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ISPICA - 21/06/2014
Politica - "Scossoni" in giunta

La Ignaccolo molla i servizi sociali

Per gli impedimenti che lo stato di dissesto finanziario comunale impone
Foto CorrierediRagusa.it

Dopo un anno e nove mesi Mary Ignaccolo (foto) molla l’assessorato ai Servizi sociali «ed è subito» Maria Luigia Amendolagine. Prendendo in prestito le prime tre parole di «Ed è subito sera» di Salvatore Quasimodo dirompe di nuovo il nome della maestra, superata da Ignaccolo quasi due anni fa, che vinse la corsa, aggiudicandosi un posto in giunta. Alla domanda su Amendolagine (detta Teresa) come sua sostituta in giunta,l’ormai ex assessore Ignaccolo (raggiunta telefonicamente) risponde in modo schietto: «Questo è possibile. Lei, un anno e nove mesi fa, avrebbe dovuto entrare in giunta al mio posto. Quindi, trovo giusto che entri in squadra, nella qualità anche di componente del direttivo del Nuovo centro destra (partito del sindaco). Conoscendone le capacità, sarebbe anche un valido sindaco donna e non escluderei una sua candidatura a primo cittadino alla prossima competizione elettorale».

Nella lettera di dimissioni, Ignaccolo «ringrazia il sindaco Rustico, che, nel 2 ottobre 2012, sceglieva di investire in lei. Ho sperato e creduto che – spiega – la classe politica riuscisse in un momento storico di crisi finanziaria di valori e di certezze, a costruire, rinnovare, ridare speranza, riscatto, dignità a quello che è oggi un paese provato, stanco, sfiduciato. In un momento difficile, sindaco e assessori abbiamo tentato il tutto e per tutto per la nostra città e questa certezza mi accompagnerà sempre.

La sera dell’ultimo Consiglio comunale, tuttavia, è stata data triste prova di quanto la piccolezza del mero sentimento personale, sopra la ragione, hanno prevalso sul bene collettivo e, rispetto a ciò, un sentimento di grande tristezza, frustrazione e sdegno muove oggi il mio animo (si riferisce al voto negativo riservato all’ipotesi d’annullamento della delibera di dissesto, ipotesi per la quale Ignaccolo s’era battuta strenuamente ndr). Il mio – precisa – non vuole essere un atteggiamento «schettiniano», ma devo preservare ciò che di bello mi porto dietro da questa esperienza: l’arricchimento umano. Secondo coscienza, quindi, mi dimetto. Ritengo – conclude – comunque e sempre di non aver profuso invano le mie energie».

Ignaccolo, in sostanza, non ha retto alla pressione di non potere fare di più per i servizi sociali, rispetto ad importanti progetti da realizzare, proprio per gli impedimenti che lo stato di dissesto finanziario comunale impone. Non è un segreto inoltre che non avesse un forte supporto politico, se non la fiducia del sindaco Rustico e del presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Quarrella. La stanchezza e l’amarezza hanno fatto il resto.