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ISPICA - 27/07/2014
Politica - Sulla vicenda interviene il Pd

Tutti i retroscena del dissesto di Ispica dal 2010 ad oggi

Per Muraglie e Roccuzzo "Dentro quei 28 milioni di debiti c’è di tutto" Foto Corrierediragusa.it

«Il Comune si trovava in una situazione debitoria già dal 2010»: lo rivelano i consiglieri del Partito democratico Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo (foto), smentendo il sindaco Piero Rustico, che, di recente, ha parlato di «debiti» frutto di«azioni non riconducibili alla sua amministrazione comunale». Secondo quanto comunicato dall’Organo straordinario di liquidazione, i debiti del Comune ammontano a circa 28 milioni di euro al 31 dicembre 2012. «Partendo da questo dato – spiegano i consiglieri del Pd – la novità non è rappresentata dall’individuazione dell’importo, ma sul fatto che l’ente si trovava in una situazione debitoria già dal 2010. Dentro quei 28 milioni c’è di tutto, ma, soprattutto, la responsabilità di chi ha amministrato e di tutti coloro i quali hanno votato favorevolmente i bilanci degli ultimi anni. Come giustificano i cinque consiglieri comunali guidati da Innocenzo Leontini e con in testa il capogruppo (Paolo Monaca ndr) il fatto che con il loro partito hanno governato Ispica dal 1998, eccetto un paio di anni, gestendo le casse comunali a proprio piacimento, con un risultato drammatico e disastroso così evidente? Sul dissesto – aggiungono – i calcoli esatti saranno effettuati dai tecnici, ma ricordiamo che la lottizzazione pubblica, da sola, darebbe aiuto alle casse comunali per diversi milioni di euro, oltre a sostenere le imprese e le giovani coppie».

S’attende ancora invece il comunicato stampa annunciato dal sindaco Rustico in cui chiarirà la questione economica del Comune. Nel frattempo, il primo cittadino, sui 28 milioni di euro di debiti maturati dall’ente, spiega che«si dovrebbero andare a rivedere alcune voci». E riservandosi appunto di intervenire con maggiore precisione, il sindaco ribadisce che «l’importo indicato dalla commissione, cioè i 28 milioni di euro, sarebbe il massimo raggiungibile. Nei fatti ci sono più di 10 milioni di euro che sono somme che vanno a riferirsi ad ipotesi di espropriazione di cui non esiste ancora nemmeno la causa tra Comune e privati. Di conseguenza, è un importo non reale che è stato messo opportunamente in evidenza rispetto alle richieste dei privati ma non essendoci ancora un contenzioso aperto e soprattutto concluso, non è possibile con certezza dire che quei 10 milioni di euro siano sicuramente dei debiti. Pertanto se ai 28 milioni dichiarati dalla commissione togliamo questi 10 milioni, arriviamo ai 18 milioni di euro che abbiamo sempre evidenziato nei nostri report e per i quali abbiamo fatto il piano di riequilibrio».

Il sindaco Rustico ritiene inoltre che «i debiti eventuali dovuti per l’espropriazione di questi terreni privati sono debiti che maturerebbero a seguito di azioni amministrative portate avanti» da altri sindaci«e non certo per azioni riconducibili alla sua amministrazione».