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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1126
ISPICA - 07/03/2013
Politica - Fa chiarezza il diretto interessato

Dopo le dimissioni Oddo resta super partes

Oddo, insomma, si tira fuori da posizioni estreme Foto Corrierediragusa.it

Rimarrà super partes. Carmelo Oddo (foto), ex presidente del Consiglio comunale, ha più volte sottolineato questo «continuare ad essere al di sopra delle parti» nella conferenza organizzata nella tarda serata di lunedì scorso dai dirigenti di Ispica domani, la lista civica dove è stato eletto. Un incontro dove ha voluto chiarire la «condivisione dei buoni intenti verso gli ispicesi con chiunque dei colleghi», ma di non essere né «l’ottavo consigliere comunale della pseudo maggioranza», né «il tredicesimo rappresentante delle opposizioni consiliari». Sottolineando di «non avere firmato nessuna delle cinque mozioni di sfiducia sottoscritte dai dodici consiglieri comunali per destituire dalla carica il sindaco Piero Rustico e di non volerne avanzare una singolarmente», almeno per il momento.

Oddo, insomma, si tira fuori da posizioni estreme, non per una mera questione di «convenienza», ma perché è stato proprio «il muro contro muro della pseudo maggioranza verso le opposizioni a generare la paralisi amministrativa». Θ occorso quindi un «gesto eclatante». Era necessario che qualcuno «desse l’esempio». E le dimissioni dell’ex presidente del Consiglio comunale questo volevano essere, un «richiamo al senso di responsabilità», un «invito a riflettere sul reale esercizio dei ruoli politici e istituzionali». Esistono persone «non attaccate alle poltrone» e questo gli ispicesi lo hanno appreso con i fatti, ossia attraverso «alla rinuncia della più importante carica istituzionale».

Carmelo Giuca, dirigente di Ispica domani, ha descritto meglio i passaggi che hanno condotto alle dimissioni di Oddo. «L’approvazione del Piano pluriennale di riequilibrio di bilancio – spiega Giuca – sarebbe stata un’ottima soluzione per dirimere le criticità economico – finanziarie dell’Ente. L’adesione al Piano, senza l’accesso al fondo di rotazione, forniva una speranza per il futuro. Poi, il baratro».

Le opposizioni consiliari non vedevano infatti soddisfatte le richieste di chiarimenti sulle reali condizioni di cassa del Comune e a quanto ammontassero i debiti fuori bilancio dell’ente. Piuttosto, i colleghi di maggioranza disertavano l’aula e il sindaco si trincerava dietro un ostinato silenzio.

«Desideravamo che – aggiunge Giuca – il bene della città fosse supremo, ma era chiaro che le posizioni della pseudo maggioranza e delle opposizioni si stavano sempre più irrigidendo. Così abbiamo tentato la via del dialogo per fare in modo che il Piano pluriennale fosse approvato. Abbiamo incontrato alcuni rappresentanti delle opposizioni e i contattati si mostrati disponibili a risolvere le criticità economico – finanziarie dell’ente a patto che il passo successivo fossero le dimissioni in blocco e si andasse subito a votare».

In buona sostanza, i rappresentanti delle opposizioni incontrate da Ispica domani volevano dirimere le criticità, ma a patto che la giunta fosse azzerata, dando mandato magari ad un giunta tecnica formata da «esterni», e che il sindaco si dimettesse subito dopo aver messo a posto i conti con l’aiuto di tutti.

«Il sindaco, invece, non ha voluto rinunciare al mandato conferitogli dagli elettori – racconta Giuca – indisponendo le opposizioni consiliari che hanno bocciato il Piano di riequilibrio nel momento del voto. La situazione è degenerata a tal punto che, nell’ultima riunione del consiglio comunale, nessuno s’è presentato in aula, mostrando alla cittadinanza la situazione in tutta la sua gravità: l’attività amministrativa è ingessata, trasportata alla deriva dalle correnti che, minacciose, stanno per affondarla; Ispica domani, però, non ha ammainato le vele e voterà – conclude il dirigente – solo i punti all’ordine del giorno che saranno utili agli ispicesi».

LE DIMISSIONI DI ODDO
Rassegna le dimissioni il presidente del Consiglio comunale. Carmelo Oddo formalizza ieri quanto annunciato due giorni fa, confermando «l’impossibilità di gestire» la massima assemblea cittadina. Si abbatte una scure sulla maggioranza consiliare, già, numericamente debole (in quanto Oddo pare non sia più l’ottavo consigliere che la compone, ma questo sarà chiarito in conferenza stampa nelle prossime ore) e inizia una fase che nella migliore delle ipotesi è definibile di transizione.

La decisione presa da Oddo è «irrevocabile». Ed esprime «sollievo» dopo avere depositato le dimissioni, considerato il fatto che «tutte le riunioni dell’assemblea, regolarmente convocate» dall’ormai ex presidente del Consiglio comunale, «non hanno prodotto, nell’ultimo periodo, nessun atto che potesse risolvere le gravi criticità economico – finanziarie del Comune, con eventuali danni per gli ispicesi nei prossimi dieci anni».

Nell’ultima riunione consiliare, s’è registrata «l’assenza di 19 consiglieri su 20 aventi diritto, per tali ragioni e nella consapevolezza della non gestibilità del Consiglio comunale», Oddo ha rassegnato le dimissioni.

«Nell’augurio che – spiega Oddo – tale gesto possa sortire lo sblocco della paralisi politico – amministrativa ed istituzionale dell’ente, rimango sempre a disposizione per tutte le iniziative tese a risolvere le criticità finanziarie delle famiglie ispicesi. Ringrazio – aggiunge – i consiglieri, il sindaco, l’amministrazione, i funzionari, lo staff dell’Ufficio di presidenza e i dipendenti comunali sia per la fiducia accordata, sia per la collaborazione durante il periodo in cui ho ricoperto la carica di presidente. Infine, e non da ultimi, un caloroso ringraziamento è riservato ai cittadini che ho avuto l’onore di servire con umiltà. Saranno i dirigenti della lista civica Ispica Domani – si congeda Oddo – nella quale sono stato eletto, a cui mi onoro di appartenere e che ha condiviso questa scelta a spiegare nelle prossime ore le motivazioni delle mie dimissioni».

Carmelo Re, uno dei dirigenti di Ispica domani, fornisce intanto un anticipo. «Ispica domani – spiega Re – riprenderà la sua piena autonomia politica. Tutti gli atti, invece, che saranno portati in Consiglio comunale saranno valutati con la massima attenzione e responsabilità: quelli che sanciscono la soluzione di problemi in favore della città, delle famiglie, dell’occupazione, saranno favorevolmente votati».