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ISPICA - 17/04/2013
Politica - «Fuggono dalle responsabilità»: è quanto afferma Pietro Zocco

Riequilibrio: scambio di accuse tra Pdl e Pd-Leb

Zocco, in primis, si rivolge al candidato sindaco di Leb nelle amministrative del 2010, Pippo Barone Foto Corrierediragusa.it

«Fuggono dalle responsabilità»: è quanto afferma Pietro Zocco (foto), capogruppo consiliare del Popolo delle libertà (Pdl), riferendosi al Partito democratico (Pd) e Libertà e buon governo (Leb), ritenendoli rei «d’aver bocciato il piano pluriennale di riequilibrio di bilancio».

Zocco, in primis, si rivolge al candidato sindaco di Leb nelle amministrative del 2010, Pippo Barone. «Barone – spiega Zocco – nel programma elettorale sosteneva di «voler valorizzare la settimana Santa, Cava d’Ispica e i luoghi di Madre Curcio». S’impegnava poi a «riprogrammare tutti gli eventi», a promuovere «una rete locale di musei, biblioteche, videoteche, audioteche, rappresentazioni teatrali». E, «non pago», proponeva «percorsi cine-turistici e letterari. In sostanza – conclude Zocco – non era il programma di un candidato sindaco preoccupato della diminuzione di risorse del Comune».

«Le cause del fallimento del Comune – risponde Barone – lasciamole valutare ai cittadini. Il sindaco, l’amministrazione e la maggioranza consiliare ci hanno consegnato una città dissestata, dopo otto anni di spese folli e inopportune e che non hanno permesso di garantire gli stipendi comunali e, soprattutto, i servizi utili alla città. Tutti costoro abbiano il buon senso di dimettersi. La città – conclude – ha bisogno di ripartire, cercando di minimizzare il più possibile il danno del dissesto, creando sviluppo sostenibile».

Zocco continua però imperterrito e punta il dito contro il Pd, al quale «riconosce una certa unitarietà di intenti», però «hanno detto no a tutto. La coerenza è un’altra cosa – sottolinea il capogruppo del Pdl – e noi ci aspettavamo una miglior sorte per il piano di riequilibrio, che avrebbe consentito alla città d’evitare il dissesto finanziario. Quindi – conclude – il Pd come fa a dire che non ha colpe, avendo coscientemente votato contro il piano pluriennale».

Respinge l’accusa il segretario del Pd, Gianni Stornello, anticipando che, nell’ambito della procedura di dissesto, «sarà svolta un’inchiesta che farà luce sui veri responsabili del fallimento del Comune».

«Occorre che qualcuno dica al sindaco ed ai suoi alleati compiacenti – dice Stornello – che loro hanno fatto fallire Ispica: i vari Premi di Poesia e cultura, Carotispica, Notte dei Sapori, Zagara e Rais, Presepi viventi, tanto per citarne alcuni, sono costati al Comune, già in crisi finanziaria, centinaia di migliaia di euro; hanno rovinato la piazza principale, con una spesa folle di due milioni di euro; hanno effettuato spese allegre per il personale per fini meschinamente clientelari. Tutti soldi buttati, perché non un solo posto di lavoro hanno creato con le feste, le sagre e gli eventi. Il Pdl e il suo sindaco – attacca il segretario del Pd – ci devono dire in base a quale criterio d’economicità di gestione e di convenienza è stata venduta a prezzo vile l’acqua potabile di contrada Carrubba ad un consorzio privato che la distribuisce e la rivende a carissimo prezzo agli abitanti di contrada Granelli, in territorio di Pachino. Quando sarà fatta l’inchiesta sulla congruità dei costi sostenuti dal 2005 ad oggi e sulla convenienza per il Comune di certe operazioni spregiudicate ci saranno delle sorprese amare per gli amministratori che si sono succeduti dal 2005 in poi. Lo sappiano quelli che oggi scaricano sull’opposizione le responsabilità del dissesto. Così come sarà interessante sapere chi ha votato i bilanci e i consuntivi che hanno portato a questa situazione, dal 2005 ad oggi. Non è un segreto – conclude Stornello – che eravamo disponibili a votare il piano di riequilibrio di bilancio per evitare il fallimento del Comune, ma a condizione che fosse un piano condiviso, frutto del concorso di tutti. Ed invece, allo scadere dei termini, ci è stata portata una minestra indigeribile dove, prima, venivano messi gli interessi del sindaco e della sua maggioranza».