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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 635
ISPICA - 15/03/2013
Politica - La carica gli è stata affidata nell’adunanza serale di lunedì scorso

Illegittima elezione Quarrella a presidente consiglio?

Il primo cittadino, nonostante sia pericolosamente vicina la mozione di sfiducia che lo destituirebbe dalla carica di sindaco, ha guadagnato terreno
Foto CorrierediRagusa.it

«Ignorata dalle opposizioni l’importanza dei punti all’ordine dell’ultimo consiglio comunale»: lancia l’accusa Piero Zocco, capogruppo consiliare del Pdl, che interviene duramente su quanto si è verificato nell’adunanza di giovedì scorso con l´elezione di Giuseppe Quarrella (foto) a nuovo presidente del consiglio. Una elezione da alcuni definita illegittima.

«Come volevasi dimostrare – esordisce Zocco – la seduta di prosecuzione del Consiglio del 12 marzo è stata spesa dai consiglieri di Cantiere popolare (Cp) e di Sviluppo e solidarietà (Ses) per traccheggiare e discutere, senza esito, d’ermeneutica. A fronte d’istanze di lottizzazione e di dichiarazioni d’insussistenza d’interessi pubblici per la conservazione d’opere abusive, capaci da soli di imprimere un certo impulso all’atrofica economia della città, i consiglieri di Cp e di Ses hanno pensato bene di impiegare due ore, cercando inutilmente di smontare la maggioranza che ha eletto il neo presidente del consesso, Giuseppe Quarrella, salvo poi abbandonare in tutta fretta l’aula quando si trattava di parlare di cose serie».

Ses, in particolare, ha contestato sia la modalità d’elezione del nuovo presidente Quarrella, sia il suo comportamento in aula, ritendo che «abbia ripetutamente violato il regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, assumendo decisioni unilaterali in spregio a qualunque norma e buon senso».

Insomma, un riunione difficile quella di giovedì scorso, che non lascia presagire nulla di buono per il futuro.

Zocco, però, non ci sta. Non vuole che la maggioranza passi per irresponsabile e spiega nei dettagli quanto accaduto. «Uscito dall’aula anche il Pd da sempre e per principio contrario alle lottizzazioni private – racconta il capogruppo del Pdl – il punto è stato esperito solo perché i consiglieri di Libertà e buongoverno (Leb), Biagio Solarino e Salvuccio Rustico, sono rimasti in aula, permettendo la sussistenza del numero legale. Non paghi di ciò e miserevolmente beffardi nei confronti dei cittadini, i consiglieri Meluccio Fidelio, Paolo Monaca e Carmelo Padova (Cp) sono rientrati in aula all’una del mattino per la trattazione del punto sulle politiche sociali, che loro stessi avevano richiesto. La città deve conoscere – conclude Zocco – in che modo taluni consiglieri d’opposizione sprecano tempo e risorse per portare avanti un’azione poco politica e decisamente assai meschina».

Il consigliere Mario Santoro (Ses) fornisce un’altra versione dei fatti. E parte proprio dal fatto che «Quarrella abbia impedito che la mozione sulla sua contestata proclamazione a presidente dell’assise fosse votata in consiglio comunale». Evidenziando «la conduzione personalistica, ostruzionistica, arrogante e prevaricante del neo eletto presidente».

Santoro ha denunciato che «Quarrella, nella veste di contestato presidente, ha ripetutamente violato il regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, assumendo decisioni unilaterali in spregio a qualunque norma e buon senso. Θ bene ricordare che – spiega il capogruppo di Ses – i consiglieri presenti in aula durante l’elezione del presidente del Consiglio comunale erano quattordici e Quarrella ha ottenuto soli sette voti».

Santoro, quindi, ha fatto notare che «l’articolo 15 del regolamento del consiglio comunale (comma 2 lettera b) prevede che « in seconda votazione risulterà eletto il candidato che abbia riportato la maggioranza semplice dei presenti »». Nonostante ciò «la vicepresidente del Consiglio comunale, Patrizia Lorefice, ha proceduto ugualmente alla proclamazione di Quarrella, piuttosto dichiarare non eletto nessun consigliere alla carica di presidente per mancanza del quorum di otto voti su quattordici presenti».

Ses ha quindi presentato «una mozione che riguardava proprio la declaratoria dell’erronea proclamazione, effettuata dal consigliere, assessore e vicepresidente Lorefice del risultato della seconda votazione che ha portato all’elezione di Quarrella. Θ di tutta evidenza che «su una simile proposta – sottolinea Ses – Quarrella avrebbe dovuto astenersi dal prendere parte alla seduta e lasciare libero il Consiglio comunale di decidere, visto che lui era direttamente e personalmente interessato». Invece, «abbiamo assistito all’inconcepibile – denuncia Ses – Quarrella non ha posto in votazione la proposta del consigliere Santoro, nostro capogruppo consiliare, gli ha fatto spegnere il microfono e gli ha impedito di parlare perfino per la dichiarazione di voto».

