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ISPICA - 25/07/2013
Politica - Lo ha reso noto la senatrice Venerina Padua

Arrivano i commissari a Ispica dopo proclamazione dissesto

I tre funzionari dello Stato, Trovato, Mallemi e Franchina, esperti di questioni finanziarie, avranno quindi il compito di risanare le finanze del Comune, dichiarato in dissesto dalla Corte dei conti

Arrivano i commissari straordinari a 3 mesi dalla proclamazione del dissesto finanziario del Comune. Sono il dottor Guglielmo Trovato, dirigente di seconda fascia in servizio alla Prefettura di Ragusa, il dottor Salvatore Mallemi, dirigente di seconda fascia in servizio alla Prefettura di Palermo e la dottoressa Rosaria Franchina, funzionario negli uffici periferici del ministero dell’Economia e delle Finanze. Lo ha reso noto la senatrice Venerina Padua, interessata della questione al Ministero degli Interni, comunicando l’arrivo di «tre funzionari dello Stato esperti in materia finanziaria». Mentre la notizia è stata diffusa, in un documento, dalla sezione cittadina del Partito democratico. Sono stati quindi designati i commissari costituenti l’Organo straordinario di liquidazione. Il decreto del presidente della Repubblica che li nomina è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Dall’insediamento dei commissari, il Comune avrà a disposizione tre mesi di tempo per presentare il bilancio riequilibrato da sottoporre all’approvazione del ministero degli Interni.

I tre funzionari dello Stato, Trovato, Mallemi e Franchina, esperti di questioni finanziarie, avranno quindi il compito di risanare le finanze del Comune, dichiarato in dissesto dalla Corte dei conti. Il Pd esprime «gratitudine alla senatrice Padua per l’interessamento seguito alle richieste in tal senso avanzate dal partito, visto il ritardo nella nomina dei commissari, figure necessarie a rimettere in ordine le finanze del Comune e a dare certezze ai creditori dell’ente».

A nulla è valso il ricorso a Tribunale amministrativo regionale (Tar) avanzato dal sindaco Piero Rustico volto ad annullare lo stato di dissesto finanziario dell’ente. Non solo le decisione della Corte dei conti è inoppugnabile (il Tar ha precisato infatti che «i provvedimenti del Prefetto e del Consiglio comunale costituiscono atti vincolati, privi d’alcun margine d’autonoma discrezionalità, poiché conseguenti, per espressa previsione legislativa, all’accertamento della Corte dei Conti»), ma il ricorso è stato addirittura giudicato inammissibile per difetto di giurisdizione. Ossia, il primo cittadino s’è rivolto al tribunale sbagliato: per dirimere la questione ha adito il Tar, mentre doveva rivolgersi alle sezioni riunite della Corte dei conti, come lo stesso Tar ha scritto nella sentenza con la quale dichiara inammissibile il ricorso. Il Tar resta competente per qualsiasi impugnativa che riguardi il dissesto nei comuni. Per l’adozione dei piani di riequilibrio, la magistratura contabile, in particolare le sezioni riunite della Corte dei conti.