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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 625
ISPICA - 08/03/2014
Politica - Decisione da Roma

Ministero boccia il bilancio di Ispica

Criticate le indennità a sindaco e assessori Foto Corrierediragusa.it

Bocciato il bilancio stabilmente riequilibrato presentato dal Comune. Il Ministero dell’Interno, che esamina tutti gli atti dei comuni in dissesto finanziario, evidenziando le incongruenze della mala gestione amministrativa, ha richiesto una serie di misure che renderanno necessaria l’adozione di un nuovo bilancio, chiarendo che i(tra poco) 12 milioni di euro accreditati all’ente per effetto del decreto legge 35, il salva – enti, utili al pagamento dei debiti contratti coi fornitori, non possono essere gestiti dai commissari straordinari e non potranno essere inseriti nel bilancio come previsione in entrata. Una scossa di terremoto che fa tremare l’amministrazione comunale, che, probabilmente, ha improvvisato nella redazione del bilancio. La vera tegola si abbatte però sui creditori. Non riceveranno i soldi stanzianti dallo Stato attraverso il decreto salva – enti e non potranno trarre ossigeno da quei denari che, fra l’altro, toccavano loro di diritto.È l’interruzione di ogni canale di dialogo con la Corte dei conti che comporta queste drammatiche conseguenze per la locale economia.

Il Ministero dell’Interno, richiedendo una serie di cose, fornisce 60 giorni di tempo all’amministrazione per ricevere, ad esempio, l’indicazione dei servizi pubblici indispensabili, tagli alla spesa corrente, una lotta all’evasione fiscale più stringente, un Piano triennale di contenimento delle spese, un Piano d’alienazione e valorizzazione degli immobili comunali, l’adeguamento dei canoni dei beni dati in affitto, un’attestazione sui beni concessi in comodato gratuito. Quest’ultima cosa è stata strenuamente sostenuta dal Partito democratico, quand’era segretario Gianni Stornello. Ossia,«il processo di risanamento del bilancio del Comune passa da una razionalizzazione del patrimonio comunale. Se non serve un terreno, ad esempio quello dell’ex Opera pia San Giuseppe, un palazzo, un immobile qualsiasi, o si vende o si affitta (con un canone congruo). O si fa in modo d’utilizzarlo per servizi che rientrino fra quelli indispensabili che un Comune deve erogare».

Il Ministero dell’Interno richiede anche l’individuazione dei servizi indispensabili. E , bilancio a parte,l’operazione avrebbe dovuto essere effettuata prima della rideterminazione della dotazione organica proprio per stabilire gli esuberi. Nella delibera di rideterminazione del personale, invece, i servizi essenziali evidenziati sono quelli degli uffici di gabinetto del sindaco, della segreteria, del personale, della presidenza del Consiglio comunale. E non quelli, stranamente, per la lotta all’evasione fiscale. Su questo, come è noto, pende un ricorso avanzato al Tribunale amministrativo regionale da parte dei dipendenti comunali.

La nota del Ministero dell’Interno, fa notare invece il coordinatore di Sviluppo e Solidarietà Marco Santoro, «è arrivata al comune il 18 febbraio scorso» e denuncia «è stata tenuta nascosta fino al 4 marzo». Naturalmente, si domanda «il perché di questo modus operandi, che, a dire il vero risulta però tipico del sindaco Piero Rustico». Uno «strano vizietto» lo definisce Santoro «quello di nascondere le note del Ministero dell’Interno, oggi, che certamente condanna il prodotto del sindaco e della sua giunta, quelle della Corte dei Conti, ieri, e altre ancora».

Santoro evidenzia inoltre «il provvedimento amministrativo che determina l’aumento del 30% delle indennità del sindaco Rustico, del presidente del Consiglio comunale e dei consiglieri comunali a decorrere dal primo gennaio 2014, ossia col pagamento degli arretrati». In realtà, il 30 % era stato ridotto dalle indennità di funzione per l’anno 2013 in quanto, nel 2012, il Comune non ha rispettato il patto di stabilità. Preso atto del rispetto del Patto di Stabilità per l’anno 2013 e visto il Dpr n. 19 del 18 ottobre 2001, con il quale è emanato il regolamento esecutivo dell’articolo n. 19 della Legge regionale del 23 dicembre del 2000 n. 30, che concerne la determinazione delle misure minime delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza degli amministratori locali in Sicilia, si ristabiliscono le vecchie corresponsioni, ripristinandole agli importi del 2010. Il sindaco Rustico percepirà quindi quasi 44 mila euro annui. Il presidente del Consiglio comunale Peppe Quarrella guadagnerà poco meno di 20 mila euro annui. I 19 consiglieri comunali saranno complessivamente retribuiti con poco oltre 28 mila euro annui, quindi, circa 1 e 500 euro annui ciascuno.

L’indennità di funzione riconosciuta agli assessori Mary Ignaccolo, Patrizia Lorefice, Paolo Mozzicato e Cesare Pellegrino, che sarà oggetto di un provvedimento di spesa nel bilancio, verrà equiparata a quella del presidente del Consiglio comunale, percepiranno quindi, complessivamente,circa 80 mila euro all’anno, venti mila euro ciascuno annui. Senza contare che Pellegrino e Lorefice ricoprono anche la carica di consiglieri, pare quindi percepiscano una doppia indennità. La somma impegnata sarà quindi di circa 180 mila euro annui, che in regime di austerity risulta veramente una cifra improponibile e insulta l’intelligenza delle persone che patiscono gli effetti della nera crisi e dei fornitori che vantano crediti al Comune e che non saranno pagati quanto loro spettava grazie ai fondi del salva enti (come chiarisce la nota del Ministero dell’Interno), ma coi tempi e coi modi, ossia le spettanze dimensionate, che impone il regime di dissesto finanziario.

Il ripristino del 30% nelle indennità di funzione degli amministratori locali è legittimo. Il problema che si pone è di ordine etico e morale: i cittadini, la maggior parte, sono ridotti economicamente male e il sindaco avrebbe dovuto dare un segnale di solidarietà agli ispicesi non ripristinando del 30 per cento l’indennità di funzione.

Nella foto in alto, la sede del comune di Ispica