne i motivi principali. A metà 2015, poco dopo l’insediamento della nuova amministrazione, abbiamo dovuto occuparci di atti finanziari scaduti. Abbiamo attivato il passaggio tra la vecchia e la nuova contabilità armonizzata, che ha comportato anche un cambio di software di contabilità, con conseguente cambio strutturale della nostra operatività. I dipendenti dell’ufficio finanziario non conoscevano il nuovo programma e, pertanto, è stato necessario un periodo di addestramento per consentire di lavorare correttamente. L’introduzione del nuovo sistema contabile armonizzato, ora, permette di prevedere la classificazione comune dei conti per tutta la pubblica amministrazione, consente di adottare gli stessi principi contabili e di rendere possibile il consolidamento e il confronto tra i bilanci pubblici.

Permette di accertare entrate effettivamente maturate e scadute nell’esercizio e di rilevare i debiti effettivi.Consente inoltre il mantenimento degli impegni (cosiddetti impropri) atti a garantire il regime del vincolo di destinazione. Ed infine di avvicinarsi alla contabilità economica – patrimoniale».

Gli uffici finanziari necessitano di tempo e di formazione proprio per mettere in pratica le novità più importanti dettate dal Decreto legislativo n. 118 del 2011 che sancisce: la nuova classificazione delle entrate e delle spese; il principio della competenza finanziaria; il bilancio annuale e triennale integrati in un unico documento; le rilevazioni della contabilità economica nel corso dei processi di spesa ed entrata, con l’abolizione del prospetto di conciliazione.

«Il nostro lavoro ha richiesto tempo – spiega ancora Barone – perché era necessario conoscere l’effettiva situazione economica e finanziaria del Comune, che, al momento del nostro insediamento, non era nota.Per poter decidere nuovi investimenti e nuovi servizi – precisa l’assessore – un’amministrazione deve conoscere lo stato dell’arte e deve sapere esattamente cosa si può fare e cosa non si può fare. Nello stilare il bilancio avremmo potuto – evidenzia –mantenere la stessa previsione del 2014, mantenendo alcune poste in Entrate. Ma ciò è fuori da nostri principi poiché l’obiettivo di questa amministrazione è quello di portare l’ente verso la normalità finanziaria e, per il 2015, è stata fotografata - conclude - la reale situazione al fine di evitare quei «residui attivi» di difficile esazione».