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ISPICA - 05/05/2013
Politica - L’accusa mossa dalla coalizione di governo alle opposizioni consiliari

Approvazione dissesto Ispica? "Un atto criminale"

"I cittadini meritano la verità", scrivono in un documento i rappresentanti di Pdl, Rustico sindaco, Udc e Grande sud

«L’approvazione del dissesto finanziario del Comune è un atto criminale contro la città»: è l’accusa mossa dalla coalizione di governo alle opposizioni consiliari, che hanno favorevolmente votato lo strumento alternativo di risanamento finanziario.

«I cittadini meritano la verità – scrivono in un documento i rappresentanti di Pdl, Rustico sindaco, Udc e Grande sud – il sindaco Piero Rustico e la Giunta si sono presentati al civico consesso, offrendo al vaglio dei consiglieri un’ulteriore possibilità di evitare il dissesto, facendo ricorso al decreto legge n. 35 dell’otto aprile scorso. Gli imprenditori ed i fornitori del Comune hanno il diritto di sapere che, grazie all’adesione a questa procedura, i loro crediti nei confronti dell’Ente sarebbero stati pagati entro il 30 giugno prossimo. A questa formidabile possibilità, le opposizioni hanno saputo proporre l’ennesimo ricatto politico, stavolta però scoprendo definitivamente le carte e formulando la loro proposta indecente: scambiare l’adesione alla procedura con le dimissioni in blocco di tutta l’amministrazione comunale. Una tentata estorsione che intendeva eliminare l’avversario, marchiando il secondo mandato del sindaco col sigillo del dissesto. Peggio di coloro i quali hanno approvato il dissesto – aggiungono – hanno fatto i consiglieri del Pd, Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo, che, a differenza dei colleghi, hanno preferito abbandonare l’aula nel patetico tentativo di pulirsi la coscienza: la loro colpevolezza è aggravata dall’infamia della fuga. Il loro segretario, Gianni Stornello, forse, preso da colpevole e tardivo rimorso, s’è affrettato a rassicurare i settantaquattro precari del Comune che rischiano il posto di lavoro, promettendo che il Pd vigilerà affinché questo non accada. Il Comune – concludono – poteva e doveva essere salvato da un dissesto non necessario, conseguito a fini propagandistici. Una campagna elettorale che costerà carissima agli ispicesi».

Stornello, imperturbabile, prescrive calmanti ad «un’amministrazione in piena crisi di nervi», rispondendo agli avversari politici quasi in tono canzonatorio, affermando che «Pdl, Udc, Grande sud e Rustico sindaco definiscono «criminali» i giudici della Corte dei conti che hanno dichiarato il dissesto del Comune» e parla anche di «una lista nera coi nomi dei dipendenti da licenziare evocata per intimidire i lavoratori». Se c’è qualcuno da «colpevolizzare per l’umiliazione del fallimento subita dal Comune e da esporre al pubblico ludibrio, questo qualcuno è il sindaco che loro hanno sostenuto e del quale non sono stati capaci di contenere incapacità politica, amministrativa e prepotenza». Quando sostengono che è stato il «Consiglio comunale a dichiarare il dissesto dicono una bugia, scelgano loro se frutto di ignoranza o di malafede: il Consiglio era chiamato solo a prendere atto del dissesto. Se non lo avesse fatto si sarebbe sciolto e la presa d’atto sarebbe stato compito di un commissario». È stato «coerente e lineare l’atteggiamento dei consiglieri del Pd, i quali, non avendo determinato loro la condizione di bancarotta ed avendo sempre votato contro i bilanci del centrodestra, si sono tirati fuori dall’esprimere pareri o prese d’atto sul dissesto. Queste, sono regole di grammatica politica, che chi attacca il Pd per l’uscita dall’aula dimostra di non conoscere».

Secondo il segretario del Pd, invece, chi «fugge dalle responsabilità è il sindaco che non sente la necessità di dimettersi. Un sindaco che farebbe bene a mettere da parte l’arroganza verso i dipendenti comunali che, non pagati da mesi, sono messi in guardia dell’esistenza di una fantomatica lista nera di personale da licenziare. I dipendenti – rassicura Stornello – devono stare tranquilli perché il Comune non è una confraternita: certe minacce grossolane lasciano il tempo che trovano».

A fissare la sostenibilità dell’attuale dotazione organica sarà infatti l’Organo straordinario di liquidazione che, proprio a seguito del dissesto, s’insedierà a breve.