Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 861
ISPICA - 25/02/2014
Politica - Rinviata a venerdì la riunione consiliare ad hoc

Sfiducia al sindaco? Prossima volta!

Le polemiche non sono mancate Foto Corrierediragusa.it

Rinviata a venerdì la riunione consiliare che delibererà sulla proposta di sfiducia al sindaco Piero Rustico (foto). Presenti, oltre ai dodici consiglieri che intendono destituire dalla carica il primo cittadino, Carmelo Oddo e Anna Infanti. Quest’ultima insieme con il presidente dell’assise, Peppe Quarrella, hanno dichiarato voto contrario alla sfiducia e, palesando le intenzioni, hanno annunciato l’assenza al prossimo consiglio comunale, ossia la riunione oggi rinviata. Hanno coraggiosamente detto no alla sfiducia al sindaco, senza bisogno di poco onorevoli non presenze. Erano infatti assenti i consiglieri Massimo Donzello, Pina Donzello, il vicepresidente dell’assemblea Patrizia Lorefice, Cesare Pellegrino, Pietro Zocco: la maggioranza.

Le opposizioni, invece, hanno richiesto e ottenuto il rinvio della riunione consiliare proprio nella speranza di persuadere i consiglieri indecisi sul da farsi. Qualcuno di loro comprenderebbe «l’importanza di anticipare la fine del mandato» del sindaco Rustico, ma si troverebbero stretti nella morsa del dubbio e, quindi, non in grado di potere fornire un voto convinto nell’uno o nell’altro senso.

In ogni caso, le polemiche non sono mancate. Il presidente Quarrella ha mostrato un nervosismo che non gli è consono. Sollecitato, ha sottolineato il fatto d’avere convocato il consiglio comunale sulla proposta di sfiducia al sindaco Rustico il primo giorno utile, proprio per non destare sospetti. Ma le opposizioni non sono convinte. Credono che il primo cittadino abbia orchestrato tutto per «risolvere la questione» il prima possibile, poiché forse anch’egli teme un’inversione di tendenza a suo sfavore. In fondo, mancano solo i voti favorevoli di due consiglieri comunali per porre anticipatamente fine al suo mandato.