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ISPICA - 27/02/2014
Politica - Il sindaco è salvo

La maggioranza "blinda" Rustico che evita la sfiducia

I due voti utili a porre anticipatamente fine al mandato del primo cittadino non saranno forniti

Il sindaco Piero Rustico è salvo. La maggioranza non avallerà la proposta di sfiducia e non si presenterà in aula. I due voti utili a porre anticipatamente fine al mandato del primo cittadino non saranno forniti da nessuno dei consiglieri comunali Massimo Donzello, Pina Donzello, Patrizia Lorefice, Cesare Pellegrino, Giuseppe Quarrella, Piero Zocco. Vale lo stesso per i consiglieri Anna Infanti e Carmelo Oddo, che, già domenica scorsa, avevano palesato voto sfavorevole alla mozione. I consiglieri di maggioranza giudicano la proposta di sfiducia «demagogica ed inutile. Non voteremo la mozione – affermano –. La nostra posizione, manifestata con l’assenza, era già chiara nella seduta di domenica scorsa e non cambieremo idea. I consiglieri d’opposizione sono presi dall’affannosa ricerca di qualche firma in più, che, pur diluendo all’infinito questa seduta, non troveranno. Venerdì, sarà chiaro ai cittadini che l’opposizione, presentando una mozione di sfiducia con sole dodici firme, spreca risorse pubbliche (basti pensare che ogni seduta costa circa mille 500 euro) per pronunciare interventi da comizio».

La maggioranza non fa cenno però dei costosi ricorsi avanzati dal sindaco Rustico, che rappresenta in consiglio comunale, nel tentativo d’annullare la delibera dichiarante il dissesto finanziario. Sono stati spesi 35 mila euro dei contribuenti per un ricorso che, in realtà, non potrà mai revocare o annullare la condizione di dissesto, rischiando addirittura il pagamento del danno erariale. Non si può mettere in discussione, adendo le vie legali, un precetto della Corte dei Conti, che ha imposto all’ente ispicese la dichiarazione fallimentare del Comune poiché ha ravvisato gravissime criticità economico – finanziarie, enucleate punto per punto in tutta la loro drammaticità, comportando tasse salatissime da pagare, il taglio dei servizi essenziali, il non pagamento dei fornitori e il licenziamento di circa 70 dipendenti comunali. Ma il sindaco insiste imperterrito tanto da indurre qualcuno che orbita nei piani alti dei tribunali a sussurrare che «pagheranno di tasca loro».

La notizia del pagamento del danno erariale è stata fornita da Gianni Stornello, ex segretario del Pd. Trovandosi in Campania, conosce «un legale con un giro abbastanza folto» (si è certi invece che l’uomo rivesta un ruolo di rilievo in tribunale). Il legale dice a Stornello: «Negli ambienti giudiziari e nelle sezioni della Corte dei Conti di mezza Italia si parla del Comune di Ispica, che, nonostante sia in dissesto, si permette di spendere 35mila euro per adire le varie magistrature della Repubblica, Cassazione compresa, per annullare il dissesto finanziario, ossia procedimenti perduti in partenza. Ma chi è il sindaco? Sanno che pagheranno di tasca loro?». «La morale è una – afferma invece Stornello – il mondo è piccolo, lo sapevo già. Il brutto è che nel suo piccolo ride di noi».