Santoro ha dovuto lasciare l’aula, insieme con i consiglieri del Pd, di Cp e del consigliere Giovanni Lauretta, «perché impediti ed ostacolati nella partecipazione democratica del proseguo dei lavori della civica assise».

L’atteggiamento di Quarrella, secondo Ses, è stato avallato dalla presenza in aula dei consiglieri che gli hanno garantito il proseguo dei lavori, «i sei della pseudo maggioranza, con l’aggiunta degli ultimi arrivati, i due consiglieri di Leb», Solarino e Rustico.

L’atteggiamento di «assoluto disprezzo delle regole assunto dai cocci dell’amministrazione Rustico – conclude Ses – è il segno evidente che i pochi sostenitori del sindaco Piero Rustico sono arrivati al culmine dell’arroganza e traboccano nella inosservanza delle «norme» più elementari».

L´ELEZIONE DEL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Giuseppe Quarrella è stato eletto presidente del Consiglio comunale. La carica gli è stata affidata nell’adunanza serale di lunedì scorso, in seconda votazione. L’elezione è stata determinata dall’uscita dall’aula dei consiglieri Meluccio Fidelio, Titta Genovese, Carmelo Padova, Salvatore Spatola e Mario Santoro, da un’astensione, da una scheda bianca, da un voto a Pierenzo Muraglie, uno a Carmelo Oddo, uno a Giuseppe Roccuzzo, uno a Salvuccio Rustico e uno a Biagio Solarino. Sono bastati quindi i sette voti dei rappresentanti del centrodestra al governo cittadino, la pseudo maggioranza consiliare, all’elezione di un presidente espressione della lista Rustico Sindaco.

Il primo cittadino, quindi, nonostante sia pericolosamente vicina la mozione di sfiducia che lo destituirebbe dalla carica di sindaco, ha guadagnato terreno. Sono tredici su venti i consiglieri che formano le opposizioni consiliari. La forza numerica e il comune intento di cacciare Piero Rustico non sono però servite a superare le profonde diversità politiche, radicate nei diversi gruppi consiliari.

La mancanza di coesione delle opposizioni, quindi, ha generato il voto ad un presidente sicuramente inaspettato, in gamba, profondamente legato al sindaco Rustico e alla piccola maggioranza che lo sostiene. Ma questo non è tutto. Ci sono ragioni ben più profonde che hanno provocato questo risultato, comunque ben accolto.

Le opposizioni consiliari, in realtà, con il loro modus operandi, hanno lasciato fare alla maggioranza. A parte Cantiere popolare, tutto il resto ha preferito che le dinamiche consiliari si evolvessero in quel senso, in quanto Quarrella di sicuro rappresenta il male minore.

A quanto sembra, infatti, sempre più insistenti indiscrezioni politiche, circolate anche durante l’ultimo consiglio comunale, asseriscono che Innocenzo Leontini, il leader ispicese di Cantiere popolare, volesse improvvisarsi regista e dirigere le operazioni di voto, indicando il nome di Lauretta alla presidenza del Consiglio comunale. Su Lauretta, consigliere e persona da tutti stimata, nessuno avrebbe mai avuto qualcosa in contrario, ma il semplice fatto che il rappresentante, per giunta esterno, di una sola parte delle opposizioni, volessi ergersi a leader dei partiti e dei movimenti che la formano era un’idea inaccettabile e da qui il messaggio chiaro: niente burattinai.

Quarrella non entra nel merito delle votazioni, anche se gli sfugge «hanno lasciato fare a noi», ma fa cadere subito il discorso e, piuttosto, preferisce chiarire altri aspetti. «Sarò super partes – dice il neo presidente del Consiglio comunale –. Il mio è il ruolo dell’imparzialità, che intendo esercitare, chiedendo sin da subito la collaborazione di tutti i consiglieri comunali. La crisi economico – finanziaria che ci attanaglia va arginata e le divisioni consiliari non fanno che acuirla. Servono quindi proposte, come quelle ad esempio avanzate dalla Cna sabato scorso. Ed è necessario il superamento delle divisioni, in quanto la priorità, per non affondare, è quella di mettere a posto, al più presto, i conti del Comune».

Oltre modo soddisfatto è naturalmente il sindaco Piero Rustico, che sottolinea «la stima personale e politica nutrita nei riguardi di Quarrella», definendolo «determinato, rispettoso delle regole, estremamente consapevole del ruolo al di sopra delle parti che gli è stato affidato, mai sopra le righe e fuori luogo». «Tutte qualità che – conclude il sindaco Rustico – Quarrella ha dimostrato in consiglio comunale coi suoi, sempre mirati interventi».

Quarrella ha 49 anni. Θ stato un insegnante, ma ha lasciato per libera scelta la docenza, preferendo il ruolo di tecnico di laboratorio in un istituto d’istruzione superiore. Θ in politica dal 1990, ma la militanza attiva inizia nel 1998, sempre al fianco del sindaco Rustico.